L’AQUILA – Bloccare la restituzione delle tasse non pagate per le oltre 120 imprese del territorio, che hanno usufruito del mancato pagamento per il sisma del 2009, studiare e realizzare un modello di sviluppo per l’Abruzzo, riformare regolamenti e leggi riguardanti il processo di Ricostruzione, evitando lungaggini e snellendo la burocrazia, per esempio garantendo il lavoro dei subappaltatori oltre il 30 per cento dei contratti.
Sul filo del consenso, “la Lega non starà a guardare alle prossime elezioni regionali, offriremo soggetti trainanti per il centrodestra”.
Queste le priorità del neo deputato aquilano Luigi D’Eramo (Lega-Noi con Salvini), eletto nel collegio L’Aquila-Teramo alle scorse politiche, nelle qiuali la Lega, con il 15,46 per cento, ha superato Forza Italia, ferma al 14,29.
D’Eramo è anche assessore all’Urbanistica del Comune dell’Aquila, ma sulla questione del doppio incarico non si sbilancia e si mette “nelle mani del sindaco”.
“Non c’è incompatibilità per il doppio incarico assessore comunale e deputato, le scelte sulla composizione della Giunta le farà il primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, chiaramente il gruppo consiliare della Lega, rappresentato non solo dal capogruppo, ma anche dal segretario provinciale e assessore all’Ambiente, Emanuele Imprudente, nei prossimi giorni incontreranno il sindaco, per fare tutte le valutazioni del caso – dice ad AbruzzoWeb D’Eramo – io non mi sottraggo rispetto agli impegni assunti, se sarà valutata giusta e necessaria la mia presenza all’interno della Giunta comunale, per rafforzare l’azione di governo locale, collegandola a un’attività parlamentare importante, non mi tirerò indietro, se si riterrà opportuno, invece, una scissione dei due ruoli, come ulteriore e diverso beneficio per la città, non avrò nessun tipo di problema”.
Commentando il boom della Lega a livello locale, ma anche nazionale, il neo eletto spiega che “Matteo Salvini ha saputo interpretare le istanze e le problematiche che vive la popolazione italiana, in lui gli elettori hanno visto l’ultima speranza per ridare forza, dignità, autonomia e sovranità alla nazione, adesso abbiamo il peso di una grande responsabilità, perché non possiamo deludere le aspettative”.
All’Aquila “è stata una campagna elettorale caratterizzata dalla sintesi del lavoro svolto in questi anni, che abbiamo portato avanti sul territorio aquilano e nella regione Abruzzo – aggiunge il deputato – Abbiamo avuto un risultato eccezionale già nel giugno scorso, con le elezioni comunali nel capoluogo abruzzese, dove la popolazione ha sentito la necessità di voltare pagina, rispetto a una politica che non piace più; serviva ricostruire una filiera di centrodestra, che potesse dare forza e soluzione alle mille problematiche del territorio e noi, evidentemente, siamo stati individuati come quelli più credibili”.
Tra l’autunno e la primavera prossimi si dovrà procedere al rinnovo della Regione Abruzzo, alla luce anche dell’elezione al Senato del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso
E la Lega non ha intenzione di restare a guardare passivamente.
“Ormai siamo il primo partito in Italia all’interno della coalizione di centrodestra, in Abruzzo non siamo secondi a nessuno, abbiamo non solo la capacità di mettere a fuoco il miglior programma possibile per questa regione, ma anche donne e uomini in grado di ricoprire questa prestigiosa candidatura. Quindi ci offriamo al centrodestra come soggetti trainanti e che potrebbero portare la coalizione stessa alla vittoria”, ha concluso.
L’Abruzzo sarà rappresentato anche da un senatore leghista, Alberto Bagnai, economista e docente all’Università “D’Annunzio” di Pescara, che “ha già assunto l’impegno di studiare un modello di sviluppo per questo territorio – assicura D’Eramo – Il lavoro sarà tanto in Parlamento, vanno riformati i regolamenti e le leggi che dettano i tempi del processo di ricostruzione, a volte non bastano le decisioni del Comune, bisogna mettere in campo una forte azione parlamentare per snellire la burocrazia: per esempio garantendo i subappaltatori, che oggi non possono prendere impegni lavorativi che vadano oltre il 30 per cento dei contratti e questo di fatto sta trasformando i nostri artigiani in dipendenti delle grandi aziende”.
Sul tracollo del Partito democratico in Abruzzo e all’Aquila, oltre che in Italia, il deputato sottolinea che “determinanti sono state le scelte fatte della precedente amministrazione aquilana di centrosinistra, che sommate alla drammatica gestione della Giunta regionale guidata dal presidente D’Alfonso, e alle scelte scellerate, incomprensibili e anti italiane del governo di Matteo Renzi prima e Paolo Gentiloni poi, hanno relegato il Pd a una percentuale di bocciatura totale e definitiva dell’elettorato”.
L’errore maggiore sarebbe il “non aver compreso che in un momento di crisi economica e stress sociale, bisogna mettere al centro gli italiani, garantendo loro sicurezza e sviluppo; oggi c’è una immigrazione incontrollata, che toglie diritti agli italiani stessi, quindi tutti coloro che non vedono questo come un problema vengono messi dagli elettori fuori dalle maggioranze”.





