TERAMO – “Ho detto ai familiari di chiamare l’ambulanza. Sono un medico, non ho mai causato la morte di nessuno”.
Sono le parole con cui il dottor Roberto Petrella, finito agli arresti domiciliari per omicidio colposo di un paziente, si è difeso ieri davanti al gip Marco Procaccini nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Un’interrogatorio, si legge sul quotidiano Il Centro, durato all’incirca tre ore, con Petrella, assistito dall’avvocato Tommaso Navarra, che ha parlato quasi dalle 10 alle 13.
L’inchiesta era partita dalla Procura di Catanzaro nell’ambito di una più vasta indagine sulle posizioni no vax del professionista teramano. Per l’accusa, sarebbero state le terapie consigliate telefonicamente dal medico a causarne il decesso di Gennaro S., camionista casertano di 68 anni, con numerosi problemi di salute in cura con Petrella nel 2020.
Come riportato anche da Catanzaro Informa, sembra infatti che lo stesso Petrella avrebbe “convinto il suo paziente, un uomo di 53anni, e la sua compagna, a non chiamare il 118 e a non recarsi in ospedale, perché lo avrebbero intubato e ucciso. Senza cure adeguate, l’uomo è così morto per arresto cardiocircolatorio”. Petrella però ha negato ogni accusa.
A conclusione dell’interrogatorio, si legge ancora sul Centro, Navarra non ha presentato richieste di sostituzione della misura, anche perché, a seguito delle scelte del giudice di Catanzaro che, nell’emettere l’ordinanza si è dichiarato territorialmente incompetente in considerazione del fatto che “la presunta condotta omissiva del medico sarebbe avvenuta a Teramo”, bisognerà ora attendere che la Procura di Catanzaro invii gli atti a quella teramana che, a sua volta, dovrà chiedere una nuova misura al gip del tribunale.






