PESCARA – Quella del Pescara Calcio è una storia affascinante, ricca di colpi di scena, la dimostrazione che anche una piccola realtà di provincia può arrivare in alto.
Le origini della principale squadra di calcio della città di Pescara risalgono al 1936. I primi importanti risultati non tardano ad arrivare. Nella stagione 1937-38, infatti, il Pescara partecipa al campionato di Serie D, trionfando subito e approdando in Serie C.
Dopo due anni conclusi rispettivamente all’ottavo ed al sesto posto, nella stagione 1940-41 gli abruzzesi ottengono la prima promozione in Serie B. Alla prima stagione in cadetteria, il Pescara sfiora addirittura il grande salto.
Gli anni successivi sono caratterizzati da forte instabilità anche per il calcio, a causa del conflitto mondiale ancora in corso. La riorganizzazione delle attività sportive nel dopoguerra porta il Pescara a partecipare inizialmente ad un campionato misto tra team di Serie A e di Serie B e, successivamente, al girone meridionale della Serie B. Due retrocessioni consecutive, però, fanno sprofondare gli abruzzesi in promozione.
Nel ventennio che va dall’inizio degli anni ‘50 ai primi anni ‘70, la storia del Pescara non vive grandi sussulti. Sebbene i biancazzurri riescano immediatamente a tornare in quarta serie, bisogna attendere la stagione 1957-58 per il passaggio alla Serie C. Durante il decennio 1950-1960, il Pescara riesce a conservare la categoria ma non si avvicina mai seriamente alla promozione, eccezion fatta per il quarto posto del campionato 1962-63.
È negli anni ‘70 che il Pescara vive alcuni dei momenti più esaltanti della propria storia calcistica. Nonostante una retrocessione a sorpresa in Serie D nell’anno 1971-72, i biancazzurri non si perdono d’animo e ottengono due promozioni consecutive che valgono il ritorno in Serie B. Dopo i primi campionati nei quali gli adriatici riescono a raggiungere l’obiettivo salvezza, la stagione 1976-77 è quella che segna la prima storica promozione in Serie A del Pescara. La squadra allenata da Cadè chiude al secondo posto, in compagnia di Cagliari ed Atalanta. Servono, però, gli spareggi per decretare l’altra promossa. Agli adriatici sono sufficienti due pareggi per staccare il pass per la Serie A.
Deludente la prima stagione nel massimo campionato italiano, conclusa all’ultimo posto in classifica. La risalita, però, è immediata. La stagione 1978-79 vede, infatti, il trionfo del Pescara nello spareggio promozione con il Monza, disputato sul neutro di Bologna, con ben 40.000 tifosi biancazzurri al seguito del team allora allenato da Antonio Angelillo. Purtroppo, anche la seconda partecipazione al campionato si rivela fallimentare, con l’immediato ritorno in cadetteria.
Dopo aver sfiorato la terza promozione in A, nel campionato 1981-82 arriva una clamorosa retrocessione in Serie C1. Il cambio di rotta nei vertici dirigenziali e l’arrivo in panchina di Rosati si rivelano decisivi, visto che al termine della stagione 1983-84 il Pescara è nuovamente promosso in Serie B. Dopo alcuni anni tra alti e bassi, nel 1985-86 gli adriatici falliscono l’obiettivo salvezza, in seguito alla sconfitta interna contro la Triestina.
La sorte, però, bacia gli abruzzesi, i quali, a causa del fallimento del Palermo, ottengono il ripescaggio in cadetteria. Nonostante gli sfavori del pronostico, il Pescara, affidato all’emergente allenatore Giovanni Galeone, ottiene un incredibile promozione in Serie A, sfoggiando un calcio offensivo molto divertente e tanti calciatori interessanti. Nel campionato 1987-88 gli abruzzesi riescono a salvarsi ma, l’anno successivo, arriva una nuova retrocessione in cadetteria.
Solo al termine del campionato 1991-92, sempre con Galeone in Panchina, il Pescara conquisterà nuovamente la Serie A, l’ultima del ventesimo secolo. infatti, la stagione 1992-93 coincide con l’immediato ritorno in Serie B degli abruzzesi. Negli anni ‘90 il Pescara riesce a conservare la Serie B, prima del ritorno in terza serie nella stagione 2000-01.
Nel 2002-03 gli abruzzesi battono ai play-off il Martina e ritornano in B. La stagione 2003-04 si conclude con la retrocessione in C ma il fallimento del Napoli e dell’Ancona spalanca nuovamente agli adriatici le porte della cadetteria. La forte instabilità a livello societario fa sprofondare il Pescara in Serie C. Nella stagione 2009-10, però, l’arrivo a campionato in corso di Eusebio Di Francesco sulla panchina del Pescara si rivela decisivo. Gli adriatici, infatti, ai play-off superano in finale il Verona e tornano in Serie B.
Nel decennio successivo, il Pescara alterna nuovamente stagioni esaltanti a campionati fallimentari. Da record il campionato di Serie B 2011-12 che vede l’approdo in panchina di Zeman e il ritorno in Serie A, grazie a 83 punti conquistati e a ben 90 reti segnate. Quella stagione metterà in risalto alcuni dei più grandi talenti del calcio italiano dell’ultimo decennio, come Insigne, Immobile e Verratti, vincitori dell’Europeo 2020 con la nazionale azzurra. Non cambia, però, il copione, visto che nella stagione successiva gli abruzzesi non riescono ad evitare il ritorno in Serie B.
L’ultima promozione in A risale alla stagione 2015-16, con Massimo Oddo in panchina. Nel 2016-17 gli adriatici retrocedono nuovamente. Ancora più complicati gli anni successivi che trascinano addirittura il Pescara in Lega Pro, campionato che gli abruzzesi saranno chiamati ad affrontare anche nell’imminente stagione 2023-24. Sui migliori siti di scommesse stranieri e italiani è già possibile pronosticare il piazzamento del Pescara, inserito nel girone B di Lega Pro. I tifosi adriatici si augurano che questa possa essere l’annata giusta per il ritorno del club in cadetteria.






