PESCARA “Quello di oggi è soprattutto un confronto tra due modi di fare e vedere la politica”. È quanto ha dichiarato nel corso del dibattito di ieri all’Aurum di Pescara, il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo che ha sottolineato come “si confrontano il centrodestra che oggi è all’opposizione ma ha governato nella precedente legislatura e il centrosinistra che ieri era in minoranza”.

“Quando siamo entrati in Regione abbiamo trovato un disastro e dopo 90 giorni è arrivata la sciagura del terremoto che ha inciso pesantemente sul nostro cammino. Lentamente e affrontando tante situazione problematiche abbiamo fatto le nostre scelte, anche difficili: abbiamo rimesso a posto il bilancio, ci siamo giocati il consenso, e alla fine siamo arrivati a ottenere importanti risultati nell’intento di restituire il maltolto agli abruzzesi. Chi ci aveva preceduto aveva ‘distratto’ ben 176 milioni di risorse (dei 576 milioni) destinate alla Sanità per fare altro, di qui l’appellativo di Regione canaglia. Chi governa oggi, durante il primo Consiglio regionale si è presentato con un emendamento scritto a mano in fretta e furia, per fare una furbata, che voleva abrogare la Legge regionale da noi approvata che si poneva l’obiettivo di ridurre le tasse: sta tutta qui la differenza, noi abbiamo lavorato per restituire la fiscalità mentre il centrosinistra punta a più spesa e più tasse. Noi abbiamo chiesto di fare sacrifici e abbiamo raggiunto importanti obiettivi come certificato dallo stesso assessore Silvio Paolucci in un’intervista pubblicata il 4 dicembre 2014 sul Messaggero“.

“Sul tema della semplificazione amministrativa, posto dal presidente Luciano D’Alfonso siamo d’accordo e lui sa benissimo che non siamo certo noi l’ostacolo ma è il governo regionale di centrosinistra che si blocca da solo come ad esempio nella mai realizzata rivoluzione amministrativa e soprattutto lui stesso con decreti e riforme che non hai II criteri della legittimità e legalità”.

“È necessario spendere le risorse a disposizione ma se il presidente D’Alfonso non la smette di girare i territori e dispensare promesse a destra e a manca non sarà possibile farlo in modo adeguato e sopratutto programmato e progettato. Per quanto riguarda l’agricoltura poi è urgente che vengano pubblicati i bandi su primo insediamento e misure strutturali (Programma di Sviluppo Rurale) ma se verranno confermate le indiscrezioni circolate in questi giorni, si creeranno enormi problemi: si vogliono cambiare le regole e si vuole chiedere ai giovani imprenditori di certificare la spesa prima. Ma quale banca farà loro credito?”.

“Se il presidente D’Alfonso accettasse un confronto sereno su questi e su altri temi sensibili – ha concluso Febbo – si potrebbero trovare le soluzioni ma si stanno bloccando, non si va avanti, si arretra mentre bisognerebbe velocizzare i processi e dare risposte concrete agli abruzzesi. Oggi, per la prima volta, mi sembra non abbia retto il confronto ed ha lasciato i lavori senza risposte, progettualità e obiettivi”.