L’AQUILA – Approderà all’esame del prossimo Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), presieduto da Raffaele Cantone, forse già la prossima settimana, l’istruttoria sulla discussa nomina dell’avvocato Tommaso Navarra alla presidenza del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Dopo fonti interne al ministero dell’Ambiente e alla Regione Lazio, che insieme a Marche e Abruzzo ha trovato a gennaio l’intesa sul nome del successore di Arturo Diaconale, lo ha confermato ad AbruzzoWeb lo stesso ufficio stampa dell’Anac.

La procedura è stata aperta alla luce della presunta inconferibilità stabilita dalla legge Severino, che impedisce di assegnare incarichi a soggetti che abbiano svolto attività di consulenza nei due anni precedenti per lo stesso Ente nel quale si viene nominati, come nel caso di Navarra che è stato consulente legale del Parco.

La nomina è ferma da gennaio, nonostante nel frattempo ci sia stata la designazione da parte del ministro Gian Luca Galletti e persino il passaggio nelle Commissioni Ambiente di Camera e Senato per il parere obbligatorio.

“Ha tutto in mano il Ministero, non sapevo che fosse tutto fermo ma so che ci sono delle questioni legate a delle verifiche riguardo l’inconferibilità dell’incarico da parte dell’Anac”, dice a questo giornale Vito Consoli, direttore Ambiente e sistemi naturali della Regione Lazio.

“La competenza regionale è finita a gennaio quando abbiamo dato l’intesa – aggiunge – abbiamo correttamente rinviato ogni tipo di controllo di merito al Ministero che conferisce l’incarico ed è quindi titolare dell’autorità di controllo”.

L’intervento dell’Anac crea molti imbarazzi soprattutto in casa Partito democratico. Hanno infatti preferito non commentare gli assessori regionali all’Ambiente di Lazio e Marche, Mauro Buschini e Angelo Sciapichetti, entrambi del Pd.

“Non ho notizie di sorta”, sono state le uniche parole dello stesso Navarra ad AbruzzoWeb.

La questione dell’inconferibilità dell’incarico è stata sollevata dal Movimento Cinque Stelle, che con i deputati Gianluca Vacca, Daniele Del Grosso e Andrea Colletti ha presentato una interrogazione parlamentare e chiesto un parere proprio all’Anac. L’autorità tuttavia non conferma né smentisce che l’istruttoria sia stata aperta su sollecitazione grillina. Secondo quanto appreso, infatti, segnalazioni sarebbero arrivate all’indirizzo di Cantone anche dal territorio aquilano, che ambiva ad esprimere il nuovo presidente del Parco.

Al nome dell’avvocato teramano si era infatti arrivati dopo mesi di braccio di ferro tra il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, da subito orientato su Navarra, e il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, che in un inedito accordo con il consigliere comunale Giorgio De Matteis proponeva il suo vice Nicola Trifuoggi.

L’ex vice presidente del Consiglio regionale era andato persino da Galletti, al quale lo lega vecchia amicizia e comune militanza politica, per perorare la causa Trifuoggi, evidentemente senza esito.