L’AQUILA – “Pur comprendendo che un direttore generale debba rispettare regole e forme stabilite, penso che ogni cosa che viene chiusa è una ferita che si apre. Stimo molto il dottor Trotta e la sua equipe e mi auguro che ci possano essere dei ripensamenti e la possibilità di rivedere alcune decisioni”.

Maria Grazia Cifone, direttrice del dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva) dell’Università dell’Aquila, spiega ad AbruzzoWeb la sua opinione riguardo alla chiusura del reparto di Medicina ospedaliera del “San Salvatore” dell’Aquila.

La decisione del direttore generale della Asl numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, Giancarlo Silveri, ha suscitato un pandemonio: portavoce della protesta di medici, sanitari e pazienti è la dottoressa Laura Natali, che si appresta a ricorrere al Tar, forte anche delle 6 mila firme raccolte a sostegno del reparto, che ha ottant’anni di storia.

La Cifone dà il suo sostegno che, al momento, non sembra tradursi in atti ufficiali. Il compito spetterà probabilmente al nuovo rettore, Paola Inverardi, in carica dal prossimo 1° ottobre, che ha sconfitto proprio  la deflina dell’uscente Ferdinando Di Orio.

“Ce ne dobbiamo fare una ragione – commenta amareggiata la Cifone – ma l’auspicio è che si faccia un passo indietro. È in tutta Italia che il fronte sanità non naviga in buone acque”.

“Dobbiamo sperare tutti che si torni a una politica sanitaria più coerente e vicina ai bisogni delle persone, che non punti solo alle eccellenze ma anche alla geografia e a ciò che deve essere ordinario nel garantire servizi al pubblico – continua – Si devono soddisfare i bisogni minimali e noi stiamo perdendo tutto questo”.

“Non dobbiamo dimenticare che l’intero San Salvatore è coinvolto nella formazione dei nostri studenti e questo non viene tenuto in conto dalla politica sanitaria”, conclude.