AVEZZANO – Sbarcano anche in Abruzzo i “rottamatori” del Popolo della libertà.
Sabato, ad Avezzano (L’Aquila), si ritroveranno militanti e dirigenti che vogliono “Ripartire da zero”, come dal titolo dell’evento.
All’hotel Salviano, a partire dalle 17, la prima uscita pubblica degli “arrabbiati” del Pdl, che non perdonano al partito la deriva che ha portato alla debacle delle ultime Amministrative abruzzesi.
Nei due turni di maggio, infatti, il centrodestra ha ceduto agli avversari tre Comuni sopra i 15 mila abitanti, guadagnandone solo uno, San Salvo (Chieti), e uscendo clamorosamente sconfitto dalla sfida più importante, quella dell’Aquila, dove il Pdl si è fermato all’8% non riuscendo neanche ad arrivare al ballottaggio e scendendo di 14 punti rispetto alle Provinciali del 2010.
Gli animatori del movimento dei “formattatori” sono in larga parte giovani amministratori vicini all’ex ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che ha lanciato la campagna in molte città d’Italia.
Tra i promotori diversi esponenti della “linea verde” abruzzese, come l’assessore regionale al Lavoro Paolo Gatti, i consiglieri provinciali dell’Aquila e Chieti Armando Floris ed Etel Sigismondi e il consigliere comunale di Pescara Vincenzo D’Incecco, che in una nota hanno sottolineato che si tratta di un’iniziativa che punta a costruire, non a sfasciare”.
Lo slogan è “zero”: zero rifiuti, zero barriere, zero corruzione, zero nominati, zero privilegi. Sono queste alcune delle parole d’ordine usate nella piattaforma politica della manifestazione che chiede un partito più aperto e più attento agli elettori.
“Ripartire da zero” fa il paio con altre iniziative nate dalla base del partito, le più importanti delle quali si sono svolte a Pavia e Bologna, dove l’intera leadership del partito è stata messa in discussione.
Resta da verificare la eco che l’assemblea avrà sui vertici pidiellini regionali, che dopo la sconfitta, tranne qualche eccezione, hanno fatto praticamente scena muta.
Nei giorni scorsi, intervistato da AbruzzoWeb a margine di un convegno nel corso dell’evento “Fare L’Aquila”, il deputato aquilano Marcello De Angelis aveva parlato di una “crisi di consenso che segue a una crisi di gestione”, invitando tutti quelli con un ruolo di responsabilità a fare un passo indietro.
L’alternativa ad “andare avanti uniti”, era stata l’analisi dell’onorevole e direttore del Secolo d’Italia, “è aspettare di essere logorati fino a essere polverizzati”.
LA NOTA DEGLI ORGANIZZATORI
Ripartiamo da zero. È questo il titolo della manifestazione che si svolgerà sabato 16 alle ore 17 presso l’hotel Salviano ad Avezzano (L’Aquila).
“Abbiamo deciso di aderire all’iniziativa promossa su tutto il territorio nazionale dall’onorevole Giorgia Meloni, con il chiaro intento di alimentare il confronto all’interno del Popolo della libertà, al fine di suggerire una piattaforma politica di rilancio dell’attività del partito del segretario nazionale, Angelino Alfano“.
Rende noto la segreteria organizzativa della manifestazione.
“Lo spirito dell’iniziativa non è assolutamente assimilabile a chi vuole distruggere o rottamare il partito, infatti, all’interno del Popolo della libertà, c’è soprattutto bisogno di ‘zero divisioni’ – sottolinea una nota – È con chiaro spirito costruttivo che abbiamo aderito all’iniziativa concentrando l’attenzione su tematiche che stanno a cuore dei cittadini, in un periodo in cui la politica ha bisogno di contenuti e non di faide interne”.
