L’AQUILA – “Che fine ha fatto il “polo formativo e socio-culturale”, che dovrebbe sorgere dentro Palazzo Torlonia di Avezzano, su iniziativa dei fratelli Di Pangrazio?”
Lo ha chiesto ieri in consiglio regionale il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Gianluca Ranieri, con un’interpellanza all’assessore al bilancio Silvio Paolucci.
Mettendo in dubbio in particolare i possibili conflitti di interesse da parte del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio e del fratello Giuseppe Di Pangrazio, presidente del consiglio regionale, il primo promotore dell’iniziativa di valorizzazione del’intero edificio e parco anesso del palazzo che è anche la sede del Comune, il secondo con il ruolo di finanziatore, e che ha già assicurato un budget iniziale di 80 mila euro, per la gestione della struttura fino al 2016.
Paolucci ha risposto in aula confermando che “il dettaglio delle funzioni e dei servizi è demandata a successive progettualità della Presidenza del Consiglio Regionale e al Comune di Avezzano”.
Una conferma, per Ranieri, delle perplessità intorno all’operazione.
“Si è giunti, così ad oggi per sapere ufficialmente – ha replicato infatti il consigliere Ranieri – ciò che già era noto: a decidere sul destino del palazzo Torlonia, oggi sede di servizi importanti per tutta la Marsica, saranno due cariche istituzionali legate da stretto legame di parentela“.
“Il M5S ha chiesto da tempo – ha spiegato Ranieri – quali progetti concreti, oltre un generico polo formativo e socio-culturale, avesse in mente il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio quando ha chiesto direttamente al presidente del consiglio regionale Peppe Di Pangrazio, e non all’assessore regionale al Patrimonio, l’uso dello storico palazzo di proprietà della Regione. Nessuno degli atti che riguardano la vicenda, e che abbiamo letto, forniva, infatti, informazioni esaustive”.
“Per questo – incalza Ranieri – già nello scorso Consiglio regionale, ho presentato un’interrogazione, bocciata però dal presidente Di Pangrazio con una motivazione che ancora non mi convince. Un cavillo, insomma, neanche tanto giustificato, che ha rimandato di circa un mese il confronto in aula”.
“Viste le recenti polemiche per le nomine in Regione Abruzzo e nel Comune di Avezzano, – conclude il grillino – non possiamo fidarci di una politica che fa dell’incarico personale e diretto la sua regola se gli incarichi fiduciari, per quanto discutibili, sono nelle loro facoltà, il Palazzo Torlonia è un bene di tutti gli avezzanesi sul quale devono decidere i cittadini e il territorio. Su questo punto non cederemo di un millimetro”.






