L’AQUILA – Giornata storica a Pescara, con la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il capo dello Stato ha oggi presieduto alla cerimonia ufficiale di inaugurazione dell’Imago Museum. L’ultima visita di un capo dello Stato a Pescara è stata nel 1999, con Carlo Azeglio Ciampi.
“E’ stata una felice opportunità il poterlo visitare anche se velocemente però esprimo un grande apprezzamento”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel breve discorso che ha tenuto agli invitati all’inaugurazione ufficiale del museo promosso dalla Fondazione PescarAbruzzo.
Ha poi evidenziato l’importanza della cultura”, per la rinascita dopo la pandemia del coronavirus.
“Vi sono circostanze, calamità naturali come il terremoto o eventi drammatici come la pandemia, che inducono a ritrovare le ragioni della reciproca solidarietà, e che inducono anche a rivolgersi a elementi e agli aspetti più importanti della convivenza. La cultura è uno di questi ed è quello che questa mattina qui si è cercato di fare”, ha detto il presidente.
Ad accoglierlo, il presidente della Regione, Marco Marsilio, il sindaco di Pescara, Carlo Masci, il presidente della Provincia, Antonio Zaffiri, e l’arcivescovo Tommaso Valentinetti, dal presidente della fondazione Pescarabruzzo Nicola Mattoscio.
Marco Marsilio ha parlato di “un grande onore per l’Abruzzo e per la città, una piacevolissima sorpresa che testimonia come Pescara stia diventando importante e un punto di riferimento per la cultura. Speriamo che questi segnali vengo recepiti dai tanti turisti che cercano soltanto non bellezze naturali e svago, ma nel tempo in cui restano nelle città trovare anche motivo motivo arricchimento culturale”.
“Il presidente Mattarella nel suo discorso ha incoraggiato il mondo della cultura, che è tra quelli che più hanno sofferto la pandemia: per questo ha molto gradito, e direi anche compreso, l’operazione dell’Imago Museum di Pescara”., ha detto Nicola Mattoscio.
“Nelle sale dell’esposizione era incuriosito, interessato e dire anche sorpreso da quella vista – prosegue Mattoscio, ex docente universitario – abbiamo capito che era molto sensibile all’arte con i suoi commenti, quando si avvicinava a certi quadri. Ha capito insomma l’operazione che la Fondazione ha fatto, e cioè quella di aver raccolto un patrimonio culturale abruzzese che rischiava di essere disperso o non essere messo a disposizione del patrimonio nazionale”, ha concluso.
Eccezionali le misure di sicurezza: fondazione PescarAbruzzo avevano pensato di offrire come poi avvenuto una medaglia celebrativa in argento al presidente, ma prima è stata passata al vaglio dagli agenti della security.
“Presidente, non vada via dal Quirinale, rimanga”. E’ stato poi l’appello di una donna del pubblico rivolto al presidente della Repubblica, mentre i stava salutando le persone accalcate davanti alle transenne poco dopo essere uscito dall’Imago Museum.
La donna che ha rivolto l’appello di restare , Luciana Petrosino, originaria di Bari, sposata con un pescarese: da 20 anni viene nel capoluogo adriatico, vivendo sei mesi a Bari e sei mesi a Pescara.
“Io ho espresso la mia opinione – ha detto ai giornalisti – e spero che sia quella di tanti altri”.
“Con l’inaugurazione di questo straordinario luogo di arte e di cultura celebriamo un altro passaggio di rilievo nella crescita del nostro territorio, nella convinzione che gli investimenti sulla cultura siano la premessa per formare in modo corretto il senso civico di appartenenza e quindi i cittadini di domani. In questo senso voglio ringraziare anche le tante associazioni culturali che sono al nostro fianco. Questo evento amplia e descrive a maggior ragione la quota identitaria di Pescara, che sta vivendo una prorompente “primavera culturale”, ha detto il sindaco di Pescara, Carlo Masci, nel suo intervento.
Due le mostre permanenti che il Presidente ha visitato: “Impressioni e realtà. Il sogno scandinavo da Barbizon a Civita d’Antino”, dedicata al gruppo di pittori legati alla Scuola di Civita d’Antino che hanno dipinto l’Abruzzo a cavallo tra Ottocento e Novecento, e “Arte, immagine e realtà”, che propone una prestigiosa raccolta di opere contemporanee di 73 artisti tra pittori e scultori soprattutto della seconda metà del Novecento (tra cui Ortega, Mensa, Maya della realidad spagnola; Rivers, Carroll, Forrestall tra gli autori nordamericani; Sassu, Di Stefano e Galliani della scuola figurativa italiana).
Infine, la prestigiosa mostra temporanea “Warhol e Schifano, tra pop art e classicismo”, che propone un confronto tra i due maestri, attraverso l’esposizione di più di 400 opere tra serigrafie, fotografie, stampe, poster, tele e carboncini.
Con una presenza unica e irripetibile, impreziosiscono la mostra temporanea sei sculture di Matres, datate intorno al III e IV secolo a.C., esposte per la prima volta in abbinamento a uno straordinario ciclo pittorico dedicato alla divinità Mater Matuta del grande maestro Mario Schifano.







