PESCARA – Bollette insolute per consumo di acqua per oltre 450 mila euro.

Le ha accumulate un noto hotel di Farindola (Pescara) nei confronti dell’azienda consortile acquedottista (Aca), presieduta da Ezio Di Cristoforo.
 
Ad accorgersi delle strane vicende di questa utenza è stata l’associazione di consumatori Codici che ha già presentato una diffida all’Aca e ora annuncia denunce alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti, come ha comunicato oggi in conferenza stampa Domenico Pettinari.
 
Sono due le società interessate alla vicenda delle bollette mai pagate, in base alla ricostruzione fornita da Pettinari.
 
La prima non avrebbe pagato fatture per oltre 438 mila euro, la seconda per oltre 12 mila euro, e la prima ha dichiarato il fallimento passando tutti i debiti alla seconda, tranne quello relativo all’acqua.
 
Codici, dopo aver avuto notizia “da un informatore”, ha approfondito il caso e ha sollecitato l’Aca a disattivare l’utenza morosa.
 
Tra l’altro anche il dirigente dell’ufficio legale dell’Aca, Nicolina Pietromartire, avrebbe chiesto un intervento in tal senso ma quando il contatore è stato disattivato, poco dopo è stato riattivato abusivamente.
 
“L’Aca – contesta Codici – si è contraddistinta per un’inerzia totale in questa vicenda: non ha mai fatto nulla per recuperare il credito, non ha presentato una denuncia per furto d’acqua, non ha chiesto la revocatoria fallimentare, e a quanto pare il trattamento riservato a questo hotel è frutto di pressioni politiche arrivate all’Aca anche da Roma”.
 
Ora Codici annuncia denunce nei confronti del presidente dell’Aca, del direttore generale, Bartolomeo Di Giovanni, del direttore amministrativo e di quello tecnico. Tra l’altro l’associazione fa notare che l’Aca si è già contraddistinta per “assunzioni clientelari, storni selvaggi delle bollette e falsi in bilancio già denunciati in passato”.