L’AQUILA – “Quando le persone sono innocenti, come nel nostro caso, è giusto che i processi si facciano in tribunale, in tempi rapidi e davanti a giudici imparziali”.
Così, ad AbruzzoWeb, l’avvocato Antonio Milo, legale dell’assessore regionale abruzzese al Bilancio Mario Quaglieri, nel commentare il rinvio a giudizio dell’esponente di spicco di FdI, con l’accusa di peculato, nell’ambito dell’indagine per l’utilizzo, dal 2013 al 2024, di una sim telefonica intestata e pagata per un tortale di 6.621,65 euro dal Comune di Trasacco (L’Aquila), amministrazione della quale Quaglieri è stato sindaco dal 2012 al 2018 e poi consigliere fino al maggio del 2019, quando è stato eletto per la prima volta consigliere regionale.
Sulla questione al momento l’assessore non ha rilasciato dichiarazioni e, contattato da AbruzzoWeb, non è stato possibile rintracciarlo in quanto assente per impegni, come comunicato da chi ha risposto al suo telefono.
Insieme a Quaglieri sono finiti sotto processo anche il sindaco di Trasacco, Cesidio Lobene, fedelissimo dell’assessore regionale, e il funzionario comunale Riccardo Tomassetti: per entrambi l’ipotesi di reato è di falso ideologico e depistaggio per avere, una volta scattata la inchiesta, tentato di produrre atti per “coprire” i rilievi contestati dalla procura.
L’avvocato Milo, che è anche legale del sindaco Lobene aggiunge: “Sono fermamente convinto dell’innocenza dei miei assistiti e che nessuna delle condotte a loro attribuite siano state poste in essere. Auspichiamo che si possa ristabilire la verità in tempi rapidi”.





