L’AQUILA, 20 MAGGIO – Un tavolo di lavoro delle regioni dell’Adriatico centrale e meridionale e del ministero delle Politiche agricole per affrontare tematiche particolarmente rilevanti. Lo chiedono gli assessori alla Pesca di quattro regioni, tra cui l’abruzzese Mauro Febbo, al ministro Giancarlo Galan, dopo un incontro svolto ieri a Roma nella sede della Regione Abruzzo con i colleghi di Febbo, Dario Stefano (Puglia), Sara Giannini (Marche) e Nicola Cavaliere (Molise).
Il primo tema di dibattito proposto al ministro riguarda i controlli sanitari sulla presenza dei parassiti nel pesce azzurro. “Recenti iniziative di autorità sanitarie e giudiziarie delle regioni del Nord – scrivono i quattro assessori – fondate su norme probabilmente superate (legge 283/62) hanno difatti messo fuori mercato il pescato adriatico, generando allarme ingiustificato tra i consumatori”. Tra i correttivi proposti, “una corretta informazione sul tema del consumo del pesce azzurro”. Il secondo tema è sull’entrate in vigore del Regolamento 1967/06 in materia di utilizzo di attrezzi a maglia larga. “Tale regolamento – scrivono ancora gli assessori – coglie la marineria nel bel mezzo di una crisi strutturale: si tratta, infatti, di investire risorse in vista di minori prospettive di guadagno, almeno a breve, e di maggiori costi di gestione”. Per gli amministratori, occorrono “misure di accompagnamento che possano attenuare i segnali di tensione sociale già chiaramente percepibili”.
L’ultimo tema è quello delle “marinerie che praticano, con vari sistemi, la pesca del pesce azzurro”, che “reclamano regole organiche che sarebbe appropriato collocare in un Piano di gestione nazionale, magari anticipato dalla diffusione di buone prassi, conseguite in via di autoregolazione”.






