PESCARA – “In tempi di crisi, non dico che il mondo del pattinaggio sia un’isola felice, ma posso dire che ci diamo molto da fare e, nonostante tutto, riusciamo a mantenerci in salute. Nel nostro movimento lavorano ottime persone che si sono rimboccate le maniche e hanno tirato fuori il meglio”.
L’onorevole di lungo corso del Popolo della libertà Sabatino Aracu, aquilano, è stato rieletto ieri presidente della Federazione italiana hockey e pattinaggio (Fihp) con 19.127 preferenze, l’86 per cento dei voti espressi in Assemblea.
La 42ª Assemblea Fihp, oltre ad Aracu, ha eletto il nuovo governo federale per il quadriennio 2013-2016 e, nella sua parte ‘straordinaria’, ha ratificato le modifiche statutarie che erano state proposte dal Commissario ad acta del Coni.
“Nel nostro ambiente – commenta Aracu ad AbruzzoWeb – c’è voglia di fare sport. Da vent’anni sono alla guida di questa federazionene, l’ho vista crescere continuamente e arrivare a creare una delle scuole più importanti del mondo. I nostri maestri insegnano anche all’estero ed è qualcosa che ci rende orgogliosi. Tutto questo è stato possibile grazie a un grandissimo impegno, un vero e proprio volontariato, che ha permesso al movimento di emergere. Oggi, però, c’è bisogno di ingegnarsi e di lavorare ancora di più per il professionismo, specie in un periodo in cui per far quadrare i bilanci chiediamo di più alla fantasia”.
“La nostra – continua il presidente federale – è una scuola che punta innanzitutto a formare gli uomini e poi l’altleta. Non c’è bisogno di investimenti milionari, con delle spese mirate si possono creare ottime strutture che garantiscono sport e crescita umana. Lo sport piace a tutti, ma è la scuola il passaggio fondamentale. E c’è spazio anche per chi intende trovare lavoro. Un insegnante di pattinaggio può guadagnare uno stipendio più che dignitoso”.
Secondo il parlamentare, “in Italia, in tempi di crisi, riescono a emergere le nostre migliori qualità. Certo, rispetto all’epoca della lira gli investimenti sono scesi parecchio – ammette – Nel 1989 la nostra federazione aveva un fatturato annuo di 11 miliardi delle vecchie lire. Oggi il Coni riesce a garantirsci a malapena due milioni di euro l’anno, ma nonostante tutto facciamo più attività di prima. Questo è un messaggio che lancio anche alla politica: tagliamo gli sprechi veri e spendiamo il giusto per far lavorare tutti”.
Anche se Aracu, da politico, vede nell’antipolitica un vero nemico.
“L’antipolitica sta rovinando molto di ciò che di buono è rimasto in Italia – il suo pensiero – purtroppo aiutata da una politica che ha preso una brutta piega, ma se si continua così, presto ci ritroveremo in mano di personaggi senza qualità”.
“Se penso ai bellissimi Campionati del mondo del 2004 all’Aquila, che hanno portato alla città diversi milioni di euro di incasso – conclude – non posso fare a meno di proiettare i nostri metodi e i nostri successi agli altri settori che possono migliorare le condizioni dell’Italia. Possiamo uscire da questa crisi, basta usare il cervello”.






