PRETORIA – L’incontro fortuito in una chiesetta vicino a Pretoria in Sudafrica con Padre Daniel, esorcista, della congregazione dei Passionisti. A raccontarlo, nel suo sesto reportage, è Leandro Bracco, ex consigliere regionale abruzzese, in cammino in Africa dal 25 marzo scorso, per percorrere  Tanzania, Malawi, Zambia, Zimbabwe, Sudafrica, Eswatini e infine il Mozambico, con arrivo il 25 dicembre a Maputo, e con l’obiettivo di finanziare ben otto progetti attraverso donazioni. Questo nell’ambito del progetto Alimentiamo la speranza. Per quanto riguarda il Sudafrica il progetto prevede di aiutare economicamente la Guardian Angel nursery school and day care center, e la parrocchia di Kakamas a nord del paese.

Abruzzoweb ha inteso sostenere la lodevole e importante iniziativa, con collegamenti streaming e pubblicando un diario di viaggio.

Durante il 2022, prima di mettersi in cammino Leandro Bracco ha stipulato accordi con alcuni Ordini religiosi che da diversi decenni operano nelle nazioni che lo stesso Bracco sta attraversando in solitaria a piedi. Queste realtà religiose hanno redatto progetti di carità e cooperazione i cui beneficiari sono quattro categorie di persone: bambini orfani e abbandonati, donne vittime di violenza, disabili ed ex detenuti.

Del denaro che verrà raccolto, Bracco non tratterrà nulla. Ecco gli estremi per effettuare una donazione tramite bonifico. Intestazione: Tucum – OdV Iban: IT 14 E 03069 040131 000 000 61098

PADRE DANIEL, ESORCISTA IN SUDAFRICA

Indubbiamente la giornata che dal 25 marzo scorso mi ha arricchito di più. Circostanze che, pur essendo dovute esclusivamente al caso, sembrano essere state pianificate in maniera chirurgica. In definitiva, un evento inaspettato che dentro me ha lasciato una traccia incancellabile. Mi trovo in Sudafrica, quinta delle sette nazioni del pellegrinaggio di carità nel nome di Maria.

I chilometri che le mie gambe hanno macinato si stanno avvicinando, giorno dopo giorno, a quota 4500. Ancora un migliaio scarso e ce l’avrò fatta.  Mi attende infatti la meravigliosa cattedrale di Maputo dedicata all’Immacolata Concezione. In queste settimane comunque sento la necessità d’immergermi nella tranquillità, prevalentemente a livello mentale.

Il mio corpo, già da un po’, ha iniziato a inviarmi segnali. Esige riposo. Tento di dargli una dose di relax entrando in una chiesa. Mi trovo nei pressi di Pretoria, una delle tre capitali sudafricane.

L’alba ha fatto capolino da poco. Amo entrare in luoghi sacri quando questi sono avvolti dal silenzio. Una piccola chiesetta è già aperta. Ne varco la soglia. Scorgo una statua della Madonna. La raggiungo e mi raccolgo in preghiera.  Dopo una manciata di minuti sento una porta aprirsi dal lato opposto rispetto a quello in cui mi trovo.

Un sacerdote molto avanti con gli anni, dalla corporatura esile e con il viso scavato da profonde rughe mi si avvicina e in inglese mi saluta presentandosi come Padre Daniel. Mi presento a mia volta aggiungendo di trovarmi in Africa dallo scorso marzo per un’iniziativa di carità religiosa. Il suo sguardo s’illumina. Noto, dall’abito talare, che fa parte della congregazione dei Passionisti. Gli dico che il pellegrinaggio ha preso avvio dalla Tanzania e, in particolare, dalla cattedrale di Dodoma dedicata a San Paolo della Croce, sacerdote piemontese fondatore proprio dei Passionisti e canonizzato quasi due secoli fa.

In un ottimo italiano del quale rimango al tempo stesso sbalordito e affascinato, percepisco che il suo interesse a dialogare aumenta sempre più. Gli domando le ragioni della sua ottima conoscenza della lingua italiana.

Mi dice di aver vissuto alcuni anni a Roma e di aver visitato anche Grosseto. In Toscana, gli chiedo, per focalizzare i luoghi dove è nato e cresciuto l’esorcista passionista Candido Amantini? La mia domanda non lo lascia indifferente. Tutt’altro. Gli confesso di essere un estimatore del compianto Gabriele Amorth, sacerdote paolino ed esorcista di fama mondiale scomparso sette anni fa e il cui maestro è stato proprio Candido Amantini. Padre Daniel vuole approfondire le ragioni del mio interesse riguardo i disturbi di matrice spirituale.

