L’AQUILA – Una struttura comunale abbandonata, destinata a diventare una nuova grande palestra coperta per L’Aquila, mai realizzata e ferma da quasi 18 anni; oltre 1.000 metri quadrati che potrebbero essere consegnati alla città, divenendo un centro di aggregazione sportivo importante e strategico, con la Polisportiva Torrione pronta a investire 400 mila euro mentre il Comune, dicono i proponenti, tergiversa.

Si tratta dello scheletro dell’edificio in via caduti di Nassiriya, che si trova proprio dietro la chiesa di San Pio X, nella zona compresa tra i quartieri di San Francesco e il Torrione, che oggi versa nel degrado, con rifiuti di ogni genere lasciati proprio davanti il plesso, scritte sul muro, detriti e un albero che è cresciuto al suo interno, come si vede nella fotogalleria di AbruzzoWeb.

L’associazione Polisportiva Torrione ha proposto al Comune una presa a carico totale, con lavori strutturali per completare la palestra, con tanto di progetto e successiva gestione dell’impianto sportivo, ma il Comune attende lo sblocco della somma di oltre 1 milione di euro, provenienti dalla legge 41 del 2011 e destinati alle attività sportive, fermi in Regione, che dovrebbero, a breve, tornare nelle casse comunali.

Tema di cui, tra l’altro, oggi l’amministrazione parlerà in un incontro con la stampa.

IL PROGETTO DELLA POLISPORTIVA

“Da parte della politica cittadina c’è stato sempre un grande interesse sulla questione, sia dalla vecchia amministrazione, guidata da Massimo Cialente, sia da parte della nuova, guidata dal sindaco Pierluigi Biondi, ma qualcosa si è bloccato – racconta ad AbruzzoWeb Carlo Del Re, presidente della Polisportiva Torrione – Con l’ex primo cittadino avevamo iniziato a percorrere una strada, quella, cioè, di un project financing da 400 mila euro a nostro carico per concludere i lavori, poi chiaramente le elezioni di giugno scorso hanno interrotto questo percorso; la nuova amministrazione ha accolto con favore e positività il nostro interessamento, ma alla fine hanno deciso di seguire un percorso diverso, concludendo la palestra con i fondi della legge 41, per cui bisognerà attendere, però, la conclusione dell’iter”.

Si tratta di 1 milione 750 mila euro di fondi destinati allo sport, che la Regione ha ripreso perché rimasti fermi per troppi anni, come hanno accusato a dicembre Giorgio De Matteis, capogruppo nel Consiglio comunale aquilano di Fratelli d’Italia e promotore della legge quando era in Regione, e Alessandro Piccinini, assessore allo Sport. Verranno messi a frutto proprio per il completamento della palestra nel quartiere aquilano di San Francesco, la ristrutturazione del campo da Rugby a Paganica (L’Aquila) e alcuni centri sociali a Gignano (L’Aquila).

Il quadro viene confermato anche da Piccinini: “La struttura, realizzata da un’impresa privata, è tornata solo da pochi anni nelle mani del Comune (a causa di una controversia, ndr). Abbiamo ricevuto la disponibilità di un’associazione sportiva del territorio che ha pronto un progetto: sia per la gestione, che per il finanziamento, siamo ancora in contatto con loro – ha detto l’assessore – Abbiamo aperto una discussione per capire quale formula sia migliore per restituire al territorio un’importante centro di aggregazione come questo”.

“Va bene la volontà di riappropriarsi di queste somme destinate all’Aquila, ma di contro bisognerà attendere che venga fatto, presentato e approvato un emendamento in Consiglio regionale, che con molta probabilità verrà proposto dal consigliere regionale del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci – prospetta Del Re – Non ci preoccupano i tempi tecnici, ma il successivo bando di gara per la gestione, che potrebbe veder vincere altre società a nostro discapito”.

“Seguo personalmente questa vicenda da 18 anni e mi dispiacerebbe non rientrare nella gestione, dopo aver portato avanti un progetto per tutti questi anni – confessa – Tra l’altro siamo pronti a investire 400 mila euro, che potremmo mettere nelle mani del Comune anche la prossima settimana, l’assurdo è proprio questo”.

A preoccupare il presidente della società sportiva, in cerca di spazi che rispondano alle necessità dei tanti atleti iscritti, anche la possibile candidatura del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che “nel momento in cui inizierà la sua corsa alle politiche del 4 marzo dovrebbe lasciare la sua carica, chi si occuperà di una vicenda così piccola che non porta voti?”, chiede Del Re.

“L’unica speranza, a questo punto sono Pietrucci, che potrebbe velocizzare l’iter e il vice presidente regionale Giovanni Lolli”, che prenderà il posto di D’Alfonso in attesa di nuove elezioni.

“Noi facciamo sport a livello dilettantistico e ci crediamo davvero nelle nostre attività, altri potrebbero speculare su un bene così strategico, ma la politica questo non può prenderlo in considerazione – dichiara – Il romanticismo lascia il tempo che trova, per questo temiamo che non si riesca a trovare una soluzione che ci includa”.

Se il Comune prendesse in considerazione il project financing, presentato dalla società, la Polisportiva avrebbe un’occasione in più. “In quel caso, anche se dovessimo perdere la gara, avremo il diritto di prelazione – precisa Del Re – Potremmo accettare di finire la palestra e prenderla in gestione con l’offerta del vincitore, anche se con una spesa anche più alta, la scelta tornerebbe in capo a noi”.

LA STORIA DEL COMPLESSO “PALMERINI”

L’intero plesso, compreso il parcheggio che sovrasta la palestra e il palazzo dove si trovano alcuni appartamenti, uffici e il supermercato Dimeglio, è stato edificato nel 2005 dalla Pal Impianti di Palmerini, attraverso un accordo privato con il Comune, che ha permesso di costruire in una zona non edificabile in cambio di opere pubbliche di interesse collettivo.

In particolare, nell’accordo siglato nel 2000, la Palmerini si era impegnata a costruire una palestra (che la società avrebbe avuto in gestione fino al 2006), un’area pedonale, una per le auto, parcheggi e il palazzo, con la cessione al Comune di quasi 16 mila metri quadrati, entro il mese di giugno del 2003.

A questo primo accordo è seguita la concessione edilizia (la numero 120 del 25 marzo 2002), che autorizzava ufficialmente i lavori. Il problema è sorto quando la Palmerini, dopo aver completato il palazzo di Dimeglio, si è rifiutata di cedere al Comune le aree presenti nell’accordo e non ha concluso i lavori negli altri plessi.

Nel 2007 il Comune ha imposto alla società costruttrice di finire le opere previste dall’accordo entro 2 mesi, che però non ha risposto all’appello e per questo è stata dichiarata inadempiente, perdendo ogni diritto acquisito. Nel 2009 la Palmerini ha chiesto al Comune l’autorizzazione per realizzare una galleria commerciale, una richiesta approvata dallo sportello unico per le Attività Produttive (Suap) a patto che la società concludesse i lavori, tenendo fede all’accordo del 2000.

Dopo il sisma del 6 aprile la vicenda è passata in secondo piano rispetto ai problemi legati al terremoto e alla successiva ricostruzione della città. Circa 4 anni fa il complesso dove dovrebbe sorgere la palestra è stato acquisito come patrimonio comunale, ma da allora i lavori non sono mai stati eseguiti e nonostante la volontà di alcune società sportive, come la Polisportiva Torrione, di mettere mano alla situazione per sbloccarla, tutto è ancora fermo.