PESCARA – Oltre 400 secondo la questura (250 secondo l’addetto stampa del presidente della Regione Luciano D’Alfonso) i cittadini che stamattina hanno protestato a Pescara contro il declassamento dell’ospedale di Popoli (Pescara).
La manifestazione indetta dalla movimento ‘Avanti tutta’ ha raccolto adesioni dai comuni intorno all’area di Popoli.
Punto di concentramento dei manifestanti è stato l’inizio di viale Bovio; poi il percorso fin sotto la sede della Regione per “chiedere conto ai vertici regionali”.
Hanno aderito sindaci, che sfilano con la fascia tricolore, e lavoratori, non solo del nosocomio popolese ma di tutto il circondario.
I manifestanti hanno rifiutato di essere ricevuti dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, al quale D’Alfonso aveva delegato l’incontro.
Il governatore, “impegnato stamattina a Teramo in un convegno fissato da tempo e al quale partecipavano diverse figure istituzionali di primo piano”, come si legge in una nota dell’ufficio stampa, “ha quindi concordato un incontro con il comitato per venerdì 7 aprile alle ore 8 nella sede della Regione in viale Bovio a Pescara”.
“Nella vicenda dell’ospedale di Popoli ci sono due elementi di novità – ha spiegato Lolli – l’emendamento approvato dalla Camera, con cui si dispone per tre anni la sospensione dell’applicazione del decreto Lorenzin, e il voto di ieri nella commissione Sanità del Consiglio regionale con cui è stato deciso di istituire un tavolo che dovrà valutare, insieme all’assessore competente, il percorso da adottare per il nosocomio popolese. Quindi massima disponibilità al dialogo, tenendo conto che la struttura si deve inserire in un disegno regionale, altrimenti si fa solo a gara a chi strilla di più. Mi dispiace che non ci sia stata l’opportunità di cominciare a confrontarsi già oggi”.



