PESCARA – Sfilano con un lungo striscione bianco su cui campeggia la scritta in nero “rivoluzione” e dietro le bandiere di Forza nuova e i tricolori, circondati da un imponente schieramento di poliziotti, anche se alla fine non ci saranno problemi, visto che Pescara è l’unica città interessata dalle manifestazioni del movimento dove non erano previste delle contro-iniziative.
I militanti di Fn sono partiti nel pomeriggio da davanti la sede del Comune alla volta di piazza Santa Caterina, una zona che si caratterizza per una massiccia presenza di stranieri, ma questa volta quello dell’immigrazione non è il tema principale della manifestazione.
Un’ottantina i partecipanti al corteo, per lo più giovani in maglietta nera e vessilli in mano. C’era, però, anche qualcuno un po’ più anziano, come Silvio Verratti di Lanciano (Chieti) che ha il dente avvelenato contro il governo Monti e rimpiange l’Italia di una volta quando “dopo aver lavorato, in tasca ti restava qualche lira. Adesso più nulla. Dicono che sono nostalgico, ma nostalgico mi ci hanno fatto diventare”.
“Io la dittatura l’ho conosciuta adesso – continua – quando cercavo lavoro e mi sbattevano la porta in faccia perché avevo la tessera del Movimento sociale italiano. Il nostro popolo deve ribellarsi deve scendere in piazza come stiamo facendo noi, perché così non si può più andare avanti”.
“Ma qui sembra che la gente si sveglia solo quando deve andare a fare la fila per comprare l’ultimo iPhone 5 – dice un militante molto più giovane, Matteo Romanelli di Pescara – e per il resto nessuno dice nulla”.
Il coordinatore regionale di Forza nuova, Marco Forconi, è però contento della partecipazione alla manifestazione. Spiega che i motivi del corteo sono nazionali e riguardano “la crisi che sta investendo l’Italia e il modo in cui la classe dirigente la sta affrontando”.
Forconi parla delle “lobby di potere finanziario spalleggiate dai poteri occulti” e non si tira indietro quando gli si chiede di specificare: “Come il club Bieldberg e il club Trilateral”, dice facendo riferimento direttamente a Mario Monti e Giulio Tremonti.
“Ci sono stati colpi di stato silenziosi – continua a spiegare – che in Italia e in altre nazioni europee più esposte alla crisi hanno portato al potere uomini vicino a queste lobby. La soluzione, per noi, è quella di riappropriarci della sovranità della moneta, così come diceva l’economista abruzzese Giacinto Auriti. Il che non significa che basta uscire dall’euro. Significa solo che la proprietà della moneta deve essere del portatore”.
Per quanto riguarda, infine, il metodo da utilizzare per perseguire i propri obiettivi, Forconi dice di essere per “la legittima difesa. Non solo nei cortei, ma anche per quanto riguarda la difesa degli interessi degli italiani. Alla violenza perpetrata dallo stato contro i suoi cittadini – conclude – siamo pronti a rispondere con qualsiasi mezzo”. (ar.ia.)






