L’AQUILA – Anche quella di quest’anno, in Abruzzo come in tutta Italia, sarà una Pasqua all’insegna della crisi e del risparmio, come del resto è stato anche lo scorso Natale.

Niente più vacanze prolungate o di lusso e nessun “tutto esaurito” negli alberghi: gli italiani al massimo si concederanno qualche pranzo fuori o qualche piccolo sfizio, mentre passeranno in famiglia la maggior parte del tempo.

Nulla che non si sapesse già, soprattutto se si considera che i devastanti effetti della crisi continuano ad abbattersi su tutto il Paese da tempo e su più fronti e tra aumento delle tasse, disoccupazione dilagante e povertà diffusa, rinunciare a qualcosa, anche nei periodi festivi, al momento non rappresenta certo un grande sforzo. Ma tra coniglietti colorati, uova di cioccolato, colombe e dolci vari, come riusciranno gli italiani a conciliare risparmio e tradizionale voglia di festeggiare?

Un recente sondaggio Confesercenti, secondo cui non si è ancora interrotto il trend delle “festività al risparmio”, conferma che anche per questa Pasqua, gli italiani si orienteranno su scelte oculate, non proprio a scapito della tradizione ma comunque in linea con un reddito familiare disponibile. Più precisamente, solo il 31% degli italiani continuerà a festeggiare nella vecchia maniera e senza badare a spese, mentre addirittura un 25% degli intervistati nemmeno acquisterà colombe e uova di Pasqua, dedicandosi più che altro alla preparazione casalinga dei dolci tipici.

Un netto calo, quindi, delle vendite di prodotti “belli e pronti” di cui artigiani e pasticceri locali si saranno sicuramente accorti ma che, però, verrebbe a essere bilanciato dal notevole aumento di vendite di uova di gallina e dei vari prodotti base alimentari, chiaro sintomo che, sì ci sarà anche la crisi, ma le tradizioni sono sempre importanti, quindi se quello che ci offre il mercato è troppo caro per le nostre tasche, ci rimbocchiamo le maniche e via al fai-da-te.

Tutto questo, inoltre, emerge anche a livello locale da un’indagine di AbruzzoWeb condotta su un campione di supermercati distribuiti nel territorio aquilano. In questo senso sarebbero soprattutto i discount la meta preferita di chi, all’insegna del risparmio, ha deciso di preparare in casa dolci e menu tipicamente pasquali, senza però voler per forza rinunciare alla buona cucina e alla tradizione.

A testimoniarlo non solo il traffico per le principali vie commerciali e le lunghe file alle casse ma, anche il fatto che gli stessi rivenditori sembra si siano ben adattati alle circostanze cercando di adeguare al meglio l’offerta abbassando i prezzi e proponendo alcuni sconti anche e soprattutto per quanto riguarda quei beni tradizionalmente legati alla Pasqua.

Non a caso è proprio nei discount che si concentra più gente: le file alle casse sono nettamente superiori rispetto alle grandi catene di supermercati dove, però, le persone continuano comunque a comprare a gestire i propri acquisti proprio in base alle offerte. Questo almeno è quanto testimoniano i dati raccolti in alcuni dei supermercati più frequentati della zona.

Più precisamente, dal confronto dei prezzi dei diversi beni alimentari, emergerebbe un distacco netto a favore degli stessi discount: per esempio, per quanto riguarda le uova di cioccolata, un individuo che decidesse di acquistarne qualcuna in una normale catena di supermercato, andrebbe in media a spendere addirittura 5 o 6 euro in più rispetto a chi, invece, volesse recarsi in un ipermercato.

Lo stesso varrebbe inoltre per i dolci tipici, tra cui le colombe, a meno di possedere una tessera promozionale attraverso cui riuscire ad acquistare alcuni prodotti selezionati e di media qualità a costi di promozione.

Non è però solo la crisi a cambiare le tradizioni degli italiani. Nei menu di Pasqua continua infatti a calare la presenza dell’agnello, condizionato anche dal dibattito sull’utilizzo alimentare di questo animale. Secondo gli stessi studi di Confesercenti, infatti, negli scorsi anni l’agnello era imprescindibile per una famiglia su due, mentre quest’anno ben il 58% del campione lo esclude dalle sue scelte culinarie per il pranzo di Pasqua o di Pasquetta.

L’Aquilano però, forte della propria tradizione pastorizia, sarebbe nettamente in controtendenza in questo senso: non solo infatti è risaputo che quasi tutte le famiglie faranno fatica ad adattarsi ai fantomatici ‘menù vegani’ tanto di moda ultimamente, ma anche guardando sugli scaffali dei supermercati ci si rende subito conto di come, anche quest’anno, la carne ovina sia quella andata più a ruba in questo periodo.

I CONTI DI ABRUZZOWEB

DISCOUNT MD

– Uova di cioccolata: da 2,69 a 4,90 euro;

– Colomba: da 3,49 a 2,79 euro;

– Dolce agnello: 9,90 euro;

– Agnello nostrano: 12,90 euro al kg;

SUPERMERCATO COOP

– Uova di cioccolata: da 5,95 a 12,90 euro; Uova artigianali: 10,40 euro; Uova di marca in offerta: 7,49 euro;

– Colomba: da 2,60 a 6, 90 euro; Colomba di marca in offerta: 2,60 euro;

– Dolce agnello a marchio Coop: 4,50 euro;

– Mezzo agnello: 5,90 euro al kg;