PESCARA – Il gup del Tribunale di Pescara Luca De Ninis ha rinviato a giudizio 24 persone nell’ambito dell’operazione “Piramide” che il 16 febbraio 2006 ha sgominato una organizzazione che gestiva illegalmente permessi per immigrati dall’Est europeo e dalla Cina.

Il processo a loro carico prenderà il via il prossimo 8 novembre.

Tra i rinviati a giudizio l’ex direttore dell’ufficio provinciale del lavoro di Pescara, Giampaolo Paoletti, ritenuto il regista della organizzazione; due ex dipendenti della Direzione provinciale del lavoro di Pescara: il funzionario Domenico Faricelli e l’operatore di sportello Giacomo Blandini, oltre a tre titolari di società e 18 cinesi.

Nell’ambito dell’inchiesta furono poste sequestro 13 attività gestite da orientali, molte delle quali fittizie, tra cui un ristorante cinese di Montesilvano. Secondo l’accusa, sarebbero stati almeno 150 i cinesi e 50 i rumeni immessi illegalmente e spostati su tutto il territorio nazionale con profitti ingenti.

Dalle indagini è emerso che chi si rivolgeva all’organizzazione riusciva a ottenere, a seconda del prezzo pagato, il rilascio di false autorizzazioni al lavoro (e dunque i permessi di soggiorno), ma anche i ricongiungimenti familiari, un meccanismo per aggirare le cosiddette quote d’ingresso.

Gli investigatori hanno accertato anche un vero e proprio tariffario in base al quale l’organizzazione richiedeva ai cinesi clandestini un compenso che partiva ad un minimo di 7 mila euro, per un singolo rinnovo di permesso di soggiorno, a 18 mila per le richieste di ricongiungimento familiare di tre persone (24 mila se le persone erano quattro).