VASTO – “Mio figlio era un violento”: è quanto avrebbe raccontato Antonio Sciorilli ai Carabinieri nella notte, quando in caserma a Vasto (Chieti) ha reso dichiarazioni spontanee dopo aver confessato di aver ucciso, ieri, il figlio Andrea al culmine di una lite in casa.

La discussione poi degenerata, ha rivelato l’uomo, 52enne, dirigente del servizio Urp e privacy della Asl Lanciano Vasto Chieti, sarebbe scoppiata per divergenza di vedute fra i due su un’opportunità lavorativa.

“Un delitto nato, purtroppo, in un ambiente di contrasti familiari che si sono acuiti in maniera esponenziale negli ultimi tempi”, le parole del procuratore della Repubblica di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia, che ha convocato una conferenza stampa per informare sugli sviluppi investigativi.

Il 52enne si trova ora in isolamento al carcere di Vasto.

Tre colpi terribili inferti con l’accetta, ritrovata nel garage dove è stato trovato anche il corpo: uno al cranio, uno profondo allo zigomo e quello mortale allo sterno

Il ragazzo aveva a che fare con la droga, la usava e la vendeva. E poi la violenza, tant’è che il padre lo aveva denunciato nel 2024.

L’uomo, che non sopportava questa situazione, di recente gli aveva trovato un lavoro, fuori regione: avrebbe dovuto fare un corso a Piacenza, come ispettore amministrativo. Ma il giovane ha rifiutato. E a scatenare la lite che è sfociata nel delitto, ieri, quando i due erano soli in casa, potrebbe essere stato proprio questo.

Ci sarebbe stata una colluttazione tra i due, poi i colpi mortali, il luminol che ha rivelato tracce di sangue dal pianerottolo fino alla rimessa.

Qui, qualcuno, mentre il padre “trafficava con il cadavere”, ha notato la scena e, intorno alle 14.30, ha avvisato le forze dell’ordine. Un testimone oculare. Quando i militari sono arrivati il padre era nel garage con il corpo del figlio avvolto in indumenti. “Era prostrato, non ha opposto resistenza”, ha evidenziato il procuratore.