AVEZZANO – Pd, ovvero l’acronimo di “Poi deciderò”: questo si ironizza ad Avezzano, in vista delle elezioni comunali di primavera sul Partito democratico, che non sa ancora se presenterà un suo candidato sindaco. Rimasto solo e nel guado, indeciso a tutto, in piena difficoltà anche a chiudere una lista competitiva di candidati per poi vedere che con chi schierarla. Con unica exit strategy quella di appoggiare il sindaco uscente, il civico Gianni Di Pangrazio, ma in imbarazzante compagnia della Lega.
In uno scenario dove in frantumi rischia di andare anche il campo largo in quanto tale, con forti ripercussioni oltre Avezzano, in Regione Abruzzo, ed anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, quello dell’Aquila del 2027 in primis, dove già l’area moderata, vedi il Passo possibile di Americo Di Benedetto, ha chiuso già all’ipotesi di un candidato sindaco a marchio dem, e si è in cerca infatti di un civico di alto profilo.
Deflagrante ad Avezzano è stata la discesa in campo dell’ex dem Roberto Verdecchia, che sarà appoggiato dal Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e Demos -Democrazia Solidale, uniti nel Patto per Avezzano.
Competitor ad oggi di Di Pangrazio, dell’ex questore Alessio Cesareo, per Fdi, Forza Italia e Noi Moderati, e dell’ex consigliere regionale M5s Gianluca Ranieri, per Democrazia sovrana e popolare.
E in tal senso aspetto ancor più politicamente pesante, è che il coordinatore del campo largo, il professor Luciano D’Amico è andato all’evento di presentazione della candidatura di Verdecchia, nonostante il senatore Michele Fina, della vicina Luco dei Marsi e il segretario regionale dem, Daniele Marinelli abbiano tentato fino all’ultimo di farlo desistere. E si allargano anche le distanze con i pentastellati, i più vicini a D’Amico all’Emiciclo, che invece subisce l’ostilità da parte di più di un esponente dem, per le sue posizioni non condivise su fondi a pioggia, collegio unico elettorale e Asl unica.
Verdecchia ha aperto le porte, come ovvio, anche all’appoggio del Partito democratico, ma varcarle non sarà facile.
Verdecchia è un ex dem, ex assessore comunale della prima giunta di Di Pangrazio, nel 2020 prima lanciato dal Pd come candidato sindaco e poi affossato, e il Pd anche nel 2020 male in arnese ha appoggiato il civico Mario Babbo, che ha sostenuto Di Pangrazio al ballottaggio, e poi è passato armi e bagagli a Forza Italia, ora scottato per non essere stato lui, bensì Cesareo, ad essere il candidato sindaco del centrodestra.
In queste condizioni ora per il Pd proporre un proprio candidato – si è fatto più volte il nome della consigliera comunale Lorenza Panei -, rischia di trasformarsi in un flop.
Anche perché non va dimenticato, che sono pronti a ricandidarsi con Di Pangrazio un buon numero di consiglieri comunali uscenti, eletti nel 2020 certo con liste civiche, ma di area dem e di centrosinistra, che attingono allo stesso bacino elettorale, come Lucio Mercogliano, Concetta Balsorio, Ignazio Iucci, Alessandro Pierleoni e Alessandra Cerone.
E allora, come già previsto da questa testata ad ottobre, con secche smentite arrivate dal Pd, l’exit strategy su cui si medita è quella di accodarsi, con una propria lista, magari sotto mentite spoglie civiche, proprio a Di Pangrazio.
Marinelli e Fina, questo viene assicurato, cominciano a spiegare ai loro che tutto sommato Di Pangrazio è un argine contro il centrodestra, ed anche il cavallo vincente su sui conviene puntare.
Ad attirare il Partito democratico nella rete di Di Pangrazio potrebbere essere anche Giuseppe Di Pangrazio, fratello del sindaco Gianni, ex Pd, ora in Azione, ex presidente del Consiglio regionale dal 2014 al 2019.
C’è però un problema non da poco: Di Pangrazio sarà appoggiato anche dalla Lega e dall’Udc e da Azione politica dell’imprenditore Gianluca Zelli. E un simbolo del Pd a fianco a quello dei salviniani, non è detto che possa essere accettato dal nazionale, e dalla segretaria Elly Schlein,.
Andrebbe poi spiegato agli elettori la scelta di appoggiare un sindaco contro cui il Pd, in questi cinque anni, ha fatto una opposizione netta e inflessibile.





