L’AQUILA – A 52 giorni dalla Perdonanza celestiniana, grande evento che consegna L’Aquila alla ribalta nazionale ed internazionale grazie al messaggio di pace e fratellanza tra i popoli che ha lanciato Papa Celestino V, la programmazione della manifestazione è finita sul tavolo della III Commissione consiliare ‘Politiche sociali, culturali e formative’ del Comune dell’Aquila.
Nessuna relazione sulla quale discutere, nessun cenno ai debiti della scorsa edizione, da quanto appreso però il sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi, ha ribadito nell’incontro di aver firmato il decreto di nomina del Comitato, ricordando che in bilancio già ci sono 110 mila euro per l’evento.
Altre somme arriveranno poi dalla Regione Abruzzo, circa 50 mila euro, altri 160 mila euro dai Fondi Restart e poi ci saranno il contributo della Fondazione Carispaq e delle associazioni cittadine.
Il vicepresidente del Comitato Perdonanza sarà l’assessore al Turismo, Fabrizia Aquilio.
Dopo le polemiche dello scorso anno, quando le nomine dei componenti del Comitato sono state ufficializzate solo a 97 giorni dall’evento più importante per la città dell’Aquila, con un cartellone arrivato quasi “in extremis”, il primo cittadino in occasione della seduta della III Commissione ha voluto ribadire che l’organizzazione dell’edizione 2019 è in linea con i tempi, ma l’opposizione denuncia ancora una programmazione al palo.
“Siamo in ritardo rispetto anche allo scorso anno, quando almeno ci furono varie prese di posizione. La Perdonanza è un evento importantissimo sul piano storico, culturale e religioso, che andrebbe valorizzato per tempo, poi c’è il fatto che nessuno ha detto nulla sulla perdita del ruolo stesso della Commissione, che non si è riunita praticamente mai – ha detto ad AbruzzoWeb Lelio De Santis, capogruppo Cambiare insieme-Italia dei valori al consiglio comunale dell’Aquila – Il Comitato Perdonanza dovrebbe lavorare dall’inizio dell’anno per questa manifestazione che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del’Aquila, ma che se organizzata all’ultimo minuto rischia di diventare solo una sagra, una festa di paese confinata nelle mura della città invece di coinvolgere l’intera nazione. Anche quest’anno la Perdonanza rappresenta una grande occasione perduta”, ha concluso.
La seduta di ieri è stata guidata dal vice presidente della III Commissione, il consigliere di Insieme per L’Aquila Giancarlo Della Pelle, che sull’organizzazione dell’evento e sulla convocazione dell’incontro ha precisato: “La seduta della III Commissione di oggi è stata concepita, e ce ne saranno altre convocate in tal senso secondo le competenze di questa assise, con l’intento di rendere edotti e partecipi i consiglieri delle scelte adottate per l’edizione della Perdonanza 2019; per essi l’occasione anche di formulare proposte – ha sottolineato ad AbruzzoWeb – Sarà una Perdonanza nel segno dell’essenzialità e della importanza religiosa e storica: ad esempio con un corteo ripulito da figure non proprie di un corteo storico dettato tra l’altro dal cerimoniale di Stato; la dama e il giovin signore saranno scelti secondo criteri simbolici e non estetici; il Comitato organizzatore sarà supportato da un gruppo di lavoro i cui componenti si occuperanno specificatamente del settore di propria competenza. Alcune delle novità che auspichiamo possano sortire un sempre migliore risultato e che, si auspica, possa alzare l’apprezzamento da parte dell’Unesco per l’ambito riconoscimento”.
Bisogna ricordare infine che già da qualche settimana si sono sollevate polemiche sull’organizzazione della manifestazione e in particolare il bando per la scelta del direttore artistico, ritirato a procedure già espletate e graduatoria stilata, “ma mai pubblicata”.
I consiglieri di centrosinistra Paolo Romano, Elia Serpetti, Americo Di Benedetto, Emanuela Iorio ed Antonio Nardantonio avevano sollevato dubbi sulla legalità del bando per la scelta del direttore artistico, il maestro Leonaredo De Amicis, perché “è stato ammesso e valutato positivamente dalla commissione giudicante con un punteggio che lo fa posizionare secondo in graduatoria, sebbene possieda solo il diploma di maturità artistica conseguito al Liceo Musicale, titolo non ritenuto valido per concorrere al bando che richiedeva il possesso del diploma di Conservatorio o della Laurea”.






