MONTORIO AL VOMANO – “In cinque anni abbiamo rimesso in moto Montorio con oltre 62 milioni di euro di opere finanziate tra interventi conclusi, cantieri in corso e progetti pronti a partire. Ora vogliamo completare una grande strategia di sviluppo che unisce servizi, lavoro, giovani e qualità della vita.”

Questi alcuni degli argomenti illustrati, nell’intervista ad AbruzzoWeb, dal 52 enne ingegnere Fabio Altitonante, ex consigliere regionale di Forza Italia in Lombardia, sindaco di centrodestra uscente e ricandidato a Montorio al Vomano, comune da 8mila abitanti in provincia di Teramo, alle elezioni di domenica e lunedì prossimi.

Tra i risultati portati a casa, nel suo primo mandato, Altitonante menziona “il nuovo polo scolastico, Piazza Diamante, il terminal bus, gli impianti sportivi, gli interventi sulle frazioni, il nuovo asilo, la rigenerazione urbana e il grande lavoro sulla manutenzione ordinaria”.

Tra i grandi progetti a venire il Polo della Salute, “una sfida enorme, per dare servizi, assistenza e dignità alle famiglie, agli anziani e a chi vive momenti di difficoltà, senza essere costretti ad allontanarsi dal territorio, con quasi 200 posti letto tra RSA, servizi per pazienti Alzheimer e strutture dedicate ai minori con fragilità psichiatriche”.

Sindaco Fabio Altitonante, qual è il bilancio di questi cinque anni?

Il dato più importante è uno: oltre 62 milioni di euro di opere finanziate tra interventi conclusi, cantieri in corso e progetti pronti a partire. Parliamo di una cifra enorme per una realtà come Montorio, costruita attraverso lavoro quotidiano, programmazione, capacità amministrativa e visione. Ma al di là dei numeri, quello che conta davvero è aver restituito fiducia alla comunità. Abbiamo trasformato luoghi abbandonati in spazi vissuti, migliorato servizi, riqualificato quartieri e frazioni, investito su scuola, sport, sociale e decoro urbano.

Quali sono stati gli interventi più significativi?

Sicuramente il nuovo polo scolastico, Piazza Diamante, il terminal bus, gli impianti sportivi, gli interventi sulle frazioni, il nuovo asilo, la rigenerazione urbana e il grande lavoro sulla manutenzione ordinaria. Ma credo sia stato fondamentale anche costruire servizi che prima non esistevano: penso al rafforzamento dei servizi sociali, ai progetti per anziani e fragili, fino all’arrivo del nuovo centro radiologico, che rappresenta un presidio importante per il territorio. In questi anni abbiamo cercato di prenderci cura non solo delle opere, ma delle persone.

In questa campagna avete parlato molto proprio dei servizi alla persona e del nuovo Polo della Salute. Perché è così centrale?

Perché credo che una comunità si giudichi soprattutto da come si prende cura delle persone più fragili. Il Polo della Salute rappresenta una sfida enorme, ma anche una visione precisa: dare servizi, assistenza e dignità alle famiglie, agli anziani e a chi vive momenti di difficoltà, senza essere costretti ad allontanarsi dal territorio. Con quasi 200 posti letto tra RSA, servizi per pazienti Alzheimer e strutture dedicate ai minori con fragilità psichiatriche è un progetto enorme, non solo sanitario ma anche sociale ed economico, perché porterà servizi, lavoro e nuove opportunità per tutto il territorio. Parliamo di un luogo moderno, umano, integrato con il paesaggio e con la vita della comunità. Un progetto che può creare lavoro, servizi e futuro per tutto il comprensorio. Quando un bambino, durante un incontro pubblico, mi ha detto che spera di vedere realizzata la RSA per la sua nonna, ho capito ancora di più quanto questo progetto tocchi corde profonde nelle persone.

Guardando sempre al futuro, quali saranno le altre priorità per i prossimi cinque anni?

Abbiamo costruito un programma molto concreto, con grandi progetti strategici che possono cambiare definitivamente il futuro di Montorio. Ci sono l’allungamento del percorso del lungofiume fino agli impianti sportivi; il nuovo oratorio nell’area SAE-MAP; la nuova sede della Polizia Municipale e della Protezione Civile; il proseguimento della rigenerazione urbana del centro storico e delle frazioni; il recupero del Convento dei Cappuccini; il progetto sulla Chiesa di Sant’Antonio; la riqualificazione dell’area di Contrada Torrito; e il grande progetto della cabinovia Montorio–Prati di Tivo. Sono progetti concreti, già avviati dal punto di vista amministrativo, che guardano ai prossimi decenni.

Cosa avete fatto per le  frazioni?

Le frazioni non sono periferie: sono l’anima della nostra comunità. In questi anni abbiamo cercato di esserci sempre, partendo anche dalle cose più semplici ma fondamentali: pulizia, illuminazione, asfaltature, sicurezza stradale, manutenzione costante. E continueremo a farlo con la stessa attenzione, perché chi vive nelle frazioni deve sentirsi parte integrante di Montorio, con gli stessi diritti e le stesse opportunità. Molti cittadini parlano di una Montorio più viva e più bella. Questo è uno dei risultati che mi emoziona di più, perché significa che le persone sentono di nuovo il paese come casa propria. Vedere piazze piene, bambini che giocano, ragazzi vivere gli spazi pubblici, famiglie partecipare agli eventi è qualcosa che va oltre la politica. In questi anni abbiamo cercato di costruire una comunità più unita, più inclusiva e più orgogliosa della propria identità. Ed è questo il messaggio più bello che ci stanno restituendo le persone durante questa campagna elettorale.

Cosa sente di dire ai giovani?

Che Montorio deve continuare a investire su di loro. Negli ultimi anni abbiamo lavorato sugli impianti sportivi, sugli eventi, sugli spazi di aggregazione, sulla scuola, sulla cultura. Ma dobbiamo fare ancora di più per creare opportunità, occasioni di crescita e motivi per restare o tornare a vivere qui. I giovani non chiedono promesse: chiedono fiducia, spazi e possibilità. Ognuno deve avere la sua opportunità.

E che messaggio vuole lasciare ai cittadini a poche ore dal voto?

Che nulla è scontato e che ogni voto sarà importante. In questi anni ci abbiamo messo presenza, serietà e impegno quotidiano. Abbiamo amministrato con concretezza, senza urlare, cercando sempre di lavorare per l’interesse della comunità. E soprattutto ci abbiamo messo il cuore. Sicuramente abbiamo commesso anche qualche errore, come accade a chi lavora tanto, ma abbiamo sempre cercato di esserci. Oggi sento una grande responsabilità verso questa comunità e posso dire una cosa con sincerità: continuerò a metterci la faccia, l’impegno e tutto me stesso. Oggi chiediamo ai cittadini di continuare insieme questo percorso, con equilibrio, responsabilità e prospettive chiare. Perché Montorio può crescere ancora tantissimo. E perché il nostro obiettivo resta lo stesso del primo giorno: non lasciare indietro nessuno.