“La manifestazione, quindi, aperta a tutti, vuole essere un alto momento di riflessione e di confronto tra dirigenti, iscritti e simpatizzanti – concludono gli organizzatori – con la convinzione che la fase di rilancio del Pdl deve proprio partire da momenti di partecipazione”.
I PUNTI PROGRAMMATICI DELL’INIZIATIVA
AFFARISTI ZERO
Rifondare l’Italia. Servono uomini e donne mossi da passione, nobili ideali, impegno civico, sete di giustizia, disinteresse personale, disponibilità al sacrificio, senso del bene comune. Per rifondare l’Italia non c’è posto nelle istituzioni per affaristi senza scrupoli e sciacalli assetati di soldi e potere.
BARRIERE ZERO
Garantire piena cittadinanza alle persone disabili. Abbattere tutte le barriere, fisiche, psicologiche, economiche, che rendono difficile l’esercizio effettivo dei diritti di chi è affetto da disabilità.
BUROCRAZIA ZERO
Liberare la società dall’opprimente peso della burocrazia. Timbri, permessi, nulla osta, autorizzazioni, visti, certificati: una giungla da sfoltire e ricondurre a funzionalità ed efficienza. Per una Pubblica Amministrazione amica dei cittadini.
CORRUZIONE ZERO
Il decreto ‘anticorruzione’ si deve fare subito ed è stato sbagliato dare l’impressione, nonostante – ironia della sorte – sia opera del nostro precedente governo, che il Pdl sia ostile alla sua approvazione. Ripristinare l’etica e la moralità come presupposto fondamentale per la tutela del bene comune e il buongoverno della cosa pubblica.
DEBITO ZERO
Abbattere il debito pubblico per pagare meno interessi e liberare l’economia dal fardello che ne blocca la crescita: dismettere le partecipazioni non strategiche e il patrimonio non strumentale, tagliare la spesa improduttiva, imporre il prestito forzoso alle grandi ricchezze. Basta ‘manovre’ che raschiano il fondo del barile senza rimuovere le cause del dissesto. Saldare i debiti della pubblica amministrazione verso le imprese: lo Stato non può far fallire i suoi fornitori.
DEGRADO ZERO
Fare una vera e propria campagna per la ‘bellezza’, contro il degrado dei quartieri, per il recupero delle periferie, la tutela dei beni storici, architettonici e paesaggistici, la riqualificazione delle coste. Basta con ecomostri, venditori ambulanti abusivi, cartellone selvaggio, prostituzione in strada.
DELOCALIZZAZIONI ZERO
Reagire all’avvento delle economie emergenti irrispettose dei diritti civili, politici, sociali, ambientali, cioè delle grandi secolari conquiste della civiltà occidentale. L’Italia deve ricominciare a produrre e deve far velocemente fuoriuscire la propria economia dalla logica della finanziarizzazione. Anche l’Ue dovrebbe occuparsi della protezione delle imprese degli stati membri: non possiamo stare a guardare e dobbiamo rendere sconveniente per un’impresa italiana delocalizzare i propri centri di produzione nei paesi che sfruttano la manodopera a prezzi stracciati.
DENATALITÀ ZERO
È urgente promuovere una nuova cultura della famiglia con interventi di rimodulazione delle tariffe e dei sistemi contributivi di sostegno ai nuclei familiari (quoziente familiare). Tale azione deve essere il nucleo centrale di un programma politico mirato a sostenere le famiglie e si traduce in atti concreti per le persone che mettono al mondo dei bambini: asili nido e servizi per i minori, Iva al 4% sui prodotti per l’infanzia. Piena applicazione della legge 194 sull’aborto, finora inapplicata nella parte che tenta di rimuovere le cause economiche e sociali che portano a rinunciare alla maternità. Rilanciare l’occupazione femminile, garantendo il part-time e diffondendo il telelavoro. L’indice di natalità aumenta dove cresce l’occupazione femminile. La crisi demografica ha invertito la piramide che regge la società, con l’aumento dell’età media di vita e il crollo delle nascite, le persone da mantenere in pensione diventeranno superiori a quelle che producono, e il sistema imploderà.
