L’AQUILA – Un mese di tempo per progettare lavori a 2 mila chilometri di sentieri di montagna sul Gran Sasso, alla media di 66 chilometri progettati al giorno per poter rispondere in tempo al bando-lampo dell’Ente Parco nazionale Gran Sasso e dei Monti della Laga.
A contestare questi numeri fantozziani è il presidente dell’Ordine degli architetti dell’Aquila, Gianlorenzo Conti, che denuncia possibili irregolarità in termini di documentazione carente nell’avviso pubblico, del valore di 20 mila euro.
Il bando per la redazione del progetto definitivo dei lavori di sistemazione e valorizzazione di della rete sentieristica del Parco è scaduto lo scorso 21 agosto.
Conti annuncia la diffida a partecipare ai colleghi e ne richiede il ritiro con istanza di accesso agli atti.
“È tutto vero, è un avviso pubblico per progettare 2 mila chilometri di sentieri, all’inizio credevo che fossero 2 chilometri e invece è mille volte tanto – sbotta Conti ad AbruzzoWeb – Chiedono un progetto definitivo in 30 giorni con 20 mila euro soggetti a ribasso d’asta”.
“Secondo me non è possibile, c’è qualcosa di strano – insinua – Ho diffidato l’Ente parco ma la mia istanza non è stata accolta, ora arriverà di sicuro quella del Collegio nazionale degli architetti”.
Conti spiega che “si tratta di sentieri montani pericolosi, per i quali servirebbe almeno un sopralluogo prima di redigere un progetto così imponente. È materialmente impossibile stilare un definitivo in 30 giorni – attacca – neanche per una strada normale sarebbe possibile figuriamoci in relazione a questi sentieri”.
Secondo quanto si è appreso, sarebbe stata la Regione Abruzzo ad aver messo fretta all’Ente parco, costringendo a varare un bando-lampo a condizioni apparentemente impossibili da soddisfare da parte di alcuno studio di progettazione. Nei prossimi giorni se ne saprà di più. Alberto Orsini



