L’AQUILA – “L’ospedale di Tagliacozzo non è stato cancellato da questo governo regionale: l’ospedale di Tagliacozzo è stato eliminato dalla rete ospedaliera abruzzese nel 2016, proprio da coloro che oggi fanno finta di stracciarsi le vesti”.

Lo puntualizza l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, facendo alcune precisazioni sulle polemiche degli ultimi giorni riguardo alla chiusura del presidio marsicano.

Oggi sulla questione ha rilanciato il senatore Michele Fina, segretario del Partito Democratico abruzzese.

“Difendere ospedale di Tagliacozzo è battaglia di civiltà. Bene fanno il nostro capogruppo in Consiglio regionale Silvio Paolucci, il sindaco Vincenzo Giovagnorio, le cittadine e i cittadini riuniti in comitato civico a lanciare l’allarme sulla chiusura di fatto dell’ospedale di Tagliacozzo. Il Pd Abruzzo è al loro fianco, a difesa di un presidio fondamentale per una larga parte della popolazione della Marsica e delle aree interne. Proprio per le aree interne questo governo regionale fa tanti dichiarazioni d’intenti e di buone intenzioni e poi, nella concretezza delle azioni che contano, smantella i servizi più importanti, a cominciare dalla sanità. Siamo in prima linea per una battaglia di civiltà”.

Questa la replica di Verì, leghista: “La realtà dei fatti è nelle carte, non nelle dichiarazioni rese alla vigilia della campagna elettorale per le Regionali. E la verità è che nel riordino della rete ospedaliera che questa giunta ha presentato al Ministero, a Tagliacozzo sono stati inseriti posti letto di riabilitazione funzionale e di riabilitazione funzionale ad indirizzo cardiologico e polmonare, oltre a una serie di servizi quali diabetologia, laboratorio analisi, radiologia, emodialisi e tutte le attività afferenti ad un presidio medico h24. Nella rete territoriale, sempre a Tagliacozzo, sono previsti anche l’ospedale di comunità e la casa della comunità. Tutto il resto è semplicemente falso”.

“Nel decreto commissariale 79 del 2016 – spiega l’assessore – l’ospedale di Tagliacozzo fu trasformato in Pta, punto di primo intervento e sede di ospedale di comunità. Privato, dunque, di ogni tipo di struttura e reparti riconducibili a un Dea o a un ospedale sede di pronto soccorso, tanto che non compare mai nel documento programmatorio, nel quale sono identificati come ospedali solo L’Aquila, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro. Classificazione mantenuta anche nella delibera di giunta regionale 824 del 2018, quest’ultima inoltre mai assentita dal Tavolo del Dm70. Nel 2019, al momento del nostro insediamento, è stata invece rivista tutta la programmazione precedente, riconoscendo formalmente a Tagliacozzo la funzione in chiave riabilitativa e inserendola nel piano trasmesso ai ministeri affiancanti”.

Ma la Verì chiarisce anche un ulteriore aspetto: “Probabilmente – continua – la minoranza si attacca ad un passaggio meramente burocratico, spacciandolo come volontà di chiudere il presidio di Tagliacozzo: i servizi erogati all’Umberto I e riferiti ai posti letto di riabilitazione, sono infatti ricondotti dal punto di vista amministrativo all’ospedale di Avezzano, con il quale è funzionalmente collegato. Questi sono i fatti, ma non credo possa interessare ai cittadini se una prestazione venga contabilizzata a Tagliacozzo o ad Avezzano: è fondamentale, invece, che sia garantita l’assistenza ed è stato questo l’impegno dell’Assessorato e dell’intero governo regionale”.