Gli rispondo che è un’attrazione nata nell’adolescenza e la cui intensità è andata via via incrementandosi. Dopodiché la domanda che lo spiazza: “Anche lei è una matita nelle mani di Dio nel dare conforto e aiutare le persone tormentate da Satana e dalla sua schiera di demoni?”. “Hai detto bene – rimarca – Sono solo un umile strumento che agisce per conto di Nostro Signore”. Gli chiedo se sia disponibile ad approfondire la tematica delle vessazioni e possessioni diaboliche. Annuisce invitandomi a seguirlo nel luogo dove riceve le persone, le ascolta e pratica esorcismi. È una piccola stanza ammobiliata con l’essenziale. Appeso alla porta un crocifisso, su un tavolino un’incantevole statuetta della Vergine che mi dice provenire da Lourdes, su una parete una grande foto di Gesù misericordioso come lo descrisse santa Faustina Kowalska e sparsi su un paio di comodini diversi rosari.

Padre Daniel, quando il suo vescovo l’ha nominata esorcista?

Erano i primi anni Duemila. Con il ministero dell’esorcistato sono entrato in contatto durante il periodo di vita a Roma. Diverse volte sono stato alla Scala Santa, luogo dove per moltissimi anni padre Candido Amantini ha liberato da Satana e dai suoi accoliti una moltitudine di persone tormentate.

Quando si parla di uomini e donne vessati o posseduti dal maligno, si viene molto spesso derisi. Infatti si crede sia un qualcosa di medievale che non possa appartenere alla società contemporanea.

Un errore più grave non si potrebbe fare. Il primo obiettivo che Satana si prefigge di ottenere è far credere che lui non esista. Purtroppo le persone che abboccano a questo tranello sono una quantità notevolissima. Questi soggetti collegano qualsivoglia malattia di origine spirituale alla psicologia e psichiatria e dunque a patologie di origine organica. Nulla di più errato. Di fronte a certi accadimenti che ho vissuto in prima persona, anche lo studioso più illuminato dovrebbe alzare bandiera bianca e ammettere che esistono eventi che la scienza non spiega.

Padre Gabriele Amorth diceva che molte persone, pur vedendoci, in realtà sono cieche. 

Lo straordinario Amorth, nel suo linguaggio schietto e da parroco di provincia, aveva ragione da vendere. La mia umile esperienza mi ha insegnato che non pochi fra donne e uomini amano negare la realtà piuttosto che far trionfare la verità. Devo però anche dirti di aver provato molte volte una gioia immensa nel vedere amici e conoscenti agnostici e addirittura atei convertirsi al cattolicesimo. Un po’ come avvenne a Fatima il 13 ottobre 1917 dopo che la Vergine diede vita al miracolo del sole che danzava.

Quanto sono diffusi in Sudafrica il satanismo e l’occultismo?

Da diversi anni a questa parte, purtroppo, stanno prendendo sempre più piede. Soprattutto nelle baraccopoli che sono sorte accanto a metropoli come ad esempio Johannesburg, il fenomeno è in netta crescita. Moltissimi giovani, poverissimi e prevalentemente di etnia nera, confidano di poter cambiare il proprio status sociale approcciandosi al mondo dell’occulto. È una strada senza uscita che porta solo all’autodistruzione, prima morale e poi fisica.

Entriamo nel merito della pratica esorcistica. Quanti e quali sono quei sintomi/segni che fanno intendere che una persona sia vessata o posseduta dal maligno e che dunque la psichiatria non c’entra nulla?

Sono sostanzialmente quattro: conoscere cose nascoste, dimostrare un grado di cultura assolutamente non compatibile con la propria storia personale parlando ad esempio in maniera perfetta lingue sconosciute e addirittura antiche, possedere una forza fisica non connaturata all’età e avere un’avversione radicale verso tutte le immagini e gli oggetti sacri.

Può spiegare nel dettaglio questi quattro segni? 

Ti racconterò eventi dei quali sono stato testimone. Una premessa: durante gli esorcismi mi avvalgo sempre della collaborazione di aiutanti. Queste persone si chiamano ausiliari, non sono consacrate ma laiche, pregano e tengono fermo colui o colei che sto esorcizzando. Il tutto per fare in modo che il rito possa essere svolto con la quota di sicurezza più elevata possibile. Questi ausiliari devono assolutamente confessarsi prima che il rito stesso prenda avvio. Una mattina stavo praticando un esorcismo su un uomo sudafricano di circa 50 anni che veniva da me da parecchi mesi. Era un caso non semplice in quanto questa persona ho poi scoperto essere posseduta da Asmodeo, il demone della lussuria. Questo uomo, pur essendo sposato e padre di tre figli, praticava una vita dissoluta. Durante il rito, questa persona che stavo esorcizzando e che era in trance, si gira di scatto verso uno dei miei aiutanti, gli punta lo sguardo addosso con una cattiveria che difficilmente dimenticherò e in un portoghese perfetto che assolutamente non conosceva gli chiede: “E’ stata bella la notte di sesso con la lusitana? Tua moglie sarà felice e i tuoi figli orgogliosi del proprio padre”. Dopodiché scoppia in un’acutissima risata. Il mio ausiliario sbianca e sviene. Ho dovuto interrompere l’esorcismo. Quando ha ripreso conoscenza, mi ha subito detto di volersi confessare. Era tornato dal Portogallo due giorni prima. Del tradimento nei confronti della moglie ne era a conoscenza solo lui stesso e ovviamente il mio ausiliario e la persona che stavo esorcizzando, fra loro, non si conoscevano. Ecco cosa significa conoscere fatti nascosti e avere un grado di erudizione che nella vita di tutti i giorni non si possiede per nulla.