DIVARIO DIGITALE ZERO
L’accesso a internet e ai relativi servizi informatici nella società moderna è un diritto universale, differenze così marcate di trattamento tra cittadini della stessa nazione sono inaccettabili. Il ritardo accumulato dall’Italia è spaventoso e riduce la competitività delle imprese. Investire sulla banda larga è una delle risposte necessarie per uscire dalla crisi e rilanciare l’economia.
EMISSIONI ZERO
Sviluppare e potenziare il trasporto pubblico, la mobilità sostenibile, le piste ciclabili e i percorsi pedonali protetti nelle aree urbane. Per città a misura dell’uomo e non delle auto, anche coinvolgendo i privati.
EVASORI ZERO
Pagare meno, pagare tutti. Lotta senza quartiere all’evasione fiscale: i blitz della Finanza a Cortina, Portofino e Capri sono giusti, per fare controlli a campione dove è statisticamente più facile intercettare i ‘grandi evasori’. Chi non paga le tasse costringe gli altri a pagare di più e contribuisce a provocare una tassazione insostenibile.
FUGA CERVELLI ZERO
Tutelare i nostri talenti e il “genio” italiano. Una nazione che storicamente non dispone di materie prime per l’industria deve investire nella ricerca ed evitare che ricercatori, scienziati, tecnici emigrino in altri paesi. L’Italia deve essere all’avanguardia in progettazione e sperimentazione, nell’industria, nella medicina, nell’ingegneria, nell’energia, ecc., senza dimenticare il talento artistico che da sempre ci ha contraddistinto e l’eccellenza che rappresentiamo nei beni culturali, settore su cui dobbiamo comunque innovare. Tutelare i brevetti nazionali, incentivarne l’ideazione e farsi esportatori verso le altre nazioni
GRANDE DISTRIBUZIONE ZERO
Non si può stare vicino alle piccole imprese in campagna elettorale e distante dalle stesse nell’azione di governo nazionale e locale. Moratoria di almeno 5 anni in tutta Italia per l’apertura di centri commerciali con lo scopo di sostenere i piccoli commercianti distribuiti sul territorio, economicamente devastati dall’infinita proliferazione di ipermercati e grandi centri.
HASHISH ZERO
Combattere tutte le droghe, ‘pesanti’ e ‘leggere’, ‘naturali’ e ‘sintetiche’. Rafforzare e integrare le politiche proibizionistiche con la prevenzione, contrastare la cultura dello sballo. Dimostrare ai giovani che ci si può divertire, ballare, cantare senza bisogno di usare ‘sostanze’.
IGNORANZA ZERO
Ricerca scientifica e innovazione tecnologica strumenti per la competitività. Favorire gli investimenti privati con agevolazioni mirate, aprire scuola e Università al mondo del lavoro senza mettere in discussione l’autonomia della cultura. Stimolare una concorrenza virtuosa nella scuola e nell’Università, per migliorare la preparazione di tutti, per aprire il mondo ai migliori, perché nessuno resti indietro. Prevedere la compensazione o la detassazione per gli investimenti delle imprese e dei privati in progetti a carattere culturale e di recupero del patrimonio monumentale soprattutto minore. Un popolo che rispetta la propria identità crea uno sviluppo sano.
IMPATTO ZERO
Puntare sulle energie sostenibili e alternative. Fotovoltaico, solare, geotermico, biomasse, eolico. E nucleare da fusione: una fonte potenzialmente inesauribile, non radioattiva, che non produce pericolose scorie millenarie. L’assenza dell’Italia dal nucleare pericoloso, quello da fissione, può costituire un vantaggio per investire nella ricerca e mettersi all’avanguardia nel nucleare pulito. Far conteggiare alle altre nazioni europee il debito atomico, cioè la mole di denari necessari per la messa in sicurezza o lo smantellamento dei reattori vetusti e lo stoccaggio delle scorie. Stati che non esibiscono nei loro conti questi costi hanno un bilancio truccato che ci danneggia nella comparazione.
