PESCARA – Subito dopo il blocco dell’asse attrezzato il comandante della Capitaneria di porto, Pietro Verna, ha firmato l’ordinanza per la chiusura del porto ad una serie di imbarcazioni, come annunciato ieri e ribadito stamani.
Il testo, però, non è stato ancora reso pubblico. La marineria ha quindi deciso di fermare la protesta e ha interrotto il blocco dell’asse attrezzato.
LE DISPOSIZIONI CONTENUTE NELL’ORDINANZA
PESCARA – Nel suo primo articolo (Navigazione nell’ambito del porto canale) l’ordinanza firmata dal comandante della direzione marittima di Pescara, il capitano di vascello pietro Verna, si prevede che “Sino a nuovo ordine è temporaneamente interdetta la navigazione all’interno del porto canale a tutte le unità da pesca a strascico, volante e circuizione, nonché a ogni altra tipologia di unità, i cui pescaggi non consentano l’effettuazione delle manovre in sicurezza in relazione agli ultimi dati batimetrici disponibili, rilevati dall’Arta Abruzzo, che saranno periodicamente aggiornati e pubblicati sul sito web istituzionale della stessa (www.artaabruzzo.it)”.
“In ragione di quanto sopra – si legge ancora -, l’ormeggio delle predette unità è individuato presso le banchine del nuovo Molo di Levante, compatibilmente con la previsione di eventuali attività turistico-commerciali cui le banchine stesse rimangono prioritariamente destinate, nel pieno rispetto delle massime condizioni di sicurezza e osservando tutte le norme di sicurezza suggerite dalla perizia marinaresca”.
“Il transito nella canaletta di accesso al porto canale, alle unità non incluse nel precedente comma – si dispone infine -, sarà consentito a una sola per volta, significando che qualora detta canaletta fosse già impegnata l’unità in entrata e/o in uscita, dovrà attenderne il suo completo sgombero (ormeggio in casso di nave in ingresso, disimpegno delle ostruzioni del canale in cado si nave in uscita), nel pieno rispetto delle massime condizioni di sicurezza e osservando tutte le norme di sicurezza suggerite dalla perizia marinaresca. Restano in vigore tutte le disposizioni già vigenti relative alla navigazione dell’interno del canale”.
OGGI DOPO LE PROTESTE IL BLOCCO DELL’ASSE ATTREZZATO
PESCARA – Non soddisfatti delle rassicurazioni arrivate dal sottosegretario all’Ambiente Giampiero Catone in merito al dragaggio del porto di Pescara, i pescatori del capoluogo adriatico hanno di nuovo bloccato l’ingresso e l’uscita dell’asse attrezzato di piazza Italia, esattamente come accaduto due giorni fa.
Sono bastati pochi minuti e il traffico in centro è già andato in tilt. Catone ha rinviato tutte le decisioni a una riunione tecnica che si terrà lunedì a Pescara e ha spiegato che sono necessarie altre analisi sui fanghi ma i pescatori non sono più disposti ad aspettare e la protesta è esplosa di nuovo.
LUNEDI’ INCONTRO MINISTERI-AUTORITA’
PESCARA – Vertici dei ministeri Ambiente, Infrastrutture e Trasporti affronteranno lunedì prossimo il problema del porto di Pescara con le autorità locali, politiche e non, in una riunione operativa nella Prefettura del capoluogo adriatico. Lo ha confermato il sottosegretario Giampiero Catone. Un passo atteso dalla locale marineria che però ha appreso, contemporaneamente, che non è stata ancora firmata l’ordinanza di chiusura parziale del porto, concordata ieri, ed ha deciso di tornare a bloccare il traffico.
Solo una mediazione con il vicario del Questore, Mario Della Cioppa, ha convinto i manifestanti – un centinaio – ad un segno di buona volontà: via il blocco, ma mobilitazione fino alla firma dell’ordinanza. Una firma giunta alle 13.30, dopo un incontro Prefetto, Sottosegretario e Comandante della direzione marittima per risolvere “i dettagli tecnici”.
Il sottosegretario Catone ha promesso interventi rapidi ed urgenti e l’immediata ripartenza del dragaggio: “Qui non è un problema di politica, ma di decisionismo. Bisogna che qualcuno prenda le decisioni e lo faccia immediatamente”.
Il sottosegretario è poi entrato nel dettaglio: “Con le analisi dell’Arta e il campionamento dell’Ispra e il parere del ministero della Salute potremo ripartire con il dragaggio. Ora si tratta di capire se lo sversamento dei fanghi potrà avvenire in mare oppure no. In tal caso dovremo trovare soluzioni alternative”. Secondo alcune indiscrezioni i fanghi dragati potrebbero essere sversati al largo di Ortona.
