PESCARA – “Al Comune di Pescara converrebbe assumere Checco Zalone come consulente permanente dei concorsi pubblici. Non per violare la legge, che qui nessuno mette in discussione, ma per spiegare ai cittadini se, davanti ai parenti illustri, bisogna ancora credere nella meritocrazia o semplicemente imparare a ridere per non smettere di crederci”.
Con la consueta pungente ironia, sulla polemica dei concorsi con idonei parenti di politici e dirigenti al Comune di Pescara, interviene anche il deputato del Pd Luciano D’Alfonso, ex presidente di Regione ed ex sindaco di Pescara.
Concorsi, argomenta D’Alfonso, dove idoenei sono risultati “personalità ben identificabili”. una in una vicenda “eticamente imbarazzante, tanto da far balbettare anche il più spregiudicato Checco Zalone della situazione, di chi tenta di liquidare come ‘polemica di Capodanno’ una questione che invece irrisoria non è: suscita il fastidio di chi non si accontenta delle apparenze e che merita un supplemento di coscienza”.
D’Alfonso formula poi una raffica di domande alla maggioranza di centrodestra del sindaco di Forza Italia Carlo Masci: “senza affannarsi a ribadire la legittimità formale delle procedure, come ritenete che la presenza in graduatoria di parenti stretti di amministratori nel pieno del mandato sia compatibile con il principio di opportunità e con la fiducia dei cittadini nelle istituzioni? In che modo l’amministrazione intende tutelare l’imparzialità del Comune quando i vincitori di concorso risultano legati da rapporti familiari o politici con chi governa l’Ente? Quale garanzia di igiene amministrativa offre l’ordinamento comunale per assicurare che le valutazioni non siano affidate alla sola attesa che l’attuale congiunto cessi il proprio mandato pro tempore?”.
Rivolgendosi poi ad un simbolico Signor Rossi:
Lei ha superato tutte le prove del concorso, sapere che davanti a lei in graduatoria c’è un parente diretto di un esponente politico di primo piano, le fa sentire che la competizione sia stata davvero alla pari? Cosa direbbe a chi, come lei, non ha alcun legame con la politica locale e oggi rischia di restare fuori pur avendo dimostrato di essere idoneo? Dopo questa esperienza, consiglierebbe ancora a un giovane di studiare e partecipare ai concorsi pubblici a Pescara confidando solo nel merito?”.
Infine: “Quo vado? ci fa ridere mostrando che nel posto pubblico, più che il punteggio, contano le garanzie di parentela. Da candidato idoneo che si ritrova dietro parenti illustri, lei sta ancora ridendo o ha la sensazione che il film, più che una commedia, somigli a un documentario?”.





