L’AQUILA – Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sono due pezzi da novanta della governance della ricostruzione post terremoto.

Anche se il primo è commissario per la ricostruzione e il secondo ha lasciato la carica di vice commissario nel settembre del 2010, in dissenso con la politica sul terremoto dell’allora governo Berlusconi.

Cialente e Chiodi, pur indirettamente, sono anche avversari nelle elezioni amministrative del prossimo mese di maggio: infatti, il primo è candidato sindaco del centrosinistra dopo essere stato riconfermato alle primarie, il secondo, esponente del Pdl, è sponsor del candidato sindaco del movimento trasversale “L’Aquila città aperta”, Giorgio De Matteis, leader dell’Mpa che ha messo in ginocchio il Pdl aquilano e la coalizione del centrodestra ufficiale, portando nelle sue liste numerosi iscritti, anche di rilievo.

Un’anomalia, tanto che su Chiodi pesa una richiesta di espulsione dal partito arrivata da un iscritto con la motivazione di favorire un candidato non del Pdl.

Nell’ottica delle elezioni Cialente ha fatto bottino pieno con Chiodi a bocca asciutta nell’ultima ordinanza della presidenza del Consiglio,la numero 4013, quella dei 200 milioni e della rivoluzione della governance basata su informazione, comunicazione, programmazione, semplificazione e rigore voluta dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, “inviato speciale”del governo per la gestione del post terremoto.

Ordinanza che verrà pubblicata tra oggi e domani sulla gazzetta ufficiale.

“Quanto ottenuto da Cialente vale almeno 2 mila voti alle elezioni amministrative”, hanno sentenziato attenti osservatori della realtà aquilana.

Il riferimento è alle diverse vicende legate al rinnovo dei contratti dei precari della governance del terremoto.

Per vedere chi ha vinto e chi ha perso basta guardare il destino del personale della struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) da una parte e quello del Comune dall’altra.

Gli 88 Co.co.co. del Comune sono stati prorogati fino alla fine dell’anno, inoltre 30 di questi avranno un contratto a tempo determinato, come dire un passo dall’assunzione definitiva.

Viceversa, posto che dei 69 lavoratori Sge 14 andranno a prestare servizio proprio all’amministrazione comunale e 15 sono assegnati alla funzione espropri, degli altri 40 verrà tagliata una quota del 40 per cento, il che vuol dire 16 licenziamenti.

Le assunzioni portate a casa da Cialente in termini elettorali significano consenso; e lo diciamo ribadendo percorsi trasparenti e ortodossi nella scelta.

Insomma, pur in presenza di selezioni irreprensibili, si tratta di posti da gestire per il primo cittadino.

Un risultato che va considerato ancor più significativo se si considera che, almeno pubblicamente, nelle riunioni aquilane con Barca, l’uomo più in sintonia con il ministro e con il governo è sembrato proprio Chiodi.

Questo fin da quando il premier Mario Monti mise prescia a Cialente con lo storico “Che aspettate a presentare il piano di ricostruzione?”.

Evidentemente, però, apparenza a parte il primo cittadino ha un canale migliore, non si dimentichi che ha incontrato di nuovo Barca a Roma nelle fasi calde della redazione dell’ordinanza, precisamente giovedì, il giorno prima della firma.

Un canale, come si vede, che gli consente di vedere soddisfatte le sue istanze.

Visto che la competizione elettorale nel capoluogo è ormai veramente alle porte e che la caccia all’ultimo voto è stata lanciata, questa “vittoria” nell’ordinanza potrebbe essere cospicuo fieno in cascina. (b.s.)