PESCARA – L’ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Pescara, attraverso il suo presidente, Enrico Lanciotti, esprime massima solidarietà umana alle famiglie Alinovi, Di Pancrazio e Granchelli, l’altro ieri impegnate in un sit-in di protesta dinanzi l’ospedale S. Spirito, dove nei mesi scorsi sono morti i loro tre figli.
Il presidente afferma, però, che “verità e giustizia scaturiranno dall’accertamento delle eventuali responsabilità al termine delle previste procedure di legge e in un quadro di diffuse garanzie per tutte le parti in causa, procedure che risultano regolarmente avviate”.
“Premesso che ritengo assolutamente legittimo porsi la domanda se i medici ai quali i propri figli sono stati affidati abbiano fatto tutto il possibile per strapparli alla morte – aggiunge Lanciotti, tra l’altro -posso comunque affermare senza tema di smentita che la categoria è da molto tempo impegnata in una revisione delle procedure che garantisca ancor maggiore sicurezza a pazienti e operatori e che anche i medici premono per istituti legislativi più specifici per affrontare i casi di malapractice. Non credo però che le manifestazioni di piazza fatte contro qualcuno siano la strada giusta”.
“Sentirsi addosso la pressione montante della piazza – dice – induce chiunque allo smarrimento e all’autodifesa che in medicina significano la perdita della serenità sempre necessaria nell’atto medico e riluttanza ad affrontare i casi più difficili perché potenzialmente forieri di complicanze”.
“La conseguente perdita di chance – conclude il presidente – per i malati sarebbe drammatica. Credo che il cittadino lo abbia già compreso e forse in questo risiede la risposta al perché di quella scarsa partecipazione lamentata a manifestazioni potenzialmente lesive di risorse sanitarie preziose per tutti noi”.






