PESCARA –  Il rinnovamento infrastrutturale in sanità può essere potenziato tramite Partenariati pubblico privati (Ppp) intesi come “modelli di governance collaborativa per ottimizzare risorse limitate e generare valore per i cittadini, accelerando i tempi di realizzazione delle infrastrutture sanitarie con il coinvolgimento dei capitali privati”.

Questo è stato il tema al centro di “Opera pubblica forum – Costruire il pubblico”, incontro promosso lunedì scorso  dalla società abruzzese Guerrato Spa, all’Aurum di Pescara, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo finanziario, accademico e imprenditoriale.

La Guerrato spa, colosso dell’imprenditoria italiana, con sede nel Polesine e presente sul mercato nazionale fin dal 1935, è passata sotto il controllo nel 2011 della Xela Spa dell’imprenditore di Casoli Isaia Di Carlo. Ed è oggi un’azienda italiana attiva nello sviluppo, realizzazione e gestione di infrastrutture, impianti tecnologici e servizi energetici, operando come general contractor e nel facility management, specializzandosi nell’edilizia pubblica — in particolare ospedali — e nel trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali.

E alla presenza del presidenti della Regione Liguria, Marco Bucci, e quello della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, come modello di partenariato sono stati indicati i due nuovi ospedali in costruzione da parte di Guerrato a La Spezia e a Vibo Valentia, per complessivi  400 milioni di euro con una concessione per la gestione dei servizi della durata di 24 anni.

A moderare il confronto sono stati il direttore del Centro Luca Telese e Veronica Gentili, giornalista e volto noto di Mediaset.

Ha detto Isaia Di Carlo: “Quelle in Calabria e Liguria sono sicuramente delle esperienze virtuose. Abbiamo trovato delle amministrazioni che hanno imboccato questa strada e ci fiancheggiano ogni giorno per arrivare all’obiettivo, finire gli ospedali, farli entrare in funzione, gestirli”.

Confermano i due governatori Bucci e Occhiuto.

“Noi stiamo sperimentando all’ospedale Felettino di La Spezia, che l’azienda Guerrato sta lavorando molto bene e l’ospedale sta andando avanti esattamente come da progetto e con i tempi giusti, quindi siamo molto contenti – ha affermato Bucci -. Il partenariato pubblico privato è una cosa importantissima, è un esempio fondamentale nella storia, già Roosevelt con New Deal aveva fatto molti investimenti pubblici, un dollaro di investimenti pubblici corrispondevano poi 3 o 4 dollari di investimenti privati, quindi è giusto che la finanza privata partecipi alle opere pubbliche che hanno poi una ricaduta economica e occupazionale sul territorio che poi alla fine servono per tutti i cittadini”.

Per Occhiuto, “l’ospedale di Vibo Valentia fa parte di un gruppo di tre ospedali progettati in Calabria nel 2006. Con questo modello, quello del partenariato pubblico-privato, l’abbiamo finalmente iniziato nel 2024 e sarà a concluso alla fine del 2026. Quando c’è un modello che ha ben funzionato come quello del partenariato pubblico privato in sanità, perché non estenderlo in sanità nelle altre regioni, ma anche in altri ambiti per velocizzare la realizzazione di opere pubbliche, che altrimenti in questo paese vengono progettate e mai poi concluse con un aumento esponenziale dei costi che significa anche un aumento del carico per i cittadini”. E ha aggiunto: il pubblico fa poca manutenzione, il fatto che l’opera pubblica venga gestita anche dal privato garantisce anche sulla sua manutenzione. E se fosse per me estenderei questo partenariato anche ai servizi. Se non potenziamo la qualità del servizio sanitario offerto nel nostro ospedale, il rischio è che tra 10 anni la sanità pubblica non ci sarà più, ma ci sarà soltanto la sanità privata», ha concluso Occhiuto.

Ad intervenire anche il deputato del Pd, Luciano d’Alfonso, ex presidente della Regione.

“Tutto l’ordinamento europeo,

 anche quello nazionale, va nell’incoraggiamento di questa relazione di responsabilità comune tra pubblico e privato. La firma del contratto è una firma che impegna il privato ma impegna anche il pubblico, c’è una collaborazione totale, addirittura nella revisione del codice dei contratti si prevede un istituto che si chiama Accordo di collaborazione che mette nella stessa filiera dalla stazione appaltante fino al sub fornitore dell’impresa giudicataria. Sono 7-8 figure che devono andare in giro tondo insieme, mano nella mano, per risolvere i problemi di esecuzione dell’opera. Mai nel novecento c’è stata questa filiera collaborativa sempre con l’intenzione di organizzare i dispetti. Io credo allo strumento ma questo non ci deve far abbassare le antenne rispetto al controllo della modalità esecutiva”.

Ad aprire i lavori Giancarlo Masciarelli, chief operating officer di Guerrato S.p.A. con una relazione generale.

A seguire Giuseppe Busia, presidente Anac (in collegamento digitale), Remo Taricani, deputy head of Italy Unicredit, Marco Tranquilli, coordinatore PPP al Dipe della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Togni, partner PwC Italia, Paolo Basso, building engineering Rina Consulting.

Per gli aspetti Legali Camillo Falvo, procuratore della Repubblica di Potenza (già Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia), Michele Corradino,  presidente di Sezione Consiglio di Stato, Stefano Vinti, ordinario di Diritto Amministrativo Università “La Sapienza”, Francesco Ferrari, partner Studio Legale DLA Piper , Ottaviano Sanseverino, socio Studio Legale Gianni&Origoni;
Per la parte politica oltre a Bucci, Occhiuto e D’Alfonso, Giacomo Raul Giampedrone assessore Infrastrutture Regione Liguria, gli onorevoli Alberto Bagnai della lega e Erica Mazzetti di Forza Italia.