PESCARA – Sono partite questa mattina le operazioni materiali di abbattimento del complesso popolare denominato ‘Ferro di Cavallo’ nel quartiere Rancitelli a Pescara, palazzo che circonda la piazza più importante in Abruzzo dello spaccio di stupefacenti, considerato il fortino della criminalità locale.

A dare i primi colpi con la ruspa sono stati il presidente della Regione Marco Marsilio e poi il sindaco di Pescara Carlo Masci. All’avvio erano presenti fra gli altri il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il presidente dell’Ater di Pescara Mario Lattanzio, oltre ad assessori e consiglieri comunali di Pescara.

L’importo complessivo dei lavori di demolizione, finanziati nel 2017 con risorse CIPE, ammonta ad 1 milione 214 mila euro.
Il cronoprogramma indica per il prossimo mese di agosto la conclusione dell’intervento di demolizione. Risorse pari ad oltre 6 milioni di euro, sempre derivanti dalla delibera CIPE del 2017, aggiornata nel 2019, sono a disposizione, invece, per la costruzione di due nuovi edifici che ospiteranno complessivamente 56 alloggi di edilizia residenziale pubblica.

“È finalmente realtà l’abbattimento di quel santuario inviolabile della criminalità dedita allo spaccio di stupefacenti e dell’occupazione abusiva che era diventato il Ferro di cavallo – ha dichiarato Marsilio –. Una parte importante dell’edificio è già andato giù ed i lavori proseguiranno speditamente nelle prossime settimane. Si sta radendo al suolo una vergogna che aveva fatto di questo quartiere un simbolo di degrado sociale e di malaffare”.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente – è di restituire vivibilità alle case popolari e dignità alla persone che vi abitano tutelando il loro diritto alla sicurezza. Va ribadito che noi abbiamo avuto il coraggio di sbattere fuori da questi alloggi criminali e persone che vi abitavano senza averne diritto. Non abbiamo la presunzione di estirpare la piaga della delinquenza da questa città – ha aggiunto Marsilio – ma abbiamo dimostrato di non aver paura di affrontare di petto situazioni che sembravano inattaccabili. Prima di noi, le amministrazioni che si sono succedute venivano qui a fare compromessi, se non addirittura patti, con i delinquenti che facevano i caporioni di questa zona”.

“Oggi, invece, – ha proseguito – c’è un’amministrazione regionale che, insieme all’ATER, ha presentato un progetto coraggioso che siamo riusciti a portato avanti fino in fondo e questi sono i risultati”.

“Avevamo detto che saremmo intervenuti per riqualificare il quartiere di Rancitelli a Pescara – ha detto il presidente della Regione Marsilio – e lo stiamo facendo. Quello di oggi è un gesto di coraggio che è servito per affrontare di petto un problema che da decenni affliggeva la città di Pescara e che era diventato nelle cronache nazionali un cattivo esempio di degrado urbano e sociale. In questa piazza dove ci troviamo oggi era difficile entrare persino per le forze dell’ordine. Noi abbiamo così allontanato i delinquenti e stiamo lavorando per far rinascere in questa zona un numero limitato di edifici per far sì che ci sia il controllo sociale, dando le case solo agli aventi diritto. Stiamo portando avanti un progetto di recupero per una zona che per troppo tempo ha rappresentato un problema per la città”.

“Quella di oggi – ha detto il sindaco Masci – è una giornata storica. Abbiamo tenuto fede a quello che avevamo detto nelle scorse settimane. Stiamo portando avanti il progetto della riqualificazione di Rancitelli. Tutti in questi anni hanno parlato e fatto annunci. Noi lo avevamo detto con il presidente della Regione Marsilio che avremmo buttato giù questo fortino. Quando le istituzioni lavorano insieme si vedono i risultati. C’erano persone perbene in questi palazzi prigioniere ma anche chi non aveva diritto a starci. Oggi eliminiamo 50mila metri cubi di materiale e diamo nuova vita a questo quartiere”.

Ha aggiunto Sospiri: “Il Ferro di Cavallo, il mostro urbanistico del rione Villa del Fuoco, sta venendo giù pezzo dopo pezzo. Oggi la benna ha inferto i colpi mortali all’edificio che per anni ha rappresentato il fortino della criminalità. L’operazione è destinata a restare nella storia: abbiamo salvaguardato le 78 famiglie perbene che abitavano nella struttura e alle quali abbiamo riassegnato alloggi risanati, e abbiamo dato un esempio straordinario di operatività e di rispetto delle regole”.

“La demolizione che parte oggi è l’atto finale di un’attività lunga e difficile che ci ha visti impegnati per mesi, un’attività di progettazione, di studio del quartiere al fine di individuare la soluzione migliore che garantisse non solo la riqualificazione edilizia, urbanistica e sociale, ma soprattutto la vivibilità.In quello che oggi è lo spazio centrale del Ferro di Cavallo realizzeremo una straordinaria piazza di aggregazione”.