PESCARA – Le Regioni Abruzzo, Marche, Molise e Puglia si incontreranno, mercoledì 16 giugno a Roma, con il ministro per le Politiche agricole e della pesca, Giancarlo Galan, per presentare e discutere una piattaforma congiunta di proposte, allo scopo di rappresentare compiutamente le esigenze delle marinerie del medio e basso Adriatico.
In seguito alle norme sancite dalla Comunità europea, infatti, le nostre regioni sono alle prese con una molteplicità di problematiche e di criticità di difficile soluzione.
Le proposte sono state stilate dalle quattro regioni a Teramo, presso la Camera di commercio, in un convegno organizzato allo scopo di trovare un punto di convergenza sui problemi della pesca del medio e basso Adriatico, tra istituzioni ed associazioni di categoria.
All’evento teramano, coordinato dal consigliere regionale, Berardo Rabbuffo, sono intervenuti il presidente della regione, Gianni Chiodi, ed i dirigenti di settore delle regioni Abruzzo, Marche, Molise e Puglia, oltre ai rappresentanti delle principali organizzazioni di settore e dei mercati ittici regionali.
“La grande novità è che, per la prima volta, quattro regioni bagnate dall’Adriatico hanno sposato una linea comune portando avanti un lavoro di approfondimento e di proposta, per individuare soluzioni praticabili sia a livello regionale che centrale – ha esordito l’assessore alla Pesca, Mauro Febbo – e tra gli obiettivi principali – ha continuato – c’e’ quello di individuare un piano di gestione locale che fissi delle regole certe per tutti, ma che tenga anche conto delle tipologie di pescato del mare Adriatico”.
Diverse le questioni che saranno portate sul tavolo ministeriale. Tra le più importanti, quella relativa agli attrezzi visto che la Commissione europea ha introdotto pesanti restrizioni alle attività di pesca proprio in relazione al loro utilizzo.
“Resta aperta anche la questione relativa al fermo biologico – spiega Febbo – in quanto impedisce alla marineria adriatica di cogliere le opportunità di vendita offerte dal momento centrale della stagione turistica, con la conseguenza di attivare anche meccanismi di sostituzione del prodotto locale con quello proveniente da Paesi terzi, anche frontalieri, le cui attività continuano indisturbate”.
Un ulteriore elemento critico e’ rappresentato dall’impossibilita’ di programmare e far eseguire per tempo gli interventi di manutenzione delle imbarcazioni.
“Abbiamo chiesto un fermo straordinario per almeno due anni – sottolinea l’assessore – che dovrà essere sostenuto da fondi nazionali, ma la questione dovrà essere affrontata con grande impegno dal nostro governo e dai nostri parlamentari europei poiché coinvolge anche i Paesi che si affacciano sull’altra sponda dell’Adriatico come Croazia, Slovenia e Montenegro.
Intanto l’europarlamentare Enzo Rivellini, si e’ impegnato entro la fine dell’estate ad organizzare un incontro a Bruxelles con la commissaria europea per la Pesca, Maria Damanaki.






