PESCARA – Novantunesimo caldo all’Adriatico.
Dopo la quarta sconfitta consecutiva è esplosa infatti la contestazione dei tifosi biancazzurri che, prima della gara, avevano esposto in curva Nord uno striscione che recitava: “Ora basta: bisogna vincere”.
A pochi minuti dal termine della gara col Bologna, alcuni tifosi adriatici hanno abbandonato la curva, riversandosi al’esterno della zona di prefiltraggio dello stadio.
Dopo alcuni minuti di trattative con i funzionari di polizia e carabinieri, una delegazione di una trentina di tifosi ha chiesto e ottenuto di entrare nello stadio e all’esterno degli spogliatoi per un faccia a faccia con squadre, tecnico e giocatori.
Il confronto è durato una ventina di minuti, alla fine è stato il presidente Daniele Sebastiani a raccontare quello che è accaduto negli spogliatoi.
“I tifosi volevano parlare con i giocatori e non con noi dirigenti e così li abbiamo fatto entrare negli spogliatoi, dove hanno avuto il confronto che volevano – ha spiegato – Non credo che il problema fosse tanto la sconfitta di oggi, quanto la prestazione vergognosa di Genova”.
“I tifosi hanno chiesto impegno e attaccamento alla maglia e qualche uscita in meno durante la settimana – ha aggiunto – È stato un confronto comunque senza eccessi. I nostri sostenitori sono arrabbiati e preoccupati come lo siamo noi”.
Dopo il colloquio alcune centinaia di tifosi del Pescara sono rimasti nei pressi dello stadio Adriatico, controllati da uomini di polizia e carabinieri in assetto antisommossa.






