L’AQUILA – Sono pesanti le ripercussioni politiche in Abruzzo del caos in seno al Popolo della libertà nazionale con la famosa spaccatura tra i favorevoli alla fiducia al governo Letta e i falchi che poi si sono allineati poco prima del voto in Senato.
Il consigliere regionale del Pdl nonché assessore Gianfranco Giuliante, ex Alleanza nazionale, in una nota ha chiesto la testa del coordinatore regionale del partito, il deputato Filippo Piccone, ex Forza Italia, sottolineando la necessità di una immediata convocazione degli organi di partito e la fissazione di un ongresso straordinario “per individuare una nuova giovane esperta leadership capace di dare voce e seguito alle tante battaglie ‘berlusconiane’ rimaste ancora in sospeso!”.
La dura presa di posizione di Giuliante, che spesso negli anni ha avuto un atteggiamento critico verso il vertice del partito, arriva in un momento delicato visto che in Abruzzo il prossimo 25 e 26 maggio (anche se non sono state ancora convocate ufficialmente), in concomitanza con le elezioni europee, si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale con il presidente della Giunta, Guianni Chiodi, ricandidato del centrodestra alla presidenza.
“Gli appelli di Altero Matteoli e di Maurizio Gasparri circa la necessaria ricomposizione del partito stanno espletando i propri effetti. Filippo Piccone ha firmato il documento dei ‘lealisti’ del Pdl – scrive Giuliante – La notizia che sottolinea un ripensamento dell’onorevole Piccone rende viepiù attuale la necessità di una immediata convocazione degli organi di partito. Così come le vicende nazionali dovrebbero e potrebbero essere risolte da un congresso straordinario da tenersi a breve per poter misurare tesi e maggioranze per consentire una gestione del partito atta a coinvolgere tutte le diverse sensibilità presenti nel Pdl-Fi”.
Già lo scorso 1° ottobre, in pieno caos nel partito nazionale, Giuliante aveva sottolineato che fosse “assordante il silenzio del Pdl abruzzese sulle vicende che si vanno dipanando sul piano nazionale. Lo è tanto più se si considera che uno dei protagonisti dello scontro in atto è Gaetano Quagliarello – aveva concluso – eletto in Abruzzo e capofila con i maggiorenti politici locali del partito delle scelte che ad oggi sono state fatte sul territorio abruzzese”.






