GIULIANOVA – È la nuova stellina del pattinaggio artistico abruzzese Debora Sbei, giuliese, classe 1990, studentessa di Ingegneria edile all’università di Ancona.

Pochi giorni fa si è aggiudicata, ai Mondiali di Auckland, ben due medaglie d’oro, quella del libero e quella della combinata, sfiorando il “10.00”, ossia la perfezione.

Un trionfo per chi ha già alle spalle sei medaglie d’oro come campionessa mondiale, conquistate dal 2006 a oggi.

Dietro lo splendore tecnico e artistico, una ragazza di 22 anni che conduce la sua vita ordinaria fra università e palestra.

Un percorso, il suo, fatto di sacrifici e rinunce, a scapito dei propri interessi e dei propri affetti, non proprio dorato insomma.

Per conoscere meglio questa nuova campionessa abruzzese, un esempio sportivo e di vita per chiunque aspiri a raggiungere i propri traguardi, AbruzzoWeb l’ha intervistata raggiungendola quando ancora si trova in Nuova Zelanda.

Debora, la tua è una carriera eccezionale, animata da un fuoco di passione che hai iniziato a coltivare da bambina. Cosa ti ha spinto ad avvicinarti per la prima volta a un paio di pattini?

Ho iniziato all’età di cinque anni perché questo sport piaceva molto a mia madre. All’inizio era tutto un gioco per me ma, con il passare degli anni, ho capito che il pattinaggio artistico a rotelle stava diventando sempre più la mia passione.

Che ruolo ha avuto la tua famiglia all’interno del tuo percorso sportivo e di vita?

I miei genitori nel mio percorso sportivo e di vita hanno un ruolo fondamentale, poiché mi sono vicini da sempre. Cercano di essere presenti alle competizioni più importanti da quando ero piccola, sempre pronti a sostenermi nei momenti difficili.

Nel 2006, a 16 anni, il primo titolo Mondiale in Spagna.

Nel 2006 ho vinto il mio primo titolo mondiale nella categoria “juniores”, anziché “jeunesse”. Per me è stata una soddisfazione immensa e ancor più inaspettata, considerando che avevo un’età inferiore rispetto alla norma della categoria in cui gareggiavo…

Quanto hai dovuto sacrificare in termini di tempo libero, te stessa e affetti?

Ho sacrificato molto, sia del mio tempo libero che dei miei affetti, come d’altronde qualsiasi atleta agonista. Nonostante questo non ho rimpianti perché tutti i sacrifici fatti mi hanno ripagata pienamente.

Pluricampionessa mondiale e studentessa diligente, binomio abbastanza impegnativo. Ci riesci davvero?

È molto difficile conciliare studio e pattinaggio! Entrambi richiedono molto tempo e, soprattutto, presenza psicofisica… Ma cerco di portare avanti entrambi.

Dietro ogni grande atleta si nasconde un altrettanto grande allenatore, o allenatrice, come in questo caso. Lavori infatti insieme alla palma d’oro del Coni, Sara Locandro. Che rapporto hai con lei?

È fondamentale! Senza di lei non avrei raggiunto di certo questi risultati, oltretutto abbiamo un bellissimo rapporto. Con i suoi atleti ha ottenuto in carriera quasi 40 ori mondiali! Delle coreografie si occupa invece Sandro Guerra, eccezionale coreografo.

Qual è stato il pensiero che più di ogni altro ti ha sostenuto nei momenti di paura ed incertezze?

La passione per questo sport e la voglia di realizzare il mio sogno: diventare campionessa del mondo. Tutto questo, unito al supporto di chi mi sta accanto, mi dà e continua a darmi la forza di andare avanti nei momenti difficili.

Ora a 22 anni, dopo aver sfiorato la perfezione, ad Auckland, come fai a trovare ancora stimoli?

Non si finisce mai di migliorare, così obiettivi e stimoli li troverò sempre!

Come ci si sente a essere considerate non solo un modello, ma quasi un idolo per le più giovani atlete del pattinaggio artistico a rotelle, italiano e non?

È una sensazione bellissima poter essere un modello da seguire per qualcuno, ma può rivelarsi un’arma a doppio taglio: dover dimostrare sempre di più, emozionare sempre di più… Tutti si attendono ogni volta qualcosa in più, e non sempre ci si riesce.

Che messaggio vuoi mandare a tutte le atlete che si impegnano per seguire le tue orme?

Alle piccole pattinatrici posso dire che, se hanno passione per questo sport, costanza, determinazione e volontà saranno sempre ripagate!