IMPUNITÀ ZERO
Certezza della pena per chi è condannato. Processo equo e in tempi ragionevoli per chi è indagato. Responsabilità civile per il magistrato che sbaglia. Bisogna affermare con chiarezza il principio che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, compresi i magistrati. E che i magistrati, come ogni altro professionista o pubblico ufficiale, rispondono dei danni che procurano per dolo o colpa grave. Lo ha chiesto il popolo con un referendum, è tempo di applicarlo.
IMU ZERO PRIMA CASA
La prima casa è un diritto costituzionale e, in quanto tale, non può essere tassata. Se non produce reddito e rappresenta semplicemente il ricovero per una famiglia, essendo già abbondantemente tassato il suo acquisto, il lascito in eredità, la donazione, la produzione presunta di rifiuti urbani e gravando sulla stessa spese per servizi indispensabili al sostentamento, la tassazione è del tutto iniqua.
KM ZERO
Privilegiare il consumo di prodotti locali, a partire dall’agricoltura, riduce i costi e l’inquinamento provocato dai trasporti, sostiene l’economia locale, rispetta le vocazioni e le tradizioni dei luoghi, produce benessere e salute.
LISTE D’ATTESA ZERO
Il nostro sistema sanitario è fra i migliori del mondo, come riconosciuto dall’OMS, ma ormai ha costi insostenibili. C’è un’unica ricetta: un forte impulso alla prevenzione che coinvolga soprattutto i bambini e le scuole, una riorganizzazione delle cure primarie con la nascita di ambulatori di quartiere, l’utilizzo di strutture intermedie per cure di bassa intensità e il rilancio dell’assistenza domiciliare. Sullo sfondo l’ospedale, struttura ad alta tecnologia, che gestisce l’emergenza-urgenza e le patologie complesse. Solo così è possibile risolvere la vergogna delle barelle in Pronto Soccorso e delle liste d’attesa infinite.
LOBBY ZERO
Una politica sempre dalla parte dei cittadini, degli interessi deboli e diffusi. Fuori dalla porta poteri forti, lobby e potentati. Il bene comune deve l’unico ‘padrone’ di chi fa politica e assume ruoli di governo.
MAFIA ZERO
Lotta senza quartiere contro ogni mafia per liberare specialmente il Sud da un destino di subalternità e inefficienza. Gli esempi di Falcone e Borsellino siano sempre la nostra stella polare. Orgogliosi delle misure adottate dal governo di centrodestra per aggredire i patrimoni mafiosi, confiscare beni illeciti, arrestare decine di superlatitanti.
MASCHILISMO ZERO
Rompere con l’immagine di un centrodestra misogino. Il riequilibrio e l’effettiva parità tra uomo e donna non può più essere eluso. L’Italia è tra le ultime nazioni nel mondo sviluppato in questo campo. Alla società serve maledettamente, nella gestione, nell’amministrazione, in politica, nelle istituzioni il punto di vista della donna, la sua migliore conoscenza dell’economia quotidiana, dei servizi alla famiglia, degli asili nido e della scuola, degli ‘orari’ della vita sociale, della concretezza e quindi della possibilità di discutere dei destini delle grandi aziende quotate in borsa con un occhio ai bisogni economici e sociali essenziali. Nei luoghi dove mancano donne si affrontano temi e problemi in maniera incompleta.
NOMINATI ZERO
Basta con il parlamento dei nominati. Serve una nuova legge elettorale che reintroduca le preferenze o le primarie per dare ai cittadini il diritto di scegliere. La partecipazione è il fondamento della democrazia. Partiti trasparenti, con statuti democratici e rispettati, per garantire iscritti, militanti ed elettori.
