CHIETI – Nuova stoccata di Giovanni Pace, presidente della Regione Abruzzo nella legislatura 2000- 2005, a Gianni Chiodi, attuale presidente della Regione, che in una lettera aperta, datata 26 gennaio 2012, pubblicata sul suo sito www.lettereabruzzesi.org, con ironica amicizia e affetto gli ricorda il terribile stato in cui versa la Biblioteca provinciale di Chieti.
Pace ribadisce a Chiodi che già il 29 luglio 2011 gli aveva fatto presente, in una prima lettera, della situazione della biblioteca: un’ala dell’edificio è crollata nel luglio del 2005 e da allora nessuno ha provveduto a rimuovere le macerie e a iniziare i lavori di ristrutturazione, lasciandola nel degrado, discarica all’aperto a pochi passi dal corso Marrucino.
Fondi disponibili per iniziare i lavori, secondo Pace, già ci sarebbbere, “Di Giuseppantonio (presidente della Provincia di Chieti, ndr.) – scrive Pace – amministratore solerte e impegnato, dispone di risorse finalizzate di circa un milione 250 mila euro, comprendenti un contributo ottenuto dal senatore Di Stefano con la legge mancia due anni fa”.
Inoltre esisterebbe un progetto, “io non l’ho visto – continua Pace rivolgendosi a Chiodi – che sarebbe già cantierabile ma che costa di più di quanto già nel cassetto; e perciò ti suggerivo (nella prima missiva del 29 luglio 2011, ndr.) di assumere l’iniziativa di una riunione con il sindaco Di Primio e il citato presidente della Provincia per verificare assieme la esistenza del progetto, la relativa cantierabilità, il costo, e approntare conseguentemente un piano di finanziamento magari da frazionare anche oltre un esercizio. Insomma ti pregavo con molto rispetto di fare il Presidente pure per Chieti”.
Non avendo avuto risposta alcuna per il suo appello a favore di un edificio del centro di Chieti di grande importanza per la città, “un’opera piccola ma che ha un significato grande: è la biblioteca ragazzi”, un silenzio per Pace che è sintomo di mancanza di interesse per le sorti chietine, Pace invita formalmente tutti, sindaco, presidente della Provincia e presidente della Regione a fare un salto a Chieti per una colazione “frugale ma di qualità”, per ammirare il “Vietnam al centro di questa città” ma anche, fuori ironia, per prendere un impegno reale nella sua ristrutturazione.
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA
Caro Gianni,
devo chiederti per conto terzi un regalo e i terzi sono alcuni (non pochi) miei concittadini che condividono con me la tristezza di uno spettacolo.
Mi spiego, ripartendo dal 29 luglio 2011, giorno in cui ti scrissi una lettera per farti sapere che un’ala dell’edificio biblioteca provinciale di Chieti era crollata la notte tra il 2 e 3 giugno 2005, quasi sette anni fa, e che l’area di sedime era (ed è) diventata deposito di rifiuti e di sporcizia di ogni genere: questo al centro di Chieti, zona tempietti romani, venti metri in linea d’aria dal Corso Marrucino.
Ti confidai che qualche componente della Giunta dell’epoca mi aveva assicurato l’intervento di ricostruzione, ma intervenne sanitopoli a bloccarne l’attuazione.
Tu che ne dici? Va eliminata questa indecenza?
Chi affermasse, come spesso capita, che la colpa è di quelli che ci hanno preceduto negli impegni pubblici, non avrebbe capito che il compito di chi gestisce pubblici interessi è quello di risolvere i problemi che si presentano, quelli nuovi ma anche quelli antichi che fossero stati dagli ‘altri’ trascurati: so bene che il Partito ‘la colpa è degli altri, quelli di prima’, è maggioritario. Forse lo sarà anche quando tu non sarai più tra 100 anni presidente di questa regione; ma non ti preoccupare: anche allora ci sarò io, all’opposizione di quella maggioranza, a ristabilire le cose.
Con la richiamata lettera 29 luglio 2011, ti comunicavo che il presidente della Provincia, Di Giuseppantonio, amministratore solerte e impegnato, dispone di risorse finalizzate di circa un milione 250 mila euro, comprendenti un contributo ottenuto dal senatore Di Stefano con la legge mancia due anni fa, se ben ricordo; che esiste un progetto, io non l’ho visto, che sarebbe già cantierabile ma che costa di più di quanto già nel cassetto; e perciò ti suggerivo di assumere l’iniziativa di una riunione con il sindaco Di Primio e il citato presidente della Provincia per verificare assieme la esistenza del progetto, la relativa cantierabilità, il costo, e approntare conseguentemente un piano di finanziamento magari da frazionare anche oltre un esercizio. Insomma ti pregavo con molto rispetto di fare il presidente pure per Chieti.
Concludevo così la lettera: ‘io sono poca cosa, ma vi sarò grato di quel che farete per la mia città, la quale non è poca cosa, e sa apprezzare. Voi ne guadagnerete in riconoscenza’.
Non ho avuto risposta da nessuno, ma pure questo è colpa ‘degli altri’, magari delle segreterie. Allora ho pubblicato un articolo sul mio sito ‘lettere abruzzesi’. Nessun obbligo di visitarlo, ma il silenzio non è stato interrotto, nemmeno a dire: non possiamo, è impossibile, dovremmo aumentare le addizionali regionali.
Ma io non posso demordere perché mi sono impegnato con questi miei concittadini amici. Ma, pochi o molti che siano, fa loro questo regalo: un salto a Chieti per ammirare Vietnam al centro di questa città che a suo tempo ispirava D’Annunzio a scrivere le Novelle della Pescara, editate la prima volta da Giustino Ricci tipografo di Chieti in Largo G.B. Vico e poi editore della Cicala; riunisci il sindaco e il presidente della Provincia, che sono bravi, si danno da fare e hanno bisogno di aiuto regionale, e assieme realizziate una opera piccola che ha un significato grande: è la biblioteca, ragazzi.
Vi inviterò, è formale, a colazione, frugale ma di qualità. Fammi conoscere, per favore giorno e ora della tua visita.
Mille grazie in anticipo.
E, siccome ti voglio bene, ti abbraccio.
Tuo Giovanni Pace”.





