L’AQUILA – “È da un anno, tre mesi e 21 giorni che gridiamo aiuto e cerchiamo di far capire qual è la realtà. Dicono che ce l’abbiamo con Berlusconi, ma ce l’abbiamo anche con Bersani”.
È in questa frase di Giusi Pitari, del presidio permanente di piazza Duomo, il tenore degli interventi che si sono successi all’interno del tendone che ospita le assemblee, e che oggi ha ospitato un gruppone di parlamentari del Partito democratico, in testa il segretario Pier Luigi Bersani (nella foto) e il suo vice, Dario Franceschini.
E Bersani non si è lasciato sfuggire l’occasione per rilanciare alle rivendicazioni dei bellicosi aquilani del presidio permanente: “Se fate una proposta di legge d’iniziativa popolare fatta bene – ha detto il segretario – la faremo nostra e la faremo votare in tutta Italia per farla approdare alle Camere”.
Tra i presenti anche il deputato aquilano, Giovanni Lolli, e il primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, che parlamentare del Pd lo era in passato.
In tutti gli aquilani che hanno parlato, leader politici locali, membri dei comitati ma anche gente comune, è emersa l’insoddisfazione per la situazione attuale in cui versa la città; la voglia di chiedere al governo una proroga vera sulla restituzione delle tasse e strumenti tecnici e finanziari per affrontare la ricostruzione: una legge organica che ponga fine al balletto delle ordinanze e una tassa di scopo.
Seduti in prima fila come Sergio D’Antoni o mescolati tra la folla come Livia Turco, i parlamentari democratici hanno ascoltato molto e parlato poco, tanto che l’unico ad avvicinarsi al microfono è stato proprio il leader Bersani.
LE VOCI DEGLI AQUILANI, TANTI E SCETTICI di Federica Tazza
LA PROMESSA DEL SEGRETARIO: AIUTEREMO LA PROPOSTA DI LEGGE
L’AQUILA – “Non siamo venuti a pontificare, ma a rendere omaggio a questo tendone. Cercheremo di metterci al vostro servizio”. Così il segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, ha spiegato il senso della visita dei quasi 200 parlamentari democrat ai cittadini che affollavano il tendone del presidio permanente di piazza Duomo.
“Il partito che ho in mente – ha aggiunto – non vive solo di applausi, ma anche di critiche, che vanno prese, anche quando fanno un po’ male. Ora dobbiamo guardare ai problemi che abbiamo davanti”.
“Bisogna partire – ha affermato Bersani – da una base normativa. È impossibile andare avanti senza riferimenti precisi. Invece di fare noi una proposta di legge, ci mettiamo al servizio di un’operazione che nasca dal vostro dibattito”.
“Se la proposta di legge d’iniziativa popolare – ha poi promesso – sarà convincente, raccoglieremo noi le firme e lo faremo in tutta Italia. Se fosse pronta a settembre, la presenteremo alla nostra festa nazionale a Torino”.
Bersani ha concluso chiedendo un ulteriore impegno preciso ai parlamentari che erano davanti a lui. “Tutti quanti – ha detto – dobbiamo impegnarci a tenere viva questa questione e a lavorarci. Non dobbiamo mai più sentirci rivolgere le critiche che ci sono state rivolte oggi”.
LOLLI: ”IL PD ASCOLTI E PRENDA IMPEGNI”
L’AQUILA – Proseguire la battaglia sulle tasse, una legge organica sulla ricostruzione e una tassa di scopo. Questi i tre impegni che il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli, ha chiesto di assumersi ai suoi colleghi, giunti in massa all’Aquila e accalcati nel tendone del presidio permanente di piazza Duomo.
“La battaglia sulle tasse – ha detto Lolli – non è finita, non ci hanno dato niente, è bene ricordarlo. Quanto alle certezze, basta con le ordinanze, perché procedure certe le dà solo una norma. Io potrei fare la ‘bella figa’ e presentare una proposta di legge per conto mio, ma non lo faccio. Il Pd deve sposare la proposta di legge popolare. Infine, la tassa di scopo. A chi si scandalizza, come la Lega, ricordo che stiamo pagando ancora quella sulla guerra in Abissinia!”.
