L’AQUILA  – Si è ufficialmente aperta la stagione di caccia nel Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga.

Il riferimento non è ovviamente a cervi e cinghiali, in quanto l’ambita preda è piuttosto la poltrona da presidente, che vale  29.000 euro lordi circa l’anno.

Con il fucile spianato in particolare la Lega aquilana, che rivendica la successione all’avvocato teramano Tommaso Navarra, nominato nel giugno del 2016 dall’ex presidente alla Regione del Partito democratico, Luciano D’Alfonso, ora senatore,  e il cui mandato era scaduto il 30 giugno 2021  propagato a causa covid fino al 30 marzo di quest’anno.  A svolgere ora il ruolo di reggente la vice presidente Donatella Rosini sindaco di Carpineto della Nora, affiancato dal direttore Alfonso Calzolaio.

Tre nomi del nuovo papabile presidente, tra quelli che già circolano, fermo restando che a questo giro la presidenza spettante al versante aquilano del Parco, l’avvocato Francesco Carli, ex presidente del collegio dei liquidatori  di Abruzzo engineering,  nonché ex presidente dell’assemblea dei soci della fondazione Carispaq ed ex assessore della giunta di centrodestra retta da Biagio Tempesta. Una figura indipendente, non legata ai partiti, ma gradita ai salviniani, e il suo nome sarebbe già stato fatto in Regione Abruzzo al presidente della Regione Marco Marsilio.

Ma c’è anche un altro nome che circola, decisamente più politico: quello del  coordinatore cittadino della Lega, Giorgio Fioravanti, candidato non eletto all’ultima elezione comunale che ha sancito la vittoria al primo turno del sindaco di Fratelli d’Italia Pierluigi Biondi. E a cui la Lega e il centrodestra deve riconoscenza per  il suo impegno in città, premiato dal successo elettorale, e dal raddoppio dei voti dei salviniani. Meno probabile poi un terzo nome che sarebbe emerso, non appartenente alla Lega: il maestro di sci  Luigi Faccia, eletto consigliere  con i Civici e indipendenti per Biondi sindaco, il lizza in questi giorni per un posto da assessore.

C’è poi il nome di  un teramano, l’avvocato di Campli, Lucio Del Paggio.

Il nome di Fioravanti ma anche quello di Faccia, sono comunque destinati a far sobbalzare dalla sedia le associazioni ambientaliste: entrambi da anni si battono contro un’idea conservativa dell’area protetta e a favore dell’ allentamento dei vincoli ambientali. Agli annali sono le loro durissime intemerate contro “l’ambientalismo da salotto”, accusato vuole lo spopolamento delle montagne, a suon di no ad ogni progetto che possa portare sviluppo e lavoro.

In particolare si sono battuti contro i vincoli previsti dalla normativa europea delle zone di protezione speciale (Zps) e dai siti di interesse comunitario (Sic), che insistono sull’area degli impianti da sci di Campo Imperatore, e che rendono difficile se non impossibile il suo potenziamento infrastrutturale.

Al di là dei desiderata della Lega aquilana, l’iter di nomina non sarà certo in discesa.

Il presidente del Parco, infatti, è nominato con decreto del Ministro dell’ambiente, d’intesa con i presidenti delle tre regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, ovvero Abruzzo, Lazio e Marche. Avendo l’Abruzzo 40 comuni su 44 ha come ovvio il diritto di indicare la terna di papabili, “in possesso di comprovata esperienza nelle istituzioni, nelle professioni, ovvero di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private”, ma poi la nomina spetta al Ministero.

La carica di Presidente è incompatibile con qualsiasi incarico elettivo e con incarichi negli organi di amministrazione degli enti pubblici, e nel caso di Faccia questo significherebbe ad esempio rinunciare al seggio in comune.