PESCARA – Approderà lunedì in Consiglio comunale il dibattito sul bilancio del Comune di Pescara, con la delibera dell’Imu e del Piano triennale delle Opere pubbliche.
Si tratta di una manovra da 245 milioni di euro, di cui circa 126 milioni di entrate correnti. Ad illustrarne i contenuti è l’assessore comunale alle Finanze, Eugenio Seccia, che sottolinea come il taglio dei trasferimenti da Governo e Regioni, circa 5milioni 600mila euro nel 2012, abbia “imposto una razionalizzazione della spesa”. Evidenziando che il Comune ha fatto in modo di garantire “i servizi a domanda individuale, confermando gli investimenti sul sociale e i servizi della Attiva”, l’assessore, in particolare, spiega che tale razionalizzazione ha consentito di “non aumentare alcuna tariffa, dalla Tarsu alle rette scolastiche”, con l’obiettivo di “dare una mano concreta alle famiglie costrette a fare i conti con l’Imu, che non condividiamo – evidenzia -, ma che i Comuni sono costretti ad applicare”.
“L’impegno della nostra amministrazione – dice ancora Seccia – è stato però quello di mantenere basse le aliquote stesse e lo sanno i sindacati che per la prima volta hanno sottoscritto già da mesi l’accordo sul bilancio con l’amministrazione comunale, un accordo che non consentiremo a nessuno di stravolgere in aula, a partire dalle opposizioni”. Nel bilancio 2012 si registra una riduzione delle spese, a partire da quelle correnti, come, ad esempio, la voce sul personale, con un milione di euro in meno, che ha consentito di “incrementare il livello qualitativo dei servizi a domanda individuale erogati senza aumentare costi e tariffe a carico dell’utente”.
Calano le spese correnti relative a voci, quali, ad esempio, Gabinetto del sindaco, Polizia urbana, risorse umane e sviluppo organizzativo, Ragioneria generale e Tributi, mentre salgono quelle relative al settore manutenzione, alla Cultura e al Turismo, al Sistema educativo integrato, all’Avvocatura, alla Mobilità e alle Politiche ambientali. Un discorso a parte, secondo l’assessore, merita il capitolo del sociale per cui il Comune, nonostante una diminuzione della spesa complessiva, ha aumentato il proprio stanziamento: se dei 9milioni 136mila euro del 2011, la quota del Comune era pari a 5 milioni 411mila euro (59,23%), nel 2012 la previsione parla di 7milioni 916mila euro, di cui 5milioni 776mila del Comune, che copre quindi il 72,97% della spesa.