OLIGARCHIA ZERO
La seconda Repubblica ha avuto il merito di far emergere leadership forti in tutti i partiti, ma ha annullato ogni processo di partecipazione democratica. La terza Repubblica non deve rinunciare a personalità forti, ma essere contemporaneamente accessibile alla società, ai corpi intermedi, ai giovani, alle donne, ai professionisti, alle imprese. Stop oligarchie, l’Italia ha davanti a sé una nuova sfida e deve vincerla.
PARTITOCRAZIA ZERO
Niente passi indietro sul bipolarismo. Al contrario, la riforma istituzionale deve segnare un avanzamento: elezione diretta del capo dello Stato, fine del bicameralismo perfetto e del potere di veto dei partiti, maggioranze stabili. Riduzione del numero dei parlamentari, riduzione delle spese di Camera, Senato, Quirinale e Corte suprema.
PRIVILEGI ZERO
Merito ed equità viaggiano di pari passo. Per decenni il ‘merito’ è stato sacrificato sull’altare di una malintesa ‘eguaglianza’, lasciando campo libero a nepotismo, baronato e privilegi di casta. Garantire in ogni settore la libertà di accesso con selezioni basate solo sul merito.
QUALUNQUISMO ZERO
Non siamo fatti tutti della stessa pasta. Accanto a politicanti corrotti e spregiudicati, ci sono migliaia di persone che si dedicano alla cosa pubblica con spirito di servizio verso la comunità. Sta a noi saperle scegliere evitando di premiare i portatori di interessi particolari o chi sa fare solo promesse e favori. Dietro la campagna di denigrazione della politica e dei partiti si nascondono cartelli editoriali, economici e industriali che vogliono occupare le istituzioni: hanno già fatto molti passi, fermiamoli prima che sia troppo tardi.
RIFIUTI ZERO
Niente discariche né inceneritori. Il futuro (e il presente…) nel ciclo dei rifiuti è riutilizzare gli scarti come materia prima seconda. Produrre meno rifiuti e imballaggi inutili e costosi, reintrodurre il vuoto a rendere, fare la raccolta differenziata porta a porta, sviluppare la filiera industriale dei materiali riciclati. Nel mondo avanzato funziona così, può succedere anche da noi.
SECESSIONE ZERO
Attuare il federalismo solidale e rilanciare l’identità e l’unità nazionale. Attribuire le risorse agli enti territoriali responsabilizzandoli nella spesa, sostenere le aree depresse con il fondo perequativo, introdurre il meccanismo dei costi standard al posto della spesa storica che ha finora premiato chi spreca, concludere l’iter che riconosce a Roma la specificità di Capitale. Il PDL deve rivendicare questa nuova visione dello Stato, federalista, solidale, unitario ribaltando l’indisponibilità della Lega a tornare nel centrodestra e lasciandola deperire nella solitudine finché non eliminerà dai propri obiettivi statutari l’indipendenza della Padania.
SPECULATORI ZERO
Dare piena attuazione alla Riforma del credito approvata dal Parlamento nel 2005, che prevede il ritorno nelle mani pubbliche dell’intera proprietà della Banca d’Italia, oggi posseduta in maggioranza da banche private. Chi deve controllare il sistema del credito non può essere posseduto dai propri controllati: non ci si può permettere il minimo dubbio sull’indipendenza e la libertà con cui la Banca d’Italia deve esercitare il proprio ruolo a tutela dei risparmiatori e contro gli speculatori finanziari.
