L’AQUILA – Nur è il titolo dell’opera lirica in atto unico del maestro Marco Taralli, presentata e prodotto dal Festival della Valle d’Itria a Martina Franca (Taranto), che vedremo in video, all’Aquila in occasione delle prossime celebrazioni della Perdonanza Celestiniana il 29 Agosto alle 21.30 presso il ridotto del Teatro Comunale.
L’opera, della durata di settantacinque minuti, è eseguita dall’ensemble cameristico di diciannove elementi dell’Orchestra Internazionale d’Italia e dal Gruppo vocale di dieci giovani cantanti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. Sul podio, il trentaseienne spagnolo Jordi Bernàcer. La regia è affidata a Roberto Recchia, mentre le scene e i costumi sono di Benito Leonori.
Tutto accade in una notte dopo il terremoto del 6 aprile 2009 in un Ospedale da campo allestito, nei primi giorni dal sisma, sul prato antistante la Basilica di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila. È la storia di una donna senza nome, terrorizzata e confusa, che ha misteriosamente perso la vista dopo il crollo della sua casa. Il libretto di De Vivo, scritto con uno stile serrato, quasi da cronaca giornalistica, sottolineato da una musica che da un lato si fa urgente come il ritmo del dramma che coinvolge la città dell’Aquila e dall’altro avvolge e narra la sofferenza e lo smarrimento delle anime accolte nell’Ospedale da campo, concentra l’attenzione sul dramma della figura della donna protagonista di tutta l’Opera: Luce. La notte si srotola tra deliri e visioni di Luce, mentre i compagni di corsia sono disturbati dal suo continuo lamentarsi per il buio che la circonda.
La Basilica (di Collemaggio n.d.r.) simbolo della storia di questa città e del messaggio universale del perdono, atto più alto dell’umano agire fa da sfondo narrativo al terremoto che cancella, che sconvolge, ma che, allo stesso tempo, permette di ricostruire il sentire di una comunità e di riappropriarsi del senso profondo dell’animo umano.



