PESCARA – “Sul campus automotive Chiodi ha perso tantissimo tempo, bruciato tante opportunità di lavoro, tolto il sonno a migliaia di lavoratori. Dopo che tutto l’Abruzzo, Pd in testa, glielo chiede da almeno un anno, Chiodi annuncia finalmente di voler inserire nella ennesima rimodulazione del Fas 40 milioni di euro per contribuire alla realizzazione del Campus Tecnologico per l’Automotive: che non sia l’ennesima promessa di Chiodi. Gli abruzzesi, a partire dalle imprese e dai lavoratori, non possono più permetterselo”.

Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci.

“Il compimento di questa operazione era stato chiesto da tutta la partnership di un progetto già pronto con la piena condivisione delle parti sociali” sottolinea Paolucci, “il governo nazionale si era gia’ espresso favorevolmente e considerava il nostro campus un progetto di valenza nazionale. L’allora amministrazione provinciale ne era il capofila istituzionale, insieme al Patto territoriale del Sangro-Aventino ed il protocollo di intesa vedeva come partner il Centro di Ricerca Fiat, la Honda Italia, la Confindustria, il consorzio Aster della regione Emilia e Romagna”.

“Chiodi – sottolinea il segretario Pd – avrebbe dovuto aprire subito con determinazione un negoziato con il governo nazionale per portare al Cipe l’approvazione definitiva ed il finanziamento dell’intero Programma di Innovazione Automotive, che valeva e vale ancora oggi qualcosa come 115 milioni di euro e che prevede la realizzazione delle strutture fisse e delle attrezzature oltre a 5 progetti di ricerca di grande valenza, da far partire senza nemmeno aspettare la fine della costruzione fisica del Campus”.

“Ora però quello che conta è la rapidità di intervento: il Pd controllerà giorno dopo giorno che questa non sia solo una promessa e che i tempi siano rapidissimi e snelli. Il Campus possiede un valore immenso, che va molto oltre gli effetti oggi prevedibili. Questi ultimi potranno avere un carattere così ampio e profondo da marcare una vera discontinuità con un passato che andava chiuso da tempo e che potrebbe portare l’intero sistema regionale a compiere l’atteso balzo in avanti ed agganciare le regioni italiane ed europee più sviluppate”.