L’AQUILA – La Perdonanza Celestiniana perde i pezzi, anzi le sue pedine principali: la Dama della Bolla e il Giovin Signore, personaggi in costume che da trent’anni caratterizzano il corteo storico dell’annuale giubileo aquilano, ma che ora rischiano di sparire, ai quali più di recente si è aggiunta anche la Dama della Croce, pure lei a rischio taglio.

A confermare ad AbruzzoWeb la sussistenza dell’ipotesi, attualmente allo studio, di falciare la coppia di giovani selezionati dopo un bando che da sempre regala curiosità e attenzione, è la componente dimissionaria del Comitato organizzatore dell’evento, Giovanna Di Matteo.

Storica dell’arte e da anni nella squadra con il compito di occuparsi del rigore storico dei costumi, ha deciso di dire basta assieme al rappresentante dell’Esercito Pietro Piccirilli proprio in opposizione a scelte di questo tenore.

“Non voglio fare polemiche in attesa di incontrare i componenti del Comitato, ma ci tengo a sottolineare che non è una battaglia tra conservatori e innovatori – spiega – cambiare si può, ma il cambiamento deve avere anche delle motivazioni valide che andrebbero spiegate e non mi pare stia accadendo”.

“Già l’anno scorso l’eliminazione è stata realizzata in parte – ricorda – I figuranti c’erano ma la Dama non portava la Bolla”, sostituita nel compito dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, presidente del Comitato organizzatore, che si beccò per questo scippo l’epiteto di “egocentrico” dalla Dama 2012 Sandra Console.

L’ironia corse sulla rete, con un fotomontaggio spassoso che applicava il volto del primo cittadino a tutti i personaggi.

“Non capisco perché se la prendono con questi tre ragazzi – prosegue la Di Matteo – Nessuno ha mai detto che sono personaggi storici, ma sono simbolici, rappresentano la città: trovo importante, corretto e giusto che L’Aquila e la Perdonanza siano rappresentate dai ragazzi”.

Anche perché, pur non facenti parte della Perdonanza del 1200, dopo trent’anni di cortei i figuranti principali un po’ storici in fondo lo sono diventati. “Erano una delle cose più azzeccate del progetto del sindaco Tullio De Rubeis affidato a Errico Centofanti – sospira ancora – Dopo 30 anni penso che siano entrati nell’immaginario popolare”.

Ma la Perdonanza è in evoluzione. Dal logo con profilo di donna che ha suscitato qualche osservazione alle mutazioni del corteo storico, tutto questo in vista dell’approdo tra i tesori dell’Unesco, un privilegio ma anche una responsabilità.

“Non è detto che non si debba cambiare nulla, non è conservatori contro innovatori ma l’innovazione non deve essere contraria alla storia – sottolinea ancora la Di Matteo – L’anno scorso non c’è stata comprensione né comunicazione”.

“Il disastro post-terremoto è ancora immenso, all’Aquila ci sono tantissime cose da vedere e cose serie a cui pensare, ci mettiamo a fare sofismi su tre ragazzi?”, conclude.