SULMONA – “Si parla sempre di mala sanità ma quando la buona sanità si concretizza ci piacerebbe evidenziarlo. È avvenuto ad esempio con la storia di una nonnina di 84 anni che, a causa di una caduta, si è lesionata il bacino ed è stata ricoverata per circa tre mesi”.

È quanto si legge in una lettera di ringraziamento al personale sanitario della Asl aquilana inviata dai familiari di una donna di 84 anni, ricoverata all’ospedale di comunità di Tagliacozzo e poi all’ospedale di Sulmona.

Di seguito la lettera integrale.

 

“Il plauso di noi familiari va sia al nosocomio di Tagliacozzo e poi a quello di Sulmona dove la paziente anziana ha ricevuto un’assistenza continua caratterizzata da professionalità, dedizione e umanità. Come familiari, vogliamo sottolineare il senso di responsabilità e l’attenzione straordinaria che le sono stati riservati e ribadiamo la nostra riconoscenza a tutto il personale sanitario.

A seguito della caduta in casa, è stata ricoverata dapprima nell’Ospedale di Comunità di Tagliacozzo, dove è stata curata dal medico di base Federica Zepponi, alla quale rivolgiamo un grazie particolare. Poi successivamente – a causa di alcune complicazioni – è stata trasferita al reparto di Chirurgia generale dell’Ospedale di Sulmona per poi essere trasferita di nuovo all’Ospedale di Tagliacozzo, al reparto di Medicina Riabilitativa”.

“Vogliamo esprimere pubblicamente la nostra gratitudine al personale del reparto di chirurgia generale dell’Ospedale di Sulmona, rispettivamente al primario di Chirurgia generale Mauro Favoriti e al chirurgo Emanuele Pontecorvi, a quello dell’Ospedale di Comunità e del reparto di Medicina Riabilitativa dell’Ospedale di Tagliacozzo, guidato dal primario Enrico Pendenza, allo staff composto da Cinzia Moretti e ad Enzo Paris.

“Un ringraziamento speciale va alle capo sala, agli infermieri, ai fisioterapisti e agli operatori socio-sanitari, tante persone che svolgono il lavoro con il sorriso, sempre con il volto contento donando uno sguardo di allegria e fiducia a chi ne ha un bisogno in un momento di difficoltà per problemi di salute”.

“Questa storia è la testimonianza di un sistema sanitario competente e umano, capace di fare la differenza anche nei momenti più difficili come quello che stiamo vivendo. A tutti loto va un sentito grazie da parte delle nostre famiglie”.