L’AQUILA – A poche ore dalla circolare illustrativa sull’accesso alla pensione anticipata con “Quota 100”, la misura di cui si può usufruire con un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, arrivata dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto, l’Inps ha reso note le modalità per la presentazione della domanda ed è stato un vero e proprio boom rispetto agli anni passati.
Sono oltre 5.500 le domande arrivate all’Inps in Italia: 2.062 telematicamente e 3.470 attraverso i patronati.
Non fa eccezione l’Abruzzo: alle 13 dell’altro ieri le domande presentate sono sate 44, ma i dati sono in aggiornamento.
Moltissimi cittadini, poi, hanno “invaso” patronati, associazioni e enti interessati, per chiedere informazion interessati alle nuove misure si sono presentati agli sportelli dell’Istituto e nelle sedi dei patronati per avere informazioni sulla nuova misura.
Le pensioni, insieme al superamento della legge Fornero, al reddito di cittadinanza e alla flat tax, rappresentano uno dei capisaldi del contratto di Governo Lega-Movimento Cinque Stelle.
In seguito all’approvazione del decreto che contiene Quota 100, avvenuta in Consiglio dei Ministri lo scorso 17 gennaio, si attendono i passaggi successivi.
Molti abruzzesi hanno scelto di rivolgersi agli esperti del settore per chiarire dubbi e perplessità. Dopo la pubblicazione del decreto legge 28 gennaio 2019 numero 4, che disciplina l’accesso alla pensione anticipata con il trattamento della cosiddetta “Quota 100” e allo scivolo pensionistico per le lavoratrici secondo la cosiddetta “Opzione donna”, come riportato ieri in una nota, “gli uffici del Patronato Epasa-Itaco di Avezzano (L’Aquila) ha registrato la presenza di decine di persone che volevano informarsi e chiedere spiegazioni”.
Nella nota, infine, viene riportato sinteticamente, il calendario per accedere al pensionamento con quota 100: lavoratori privati dal primo aprile 2019 per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018 e poi ogni 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti; dopo tre mesi per chi ha maturato i requisiti a partire dal 1° gennaio 2019; lavoratori pubblici dal primo agosto 2019 per chi ha maturato i requisiti all’entrata in vigore del decreto e poi ogni 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti; dopo sei mesi chi ha maturato i requisiti a partire dal primo febbraio 2019.
Le donne lavoratrici a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome con almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018 possono optare per il pensionamento con opzione Donna, che riconosce il trattamento pensionistico alle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960, e delle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1959 le quali abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni al 31 dicembre 2018.
Al trattamento pensionistico anticipato si applicheranno le regole di calcolo del sistema contributivo; ai lavoratori precoci non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita e potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi. Per ogni ulteriore informazione o per le adeguate e professionali consulenze, gli interessati possono rivolgersi al Patronato Epasa-Itaco che sono aperti tutti i giorni nelle ore d’ufficio.
L’Inps ha fornito le istruzioni applicative in materia di accesso alla pensione anticipata: alla “pensione quota 100” è possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2021, di un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e di un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni, anche cumulando i periodi assicurativi non coincidenti presenti in due o più gestioni fra quelle indicate dalla norma ed amministrate dall’Inps, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorso il periodo previsto per l’apertura della finestra, diversificata in base al datore di lavoro ovvero alla gestione previdenziale a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.
Alla pensione anticipata è possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2026, di un’anzianità contributiva non inferiore a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione del predetto requisito.
A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legge i fondi di solidarietà di cui al decreto legislativo 148 del 2015, al ricorrere delle prescritte condizioni, possono erogare un assegno straordinario per il sostegno del reddito in favore di lavoratori che perfezionino i requisiti previsti per l’accesso alla “pensione quota 100” nel triennio 2019-2021.
Secondo le stime, nel 2019, potranno usufruire di Quota 100 circa 350 mila cittadini.
Ma come funziona esattamente questa misura? AbruzzoWeb nei giorni scorsi lo ha chiesto al presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro della provincia dell’Aquila, Stefano Marchetti.
“Partiamo dal termine ‘Quota 100’, il numero non è casuale, ma è dato dalla somma dell’età anagrafica e degli anni contributivi: il minimo per l’uscita anticipata è avere due requisiti imprescindibili, cioè 62 anni di età e 38 anni di contributi versati”, ha spiegato.
Tra coloro che puntano il dito contro questa misura, c’è chi sostiene che ci saranno delle riduzioni sull’assegno mensile e, nelle ultime settimane, sui quotidiani, i periodici e le riviste specializzate si sono rincorsi decine di dati e percentuali differenti su questa “perdita”.
Ma Marchetti ha precisato che “non si tratta di un taglio o di una riduzione, ma della conseguenza del calcolo della pensione con il sistema contributivo, cioè con il monte contributi versati nel corso dell’intera carriera lavorativa: più un soggetto versa, più alta sarà la sua pensione, quindi è chiaro che andando via con qualche anno di anticipo si prenderà l’importo di pensione maturato fino a quella data, non è una decurtazione”.
Bisogna ricordare, però, che si tratta di una scelta facoltativa: “Si può decidere di andare in pensione con Quota 100 oppure con quella di vecchiaia, a 67 anni”, ha concluso il presidente.