Il suo racconto genera brividi…

Una decina di anni fa ho liberato una donna che dopo essersi rivolta a un cartomante per questioni legate a suo figlio, aveva intrapreso con lui una relazione. Era stata insieme a questo operatore dell’occulto solo per pochi mesi. Per legarla ancor più a sé, questo soggetto malvagio le praticò un rito demoniaco facendole mangiare, mischiato nella minestra, del cibo che lui stesso aveva maleficiato. La liberazione di questa donna, il cui livello culturale era estremamente basso in quanto sapeva a malapena leggere e scrivere, è stata lunga e problematica. Mi ricordo che durante gli esorcismi recitava, in latino, il Padre Nostro e l’Ave Maria al contrario.

Mi ha poi accennato alla forza fisica fuori dal comune e all’avversione al sacro.

Una volta al mese per quattro anni di fila ho esorcizzato un’anziana donna che ora è morta e che purtroppo non sono riuscito a liberare completamente. La sua anima era posseduta da una legione di demoni. Per moltissimi anni aveva praticato magia nera guadagnando una montagna di denaro. Quando me la trovai davanti, tormentata dal rimorso di aver fatto del male a moltissimi innocenti, mi chiesi cosa potesse volere da me una vecchietta dall’aria così dimessa. Durante il primo esorcismo compresi l’estrema gravità del caso. Ricordo che un ausiliare che mi aiutava era un ragazzone sulla trentina, alto quasi due metri e con due spalle da nuotatore. Teneva ferma questa vecchina che era adagiata sul letto e in trance. Nel pieno dell’esorcismo, con un semplice movimento del braccio, quest’anziana ha scaraventato contro la parete il mio aiutante provocandogli la lussazione della spalla. Anche in questo caso dovetti porre fine all’esorcismo e chiamare subito un’ambulanza. Sempre questa donna, in quasi tutte le sedute alle quali l’ho sottoposta, nel momento in cui posizionavo sulla sua fronte un piccolo crocifisso oppure mettevo sul suo torace un’immagine della Madonna, emetteva urla prima acutissime e immediatamente dopo in un tono cavernoso. Tutto ciò non ha mai avuto nulla di umano.

Ciò che mi ha raccontato induce a una profonda riflessione soprattutto sul senso della vita.

Ti dico: io non sono nessuno. Ti ho solo illustrato alcuni dei casi che mi sono trovato di fronte. È sempre e solo Dio che decide tempi e modi della liberazione di una persona. Io sono solo una matita nelle sue mani.

In base alla sua esperienza di esorcista, cosa si sente di dire a una persona agnostica oppure atea e dunque scettica riguardo eventi come quelli che mi ha descritto?

Dico che essendo molto anziano sono prossimo alla morte e che dunque fra poco tempo mi attende la nuova e vera vita. Quella che durerà per l’eternità. Confido nell’infinita misericordia di Nostro Signore e mi auguro di andare in Paradiso. Riguardo gli esorcismi che ho praticato, una cosa la posso dire con totale serenità: ciò che i miei occhi hanno visto e le mie orecchie ascoltato, l’ho sempre raccontato con la trasparenza più assoluta. A Satana e ai suoi demoni interessa l’anima di ognuno di noi. Perché è l’anima che si separerà dal corpo nel momento del trapasso e sempre l’anima vivrà per l’eternità. Praticate e fate fare il bene e soprattutto comportatevi ogni giorno come fosse l’ultimo della vostra vita. Ora posso dirtela io una cosa?

Certo.

San Giacomo affermava che una fede senza opere è una fede morta. Non ha importanza quanto denaro sarai riuscito a raccogliere durante il pellegrinaggio. Il solo fatto che tu abbia messo la tua vita a rischio per il bene del prossimo, è un qualcosa da elogiare e che rimarrà. E il Signore te ne renderà merito. Che Dio ti benedica.