STATALISMO ZERO
Ridare forza e dignità allo Stato liberandolo dagli impazzimenti statalisti che bloccano energie e speranze. Occorre prendere la sussidiarietà sul serio, spingerla lontana da ogni tentazione liberista, renderla autentica “terza via” oltre le rovine di uno statalismo improduttivo e di un mercantilismo rapace. Per fare dell’Italia una comunità nazionale rivitalizzata occorre un popolo di uomini e donne costruttori di bene per tutti. Più libertà e tutele per le piccole e medie imprese; più spazio di protagonismo per l’impresa sociale, le associazioni, le fondazioni, il volontariato; più welfare prodotto dal basso a beneficio di tutti. Zero vincoli alla voglia di costruire, tanta libertà per chi ha ideali e desideri e, insieme, tante sanzioni per chi ne abusa.
SUDDITANZA ZERO
A testa alta in Europa e nel mondo. Politica estera senza soggezione per affermare gli interessi italiani nel mondo. Dobbiamo dire forte e chiaro che siamo disponibili a cedere quote di sovranità nazionale solo a favore di un’Europa politica, che si percepisca come potenza continentale capace di avere un ruolo e un peso geopolitico. Non siamo disponibili a vedere l’irruzione dell’Europa nelle nostre case giustificata esclusivamente da moneta unica e traffici commerciali.
SUICIDI ZERO
La pressante azione di Equitalia sui cittadini va arrestata prima che produca conflitti sociali insanabili. Dobbiamo respingere l’equiparazione dei ‘grandi furbi’, alla ricerca di qualsivoglia escamotage per evitarsi i pagamenti esosi, con quelle imprese e persone oggettivamente impossibilitate a provvedervi. Equitalia deve occuparsi della prima specie effettuando la necessaria iniziativa di monitoraggio e censimento, concentrandosi sui grandi evasori, lasciando trattare i casi del secondo tipo all’amministrazione pubblica che si doterà di strumenti idonei (fondi di garanzia, microcrediti, eccetera) per andare incontro a casi oggettivi di indigenza.
TECNOCRAZIA ZERO
Restituire la sovranità al popolo. Il commissariamento della politica è la morte della democrazia. Che, con tutti i suoi difetti, è ancora il sistema meno imperfetto di governo che esista. Chi governa deve rispondere ai cittadini, non ad oscure centrali di potere. Restano discutibili le condizioni che hanno portato l’Italia a cambiare governo senza una legittimazione popolare. Non è accaduto in nessun’altra nazione.
TOLLERANZA ZERO
La ricetta che ha salvato New York dalla morsa della criminalità è ancora oggi l’unica che funziona: non dare tregua a delinquenti e criminali, tutelare la sicurezza dei cittadini, a cominciare dai più deboli. Perché dove imperano sopraffazione e delinquenza, a soffrire di più sono sempre gli indifesi e i poveri. La sicurezza non è un lusso borghese.
TRASFORMISTI ZERO
Modifica costituzionale per circoscrivere la casistica dell’assenza di vincolo di mandato e impedire il passaggio di un parlamentare da un partito a un altro, da una coalizione votata dai cittadini a quella opposta. Analoga e immediata iniziativa per impedire, con modifica del regolamento delle Camere, la nascita di gruppi parlamentari e, conseguentemente, di partiti finanziati dallo Stato, per scissione da un altro gruppo parlamentare e da un altro partito.
USURA ZERO
Sbloccare l’accesso al credito, riportare il sistema bancario al servizio del territorio. Incentivare il sostegno alle famiglie e alle imprese, agli investimenti produttivi, e penalizzare le attività speculative e puramente finanziarie che sottraggono risorse all’economia reale. Ridurre i costi di gestione dei conti correnti, delle carte di credito e di debito, degli strumenti finanziari che i cittadini sono costretti a utilizzare per le esigenze quotidiane.
VIOLENZA ZERO
Riaffermare con intransigenza il fermo rifiuto della violenza come strumento di lotta politica. Contrastare la violenza in ogni forma e in ogni luogo: violenza sessuale, discriminazioni etniche, fanatismo religioso, violenza politica, terrorismo, sopraffazione degli indifesi ci troveranno sempre in prima fila a fermarne il cammino.
ZERO PAURA