Davanti al suo segretario, Lolli non ha risparmiato critiche al suo partito. “Il Pd – ha detto – non ha condotto questa battaglia come andava fatta. Non si è capito dall’inizio che questa era una grande questione nazionale, quando nello stesso momento Berlusconi ne faceva ‘la’ grande questione nazionale”.
“In quei giorni – ha aggiunto – non si vedeva che il dipartimento di Protezione civile era quel sistema che poi è venuto alla luce. Io, che lo vedevo da qui, non sono stato capace di trasmetterlo al mio partito”.
“Grazie alle battaglie e ai tentativi disperati – ha concluso Lolli – finalmente l’Italia si è accorta di noi. Da un nostro sondaggio, il 62 per cento degli italiani è solidale con gli aquilani per quanto successo a Roma. L’aria può cambiare: il sindaco Massimo Cialente ha chiamato tutti i partiti a venire in città, io spero che vengano tutti, sì, perfino il Pdl. Quanto a noi, siamo venuti ad ascoltare ma, soprattutto, a prendere impegni”.
GLI INTERVENTI DELL’ASSEMBLEA: MICROFONO BOLLENTE
L’AQUILA – Numerosi aquilani hanno voluto dire la loro dal microfono del tendone del presidio di piazza Duomo, davanti ai parlamentari del Partito democratico, accorsi in città, e che per una volta invece di parlare si sono limitati ad ascoltare.
Arguta quanto tardiva l’osservazione di Giorgio Mancini: “Quando c’è stato il terremoto si è unita l’Italia, se in quel momento si fosse fissata la tassa di scopo nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare”.
Il segretario comunale del Pd, Francesco Iritale, ha provato a difendere l’operato del suo partito nei giorni dell’emergenza. “Non eravamo al governo – ha detto, emozionato – non volevamo le C.a.s.e.: le abbiamo subìte, noi avevamo chiesto i moduli provvisori. È importante che oggi siano qui 200 parlamentari, non lo aveva mai fatto nessuno”.
Luigi Fabiani ha ricordato che “al contrario di altri disastri, non abbiamo avuto nemmeno il rinvio della restituzione delle tasse. Ai voi parlamentari dico: non è che vi abbiamo schedato, però sappiamo oggi chi c’era, e quando la nostra proposta di legge arriverà in Parlamento, ci ricorderemo di chi oggi è qui”.
Sul tema della tassa di scopo, Patrizia Tozzi ha ricordato che “già per alcuni mesi abbiamo raccolto le firme, tutti soli sui banchetti, e siamo arrivati a 22 mila. Saremo ben lieti di ‘cederle’ a chi voglia far diventare la nostra proposta legge”.
Antonio Gasbarrini ha azzardato che “per far capire bene ai parlamentari com’è ridotto il centro bisognerebbe farli venire di notte, nell’ora degli spettri, quando la città mostra le sue ferite. Deve vergognarsi – ha aggiunto, in riferimento al capo della Protezione civile, Guido Bertolaso – chi va in giro a prendere le cittadinanze onorarie”.
Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil, ha detto che “la presenza di 200 parlamentari è significativa, un’ulteriore operazione-verità. A parte questo, bisogna guardare in avanti. Si è parlato di impegni, il Pd se li assuma”.
Stefano Albano, della segreteria giovanile del Pd, ha sottolineato il concetto di “modello culturale che prevede che dobbiamo essere grati per le presunte regalìe, quando invece quello che chiediamo è il rispetto dei nostri diritti. Il Pd sia in prima fila a combattere questo modello culturale”.
A concludere prima dell’intervento di Bersani è stato Federico D’Orazio. “Quanto stiamo male lo sappiamo – ha ricordato – ma L’Aquila non l’abbiamo mai mollata. Bene che voi parlamentari non siate venuti qui a pontificare, adesso, però, dovete fare vostre le nostre richieste”.




