PESCARA – “Siamo ormai in pieno federalismo spinto e soprattutto in un tempo di ‘vacche magre’ non possiamo di certo consentire che qualcuno da Roma o, peggio ancora, dalla Padania, provi a fare il furbo sulla pelle degli abruzzesi”.

Lo dichiara Carlo Costantini, capogruppo Idv alla Regione Abruzzo, in riferimento al leghista Castelli, che qualche giorno fa ha rilanciato l’idea di introdurre un pedaggio sull’asse attrezzato Chieti-Pescara. “Castelli – prosegue Costantini – dimentica che per la realizzazione dell’Asse attrezzato lo Stato ha lasciato in eredità al Consorzio industriale Pescara-Chieti una voragine di debiti per espropri e occupazioni non pagate che, come confermato per le vie brevi anche dall’attuale Commissario, costituiscono la prima e più significativa causa del dissesto finanziario del Consorzio”.

“Un dissesto che domani costringerà il Consiglio regionale a separare i destini del Consorzio industriale Pescara-Chieti da quelli degli altri Consorzi – aggiunge – e che dopodomani costringerà gli abruzzesi a tirare fuori dalle proprie tasche le somme necessarie per ripianarlo. In tutto ciò Castelli, invece di preoccuparsi dei debiti del Consorzio industriale, vorrebbe tassare una seconda volta l’Abruzzo, imponendo un pedaggio indiscriminato sull’uso dell’Asse attrezzato per riscuotere e magari riutilizzare per infrastrutture ‘padane’ i proventi di un investimento che né lo Stato, né tanto meno i ‘Padani’ hanno mai finito di pagare e allora, poiché domani si discuterà in Consiglio Regionale di Consorzi Industriali ed anche della liquidazione di quello Chieti-Pescara, l’Italia dei Valori ha presentato un emendamento alla proposta di legge all’esame dell’aula tendente ad affermare un principio molto semplice e chiaro: lo Stato non può tassare e mettersi in tasca i proventi per l’uso di una infrastruttura che non solo non ha finito di pagare, quale l’Asse Attrezzato Chieti-Pescara, ma per la quale ha addirittura lasciato milioni di euro debiti in eredità ad una Regione”.

Costantini prosegue dicendo che i debiti sono quelli “che hanno negli anni devastato i bilanci del Consorzio Industriale che aveva ricevuto l’incarico di realizzarlo, sino a ridurlo alle attuali condizioni e costringerlo alla liquidazione”.