L’AQUILA – Sta per essere riconsegnata alla città dell’Aquila, con tanto di palestra, la prima parte dello storico oratorio dell’Opera salesiana “San Giovanni Bosco” dell’Aquila, dove mancano all’appello soltanto la scala di emergenza, le coperture, le docce e gli spogliatoi, seppur con qualche mese di ritardo.

Al contrario, bisognerà attendere ancora qualche anno per la riconsegna dell’intero complesso, la cui rinascita sarà segnata da una novità: “La grande aula tornerà cinema-teatro, ma diventerà anche una sala polivalente, adibita a numerose attività, conferenze, incontri ed eventi”.

Ad annunciarlo in anteprima ad AbruzzoWeb è il direttore dell’oratorio salesiano del capoluogo abruzzese, don Kamil Pozorski. La riparazione complessiva dell’Opera salesiana, per un importo di 28 milioni 500 mila euro, si era resa necessaria a causa del cedimento delle fondamenta, con conseguenti lesioni alle murature, dopo il terremoto del 2009, ma la strada verso il taglio del nastro dell’intero complesso è ancora molto lunga.

Il cantiere dell’Opera salesiana è stato oggetto, tra l’altro, di un’indagine della procura della Repubblica, che ha visto coinvolti l’imprenditore aquilano Massimo Mancini, dell’impresa Mancini Srl, che venne arrestato ai domiciliari per corruzione, e l’allora vice sindaco e assessore all’Urbanistica del capoluogo Roberto Riga, anch’egli detenuto in casa per corruzione, in cambio di tangenti. Il processo è in corso.

Una vicenda, quella relativa alla ristrutturazione del “Don Bosco”, particolarmente tormentata, proprio a causa delle vicende giudiziarie, di ritardi accumulati.

L’intero plesso, suddiviso in tre lotti, aveva visto una prima inaugurazione, il 14 ottobre 2013, grazie a una donazione di 2 milioni 650 mila euro promossa dal quotidiano Libero (per 2 milioni), da Enel cuore onlus (200 mila) e dalla fondazione di Andrea Anselmi, ex allievo dei salesiani morto in un incidente aereo (per 50 mila), ma all’oratorio, presentato in pompa magna con tanto di autorità civili e religiose, mancava la palestra.

“Finalmente ci verrà riconsegnato l’intero primo lotto – spiega ora il direttore don Kamil – Entro la prima settimana di febbraio verranno montate le docce e gli spogliatoi e questo è fondamentale per le nostre attività con i giovani”.

L’oratorio, infatti, è un’istituzione che ha visto crescere tra le proprie mura generazioni di ragazzi e adolescenti aquilani, che avevano la possibilità di cimentarsi con varie attività ricreative: scout, danza, catechismo, animazione e sport di ogni genere.

“Siamo rientrati nell’oratorio già da 5 anni e per quanto possibile abbiamo cercato di non far fermare mai la nostra opera e missione con i giovani – sottolinea Pozorski – Certamente abbiamo incontrato qualche limitazione, con la palestra pronta a breve sono sicuro che andrà meglio”.

Con qualche mese di ritardo verrà poi riconsegnato anche il secondo lotto, quello che ospitava, e dove tornerà, il collegio universitario. “Doveva essere concluso prima di Natale, ma per motivi a noi estranei ci sono stati molti ritardi e il taglio del nastro ci sarà, presumibilmente, per la prossima estate”, svela ancora il sacerdote.

Questo secondo plesso, prima del sisma, ospitava il grande cinema-teatro, che “diventerà una sala polivalente, dove all’attività cinematografica si aggiungerà la possibilità di fruirne come sala convegni, congressi, conferenze, incontri ed eventi di ogni genere”, precisa il direttore.

Infine c’è il terzo lotto, quello che insiste all’angolo con viale Duca degli Abruzzi e che, prima del 2009, ospitava il Centro di formazione professionale (Cfp).

“Anche in questo caso si sono accumulati ritardi, ma a breve dovrebbero partire i lavori, per una durata complessiva di 2 anni – conclude don Kamil – In questo plesso torneranno sia i laboratori che le aule scolastiche, ma tengo a sottolineare che il centro non si è mai fermato: abbiamo 5 corsi ancora attivi e i 100 studenti della scuola professionale sono ospitati momentaneamente negli spazi del primo lotto, dove la mattina si studia e il pomeriggio si svolgono le attività dell’oratorio”.

In ogni caso c’è grande soddisfazione, “nonostante i ritardi”, da parte della comunità salesiana, la cui opera non ha mai subìto particolari stop a causa dei cantieri aperti o ancora da avviare, come sottolinea il procuratore speciale per i lavori dell’opera salesiana, don Fabio Bianchini.

 “I ritardi sono fisiologici, non mi meraviglia che ci siano state delle criticità, noi stiamo andando avanti su tutti i fronti come salesiani e siamo molto soddisfatti – confessa ad AbruzzoWeb – ci auguriamo che tra poche settimane l’intero complesso del patrimonio venga riconsegnato alla città”.