Il sottosegretario Catone ha concluso dicendo: “bisogna pensare ai problemi di oggi del porto ma anche al suo futuro è nostra intenzione far diventare il sito di Pescara di interesse nazionale, ma c’é da risolvere oltre al problema dei pescatori anche quello degli operatori commerciali e dell’ingresso in porto delle navi perché se un domani diventerà impossibile scaricare per esempio la farina nel porto ci sarebbe un aumento di prezzi che non riguarderebbe solo l’Abruzzo”. Dopo la firma dell’ordinanza, i pescatori stanno rimuovendo le imbarcazione con le quali da tre giorni ostruivano l’accesso al porto canale
Marineria ancora in fibrillazione, a Pescara, in attesa della firma delle ordinanze per la chiusura del porto.
La categoria ha incontrato l’assessore regionale Mauro Febbo il quale ha assicurato che “per gli indennizzi è stata trovata una intesa, ma manca ancora l’ordinanza. “Sarà confezionata una delibera – ha annunciato – da notificare a Roma e Bruxelles e intanto si studia anche un ulteriore indennizzo per il fermo”.
Dopo l’incontro con Febbo la marineria si è spostata sotto la sede della prefettura, in piazza Italia, dove si terrà a breve una conferenza con la partecipazione del sottosegretario all’Ambiente Giampiero Catone proprio per parlare dell’emergenza del porto di Pescara e del dragaggio dei fanghi che lo rendono impraticabile. La chiusura, per la marineria, consentirebbe una azione efficace di dragaggio, ma gli operatori chiedono indennizzi per andare avanti in mancanza di lavoro. In piazza Italia in attesa di Catone spno stati fatti espodere dei petardi.
Il comandante della Capitaneria, Pietro Verna, ha annunciato che l’ordinanza per la chiusura del porto, concordata ieri, è pronta e mancano solo dei dettagli. Sarà legata ai rilievi batimetrici dell’Arta. A Verna ha fatto eco il prefetto Vincenzo D’Antuono il quale ha assicurato che se non sara’ emanata oggi, al massimo sara’ emanata domani.
“E’ in fase di elaborazione – ha garantito D’Antuono alla marineria – che non ne può più di attendere la burocrazia e sollecita il dragaggio del fiume che ormai “eèmorto”, ha commentato Francesco Scordella, in rappresentanza dei marinai, rivolgendosi al sottosegretario Giampiero Catone, a Verna, al prefetto, al sindaco, al presidente della Provincia, al presidente della Camera di Commercio e all’assessore regionale Febbo
IMPEGNO REGIONE PER PER REGIME ‘DE MINIMIS’
Si è impegnato a reperire fondi per assicurare ai pescatori i contributi “de minimis” l’assessore regionale alla pesca Mauro Febbo durante l’incontro, a Pescara, con i rappresentanti della locale marineria.
Questi ultimi, per il terzo giorno consecutivo, sono impegnati a coinvolgere direzione marittima, Regione e Governo nella soluzione della categoria per l’inadeguato dragaggio del porto canale. Presente all’incontro il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia. “Probabilmente – ha dichiarato l’assessore Febbo – già la prossima settimana riusciremo a portare in giunta il decreto per cercare di sbloccare la situazione. In pratica – ha aggiunto – la Regione anticiperebbe per conto della commissione europea i soldi ai pescatori”.
Nel corso dell’incontro i rappresentanti della marineria hanno chiesto, anche con toni molto duri, un impegno della Regione per il reperimento di fondi da utilizzare per gli indennizzi da ricevere per i danni subiti dalle imbarcazioni a causa dei fondali sabbiosi del porto. I pescatori rivendicano anche una legge regionale, così come avvenuto nelle Marche, per il ripopolamento del mare Adriatico. La legge prevede per i pescatori un contributo de minimis di 20 mila euro per tre anni. Per il fermo biologico, che partirà a breve, i pescatori riceveranno 520 euro al mese.
Al termine dell’incontro, all’uscita dell’assessorato, il sindaco è stato contestato verbalmente da un centinaio di pescatori che stazionava in strada, al grido di “vergogna, vergogna”.
Il riferimento, hanno poi spiegato, non è solo all’attuale situazione della marineria locale ma anche alla presunta indifferenza mostrata dall’ente per la vicenda del pesce sparito dal mercato ittico cittadino, su cui sono in corso indagini della polizia. Ci sono stati poi cori in favore dell’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso e dell’onorevole Nino Sospiri scomparso qualche anno fa. Il corteo di pescatori ha poi raggiunto a piedi Piazza Italia per seguire da vicino la conferenza stampa del sottosegretario all’Ambiente, Giampiero Catone.
ESPLOSIONI DURANTE CONFERENZA CATONE
PESCARA – Esplosioni, almeno due, da grossi petardi o bombe carta, nella centrale Piazza Italia, a Pescara. Qui numerosi appartenenti alla locale marineria attendono l’esito della conferenza stampa del sottosegretario all’Ambiente Giampiero Catone sulla questione del dragaggio del porto, nella sede della Provincia che, come quella di Comune e Prefettura, si affaccia sulla piazza.
Il sottosegretario è giunto nel capoluogo adriatico per l’esame delle problematiche del porto di Pescara che l’altro ieri aveva determinato l’assalto dei pescatori alla direzione marittima durante una manifestazione già annunciata. La zona è chiusa al traffico; oltre una trentina le forze dell’ordine presenti, tra poliziotti e carabinieri.




