VASTO – È stato interrogato questa mattina dal gip del tribunale di Vasto (Chieti) Matteo Pepe l’imprenditore di 43 anni di Lucera accusato di aver ucciso sabato scorso la sua convivente Neila Bureikaite, una ragazza lituana di 24 anni.

Assistito dai suoi legali, gli avvocati Pasquale Morelli e Giampaolo Marco, l’uomo ha risposto alle domande del giudice.

Ma sono gli stessi avvocati che, tramite una nota, hanno spiegato che per la delicatezza della storia di sangue sarà necessario mantenere il più stretto riserbo.

“È una vicenda delicata – scrivono – che vive ore decisive per il suo avvenire. Le ipotesi concettuali pubblicate in queste ultime ore non sono state delineate correttamente e dalle stesse prendiamo le distanze. Riteniamo, quindi, che ai fini di una corretta informazione, sia meglio non seguire indiscrezioni e false attestazioni, tutte certamente tratte da fonti non provate”.

“Occorre pertanto – proseguono gli avvocati – che venga osservata la massima discrezione, affinché la difesa e la magistratura possano seguire correttamente il proprio lavoro. Tale esigenza risponde a un obbligo deontologico, che questa difesa intende rispettare senza riserva alcuna, ma soprattutto è adottata per esprimere il più alto rispetto del dolore e della preoccupazione vissuta dalle famiglie coinvolte”.