PESCARA – Oggi è il ‘giorno della tradizione’ per migliaia di studenti abruzzesi.

Tutto pronto da giorni ormai per il pellegrinaggio di routine al Santuario di San Gabriele dell’Addolorata di Isola del Gran Sasso (Teramo), dove, ogni anno, i maturandi d’Abruzzo sollevano le loro ‘biro’ al cielo perché ricevano la benedizione a meno 100 giorni dall’esame di maturità.

In molti quindi si affidano alla protezione del santo dei giovani perché tutto vada bene durante l’esame di maturità, anche se in realtà l’occasione rappresenta oure un modo diverso di trascorrere del tempo con i propri compagni di scuola, visto che per molti è un appuntamento solo ‘raccontato’, non vissuto. E da domani anche tutti questi ragazzi orgogliosi di essere vicini a un importante traguardo, potranno dire di essere stati ai ‘100 giorni’.

Gli studenti sono pronti a trascorrere un’intera giornata in allegria, circondati da profonda, vera amicizia e mai come oggi in tanti hanno apprezzato il suono di quella fastidiosa sveglia infrasettimanale, consapevoli del fatto che almeno per un giorno non ci saranno interrogazioni, compiti in classe estenuanti o tediose lezioni.

Zaini in spalla, cibo, bevande, una maglia in più in caso di freddo eccessivo e penne alla mano, oltre che una spensieratezza quasi ‘dovuta’ che accompagna ognuno di loro nel rispetto di una tradizione più folkloristica che religiosa: questo è lo spirito con cui si parte per un’immancabile uscita fuori porta anche dalla stessa città di Pescara.

C’è chi si mette alla prova in strada con la macchina del papà, c’è chi è orgoglioso di affrontare per la prima volta circa 100 chilometri grazie alla patente appena presa, chi invece preferisce prender posto su uno dei tanti pullman organizzati, una garanzia di sicurezza per l’occasione, convinti del fatto che ci sarà spazio anche per un bicchierino di troppo; ma ai piedi del Gran Sasso i controlli sono stati potenziati proprio per evitare che nell’ ‘oasi della preghiera’ vengano introdotti alcolici.

L’appuntamento era previsto questa mattina, di fronte al piazzale della Stazione vecchia di Pescara per centinaia e centinaia di ragazzi della città che hanno optato per il pullman per raggiungere Isola; senza distinzione di scuola, hanno preso posto sui mezzi incuriositi da questa giornata del tutto ‘abruzzese’ e contenti, a modo loro, di sentirsi già grandi, perché quest’evento segna l’avvicinarsi della ‘vera’ maturità, almeno su carta. 

Qualcuno prova a portare con sé anche qualche bottiglia di birra in più che, a dirla tutta non è affatto concessa, visto che sono stati emanati divieti specifici: ”Si è vero – ammette Sandro, studente dell’Istituto ‘Acerbo’ di Pescara, sorridendo furbamente – sappiamo che non possiamo portare alcolici con noi, però queste bottiglie ce le portiamo lo stesso, poi se ce le sequestrano non fa nulla, l’errore è nostro. In fin dei conti trascorriamo una giornata in compagnia, è anche bello trasgredire un po’”. 

In realtà, questa occasione dovrebbe essere dedicata alla preghiera: canti, braccia al cielo, abbracci tra amici di scuola e non. E infatti alla domanda “Cosa ci si aspetta da una giornata come questa?”, c’è una parola chiave che caratterizza la risposta di ognuno di questi ragazzi, ed è ‘divertimento’, come sostiene Davide, studente del Liceo scientifico: ”Da questa giornata mi aspetto di divertirmi tanto, almeno oggi che non devo andare a scuola! E poi spero che Sa Gabriele mi protegga veramente perché se arrivo agli esami di stato, vuol dire che c’è stato davvero il miracolo!”, ironizza.

Anche nelle parole di ragazzi da poco maggiorenni che stanno per dare un vero orientamento alla loro vita si può osservare una certa inquietudine; si tratta di ragazzi che guardano al loro futuro in maniera negativa anche alle 8 di mattina mentre si preparano per una scampagnata divertente.

Infatti, continua Davide, ”Sono gli ultimi 100 giorni prima del vero incubo! E quando parlo di incubo mi sto riferendo al fatto che, malgrado abbia paura di fare gli esami, penso di avere più paura di uscire dal mondo della scuola ed entrare nel mondo degli adulti. Io penso che quando un ragazzo finisce la scuola superiore e deve iniziare a cercare lavoro, finisce anche il divertimento. Anche se i miei genitori non lo sanno ancora, ho deciso di non fare l’università perché non penso che cambierà le cose nella mia vita. Ma oggi non ci voglio pensare, oggi mi voglio solo divertire! La prossima giornata festosa ci sarà al ritiro del diploma. La scuola mi mancherà!”

Sara D’Incecco, anche lei liceo scientifico, ammette che a 100 giorni dagli esami il divertimento è già finito: ”Oggi ho intenzione di divertirmi veramente perché già so che i miei genitori da domani mi chiuderanno in casa perché devo studiare! Mi aspettano tre mesi d’inferno ma so che poi ho finito. Credo che l’università non sarà pesante come le superiori, dove un ragazzo è obbligato a studiare per forza tutti i giorni. A San Gabriele sono andata l’ultima volta sei anni fa, però credo che andarci con gli amici per quest’occasione sia completamente diverso, almeno da quello che mi hanno detto i miei cugini e gli amici più grandi di me: si prega ma ci si diverte tanto!”.