L’AQUILA – Circa 12 ore di “conclave” a Capestrano, con sostanzialmente un nulla di fatto per il campo largo di centrosinistra e Movimento 5 stelle, all’opposizione in Consiglio regionale, per quanto riguarda idee forti per il rilancio dell’azione politica con una strategia più muscolare ed efficace, contro il centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi. Con le divisioni che insomma sono rimaste tal quali, su temi chiave come la Asl unica e il collegio unico elettorale. Non si è parlato nemmeno di “leggi mancia” per la cultura, altro tema divisivo.
Tutti d’accordo, questo sì, sul fatto che la battaglia si dovrà concentrare sulla sanità, il suo debito e il rischio di aumento delle tasse per porvi rimedio.
A fare da ospite nel sul agriturismo, Alfonso D’Alfonso, ex manager pubblico ed esponente della Dc, oggi imprenditore agricolo di Capestrano e coordinatore del movimento progressista e cattolico Demos, che ha partecipato alle elezioni del marzo 2024 nella lista “Alleanza verdi e sinistra – Abruzzo progressista e solidale”.
Presenti il candidato presidente alle regionali del marzo 2024 Luciano D’Amico, ora nel gruppo misto, per Pd, Silvio Paolucci, Sandro Mariani, Pierpaolo Pietrucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli e Antonio Di Marco, per M5s Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini, per Abruzzo insieme Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna, per Azione Enio Pavone. Almeno a parole, quelli che ancora giurano fedeltà a D’Amico sono Taglieri del M5S e Alessio Monaco di Alleanza verdi e sinistra – Abruzzo progressista e solidale, assieme a loro tutti i segretari regionali dei partiti.
Tra i temi il ruolo da “coordinatore” o “capogruppo” del Patto dell’Abruzzo, ovvero da leader delle opposizioni in Emiciclo, ricoperto da D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo ed ex presidente della Tua, la società del trasporto regionale, che per per più di un esponente non può essere più la logica conseguenza del suo essere stato candidato, soprattutto nel Pd, di gran lunga prima forza dell’opposizione, con sei consiglieri e dove ad aver preso posizione contro la linea troppo timida e poco efficace del professore, è stato il consigliere Mariani, proprio colui che insieme ad Alfonso D’Alfonso ha voluto più di tutti la candidatura alla presidenza del professore alle elezioni del marzo scorso.
D’Amico, avrebbe detto in un passaggio del suo intervento, comunque, che è disposto a rivestire il ruolo di coordinatore del Patto per l’Abruzzo, sottolineando però che questo dovrà godere della piena sintonia con le forze politiche e finché esse lo riterranno utile e funzionale.
Nello scarno comunicato stampa arrivato a fine giornata ha detto D’Amico: “Unità nella molteplicità è la sintesi perfetta di una stimolante giornata di lavoro, che arriva a un anno esatto dal voto”.
“Nel corso della giornata sono emersi spunti di riflessione e proposte per coordinare le future iniziative dell’opposizione, in aula e sui territori, che confermano la coalizione progressista come una concreta ed efficace alternativa alle destre che governano la Regione”, viene spiegato ancora nella nota.
Commentano i consiglieri regionali e i segretari di PD, M5S, Azione, AvS, IV, Demos e la civica Abruzzo Insieme: “Attraverso queste riunioni si mantiene vivo il confronto, al fine di rendere più efficace la programmazione delle attività di una coalizione che, pur valorizzando le peculiarità dei singoli partiti, condivide la visione univoca di un Abruzzo più vicino e attento alle reali esigenze dei cittadini. La prima battaglia sulla quale ci misureremo con forza è contro il possibile aumento delle tasse per gli abruzzesi, che va assolutamente scongiurato. I cittadini non possono pagare l’incapacità della Giunta Marsilio sulla gestione della sanità: i numeri parlano chiaro più debiti e meno servizi”.






