L’AQUILA – Hanno continuato ad assistere anziani non autosufficienti, nonostante la struttura non fosse abilitata e in barba ad ogni provvedimento sanzionatorio del Comune dell’Aquila che circa quattro mesi aveva denunciato l’abusiva gestione e ordinato di trasferire le persone non autonome: tutto ciò in “in una situazione di globale abuso e di sistematica strumentalizzazione dell’autorizzazione conseguita”.

Ora l’amministrazione comunale è tornata alla carica e ha dapprima revocato l’autorizzazione comunale del 2012 ai tempi del governo di centrosinistra guidato dal sindaco, Massimo Cialente, e conseguentemente ordinato “l’immediata cessazione e la chiusura dell’attività della casa di riposo e dell’esercizio autorizzato in forza dell’autorizzazione revocata”.

Molto pesanti i rilievi nei confonti della società Iniziative Turistiche Alberghiere, che gestisce la casa di riposo dell’Aquila nell’ex albergo Duca degli Abruzzi, in via San Giovanni XXIII, contenuti in un provvedimento del 19 marzo scorso, firmato dal dirigente del settore Rigenerazione urbana del Comune dell’Aquila, Domenico De Nardis.

Alla luce della disposizione entro trenta giorni dovranno essere trasferiti non solo i non autosufficienti, 27 in seguito al primo controllo e 22 nel più recente, ma anche gli anziani autonomi che dovrebbe essere una trentina. 

La revoca è stata decisa vista “la reiterazione degli abusi” che ha portato negli ultimi cinque anni la dirigenza a commettere la stessa violazione, non a caso si sottolinea “un comportamento illecito recidivo e continuativo”. L’amministratore delegato è l’imprenditore umbro Alberto Innocenzi, che ha importanti interessi a Rimini ed in Emilia Romagna, con la “Malatesta Viaggi”.

Il Comune dell’Aquila avverte anche che violato il termine di 30 giorni, si procederà “al sequestro dell’edificio in cui ha sede l’attività in questione e alla confisca delle attrezzature contenute, quali beni destinati all’attività illecita”, come previsto dall’articolo 13 della legge 689 del 1981.

Il Comune dell’Aquila, già 4 mesi fa, aveva disposto la chiusura della casa di riposo non convenzionata con il sistema sanitario nazionale, abilitata alla sola assistenza di persone autonome, in cui da quanto si è appreso sono assistite 54 persone.

In particolare, la decisione aveva fatto seguito alle verifiche eseguite dalla Asl provinciale dell’Aquila e alle risultanze di una ispezione dei carabinieri dei Nas, che avevano accertato la presenza di 27 anziani non autosufficienti in una struttura nella quale, ad esempio, non c’è il medico di turno nella notte. 

In un secondo controllo, come si evince dal verbale del 5 marzo 2019 menzionato nella disposizione del dirigente De Nardis, i militari hanno trovato 22 ospiti non autonomi.

Il Comune, inoltre, ordina che “i contratti di ricovero eventualmente sottoscritti siano considerati nulli”, di conseguenza i gestori “non potranno esigere un corrispettivo contrattuale”.

Contro il provvedimento, la Srl Iniziative Turistiche Alberghiere potrà fare ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar), entro il termine perentorio di 60 giorni dalla sua comunicazione.